Skip to content

Gli effetti della compressione non lineare e della trasposizione lineare in frequenza sulla percezione verbale nei bambini in età scolare

Informazioni tesi

  Autore: Daniela Guidi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Tecniche audioprotesiche
  Relatore: Gennaro Auletta
Coautore: Laria Carla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

1-2 bambini su 1000 nati sono affetti da deficit uditivo permanente. Per i bambini ricoverati nei reparti di patologia neonatale il rischio di un difetto audiologico raggiunge anche il 4-5 per 100 (De Michele, 2008). Si stima che ciò possa corrispondere, in Italia, a più di 900 nuovi casi di ipoacusie permanenti infantili ogni anno. Il deficit uditivo nei bambini può interferire con il normale sviluppo del linguaggio, l'istruzione e l'interazione sociale. Può produrre anche, in alcuni casi, effetti psicologici ed emotivi negativi. Una diagnosi precoce della perdita uditiva, tuttavia, può ridurre notevolmente queste conseguenze o addirittura comportarne un miglioramento significativo. I maggiori progressi si sono ottenuti con bambini ipoacusici su cui si è intervenuto nei primi 6 mesi di vita (Yoshinaga-Itano, Sedey, Coulter, e Mehl, 1998). Per questo motivo è stato realizzato un programma di screening in tutto il mondo che mira ad identificare, il più presto possibile, tutti quei bambini con problemi d’udito al fine di garantire un precoce intervento audiologico, educativo e medico (EHDI, 2006).
Per una stimolazione uditiva ottimale, l’amplificazione acustica deve essere attuata immediatamente dopo la diagnosi ed una delle più grandi sfide da affrontare, quando si lavora con la popolazione pediatrica, è permettere ad essi l'accesso a tutti i suoni necessari per la produzione, la percezione e lo sviluppo del linguaggio. Ciò è particolarmente difficile quando la perdita uditiva è presente sulle alte frequenze, dove l’amplificazione acustica convenzionale ha scarso successo per quattro principali motivi (Kuk, Keenan, Korhonen, e Lau, 2009): guadagno insufficiente, larghezza di banda limitata, feedback acustico e presenza di aree morte nella coclea.
Per quanto riguarda quest’ ultima, infatti, gli apparecchi acustici non sono in grado di combattere una “area morta”, definita come regione in cui le cellule ciliate interne e/o i neuroni funzionanti sono pochissimi o addirittura inesistenti. Pertanto, una stimolazione acustica in queste aree, oltre a non poter migliorare le prestazioni, tenderà ad influenzare negativamente la qualità e la comprensione del parlato (Ching, Dillon e Bryne, 1988; Turner & Cummings, 1999; Moore, 2008).
Per quanto riguarda gli altri tre limiti, la perdita d’udito può essere così grave che la potenza massima del dispositivo acustico potrebbe non essere in grado di raggiungere un livello al quale possa essere percepito un beneficio; inoltre, i dispositivi di amplificazione, hanno un range frequenziale tra i 500 e 4000 Hz.
Sopra questa frequenza la risposta cade in modo significativo e secondo alcuni studi, i bambini necessitano di una maggiore larghezza di banda, soprattutto per quel che riguarda le frequenze acute per la comprensione del discorso e l’apprezzamento di suoni ambientali e musicali.
Una mancata stimolazione di queste può, quindi, influenzare negativamente sulla capacità del bambino di riprodurre alcuni fonemi, per non parlare del ritardo nello sviluppo fonologico e morfologico (Stelmachowicz et al., 2001, 2002, 2004). L’energia spettrale per molte consonanti è situata soprattutto nel campo delle frequenze acute (Widex, 2010). Fonemi come /s/, / ∫ /, / t /, / z /, / f / sono quindi difficili da discriminare quando la perdita d'udito è presente in quella regione. Sebbene questi suoni siano più morbidi di intensità, il loro contributo per la comprensione della voce è fondamentale.
Sono stati numerosi i tentativi nell’affrontare questo problema attraverso tecniche di abbassamento di frequenza, ma hanno avuto uno scarso successo per la scarsa qualità sonora riprodotta. Inoltre quando vengono applicati elevati livelli di guadagno, il feedback è una conseguenza comune ed anche con sofisticati sistemi di anti-feedback, l’unica vera soluzione è quella di eliminare il guadagno sulle frequenze acute. L’obiettivo primario di questo studio è quello di determinare se gli algoritmi della compressione non lineare e della trasposizione lineare in frequenza producono benefici sulla percezione verbale nei bambini in età scolare.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
5 | P a g i n a INTRODUZIONE 1-2 bambini su 1000 nati sono affetti da deficit uditivo permanente. Per i bambini ricoverati nei reparti di patologia neonatale il rischio di un difetto audiologico raggiunge anche il 4-5 per 100 (De Michele, 2008). Si stima che ciò possa corrispondere, in Italia, a più di 900 nuovi casi di ipoacusie permanenti infantili ogni anno. Il deficit uditivo nei bambini può interferire con il normale sviluppo del linguaggio, l'istruzione e l'interazione sociale. Può produrre anche, in alcuni casi, effetti psicologici ed emotivi negativi. Una diagnosi precoce della perdita uditiva, tuttavia, può ridurre notevolmente queste conseguenze o addirittura comportarne un miglioramento significativo. I maggiori progressi si sono ottenuti con bambini ipoacusici su cui si è intervenuto nei primi 6 mesi di vita (Yoshinaga-Itano, Sedey, Coulter, e Mehl, 1998). Per questo motivo è stato realizzato un programma di screening in tutto il mondo che mira ad identificare, il più presto possibile, tutti quei bambini con problemi d’udito al fine di garantire un precoce intervento audiologico, educativo e medico (EHDI, 2006). Per una stimolazione uditiva ottimale, l’amplificazione acustica deve essere attuata immediatamente dopo la diagnosi ed una delle più grandi sfide da affrontare, quando si lavora con la popolazione pediatrica, è permettere ad essi l'accesso a tutti i suoni necessari per la produzione, la percezione e lo sviluppo del linguaggio. Ciò è particolarmente difficile quando la perdita uditiva è presente sulle alte frequenze, dove l’amplificazione acustica convenzionale ha scarso successo per quattro principali motivi (Kuk, Keenan, Korhonen, e Lau, 2009): guadagno insufficiente, larghezza di banda limitata, feedback acustico e presenza di aree morte nella coclea. Per quanto riguarda quest’ ultima, infatti, gli apparecchi acustici non sono in grado di combattere una “area morta”, definita come regione in cui le cellule ciliate interne e/o i neuroni funzionanti sono pochissimi o addirittura inesistenti. Pertanto, una stimolazione acustica in queste aree, oltre a non poter migliorare le prestazioni, tenderà ad influenzare negativamente la qualità e la

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

linguaggio
sviluppo
acustica
trasposizione
ritardo
protesi
traslazione
udito
phonak
ipoacusia
frequenziale
widex
neurosensoriale
profonda

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi