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Ripensare la banca: l'esperienza della ''Banca Etica''

Nella prassi di solito seguita dalla finanza tradizionale, il risparmiatore non è in grado di determinare, e nemmeno di venire a conoscenza, dei settori in cui il suo denaro è impiegato, per cui, essendo il denaro in sé né buono, né cattivo, la responsabilità per un suo uso corretto, ricade non solo sulla banca che è tenuta, oggi più di ieri, ad indagare sulla provenienza dei risparmi, essendo forte il rischio che essa corre da un punto di vista etico, ma anche su ogni singolo risparmiatore, che è colui che fornisce la materia prima al sistema finanziario.
E’ crescente l’esigenza di avere tali informazioni, in quanto il denaro può costituire uno strumento per la crescita sotto l’aspetto sociale, oppure può provocare sfruttamento e distruzione: finanziare quindi quei soggetti che hanno come scopo la massimizzazione dell’utilità sociale, invece che i profitti individuali, significa orientare la società verso una più equa distribuzione della ricchezza, favorendo la creazione di una nuova forma di efficienza.
L’art.1 della legge bancaria del 1936 afferma chela banca svolge funzioni di interesse pubblico, per cui la molla che fa muovere tale meccanismo non è diversa da quella consueta della ricerca individuale del massimo profitto, in quanto l’imprenditore bancario mette in risalto le proprie qualità, attraverso la quantità di profitto che riesce a produrre, ma è consapevole anche dell’esistenza e dell’importanza di certe regole di comportamento che bisogna rispettare e far rispettare come regole del sistema.
Per parlare di finanza etica, bisogna evidenziare le caratteristiche che la rendono eticamente e socialmente orientata.
I principi ispiratori della finanza etica, nella gestione delle risorse finanziarie, risiedono nella:
1.Trasparenza ed eticità nella raccolta del risparmio
2.Trasparenza ed eticità nell’impiego del denaro.

I principi su cui è basato il futuro sviluppo della finanza etica: essi sono racchiusi in un documento, denominato Manifesto della Finanza Etica, promosso da un vasto arco di organizzazioni, operanti in tale settore e in cui vengono proposte delle linee di comportamento che devono costituire una guida per coloro che desiderano svolgere un’attività etica in campo finanziario.
Essi sono largamente condivisi dal punto di vista verbale, ma si rivelano poi di difficile attuazione sul piano pratico.
L’evoluzione della finanza etica, e conseguentemente del terzo settore, cui è strettamente connessa, è possibile solamente evitando la pura e semplice creazione di quel polmone finanziario, composto dalle organizzazioni facenti parte di questo settore alternativo, e impegnandosi, invece, nella creazione di una più elevata sensibilità e disponibilità verso le questioni di carattere sociale ed etico da parte dei risparmiatori, i quali dovrebbero rivolgere minore attenzione al solo rendimento effettivo del titolo e mirare, invece, allo svolgimento di accurate valutazioni prima di prendere decisioni importanti per i propri risparmi.
L’etica da un punto di vista della banca, invece, non consiste solo nella oculata gestione del risparmio, ma anche nella valutazione morale della destinazione e della provenienza del denaro gestito.

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CAPITOLO I L’ETICA NELL’ECONOMIA E NELLA FINANZA 1.1 Cosa è l’etica Nata come branca della filosofia e in stretto rapporto con la religione e il diritto, l’etica “si occupa delle norme che regolano, o dovrebbero regolare, i rapporti di ciascun individuo con gli altri e dei valori che ogni individuo deve realizzare nel suo comportamento”1. L’etica, infatti, rappresenta una sfida che non può più essere ignorata e che non si può esorcizzare con teorie che affidano la soluzione dei problemi etici a calcoli che i meccanismi della società inducono tutti ad effettuare2; essa è costituita da regole di comportamento che vanno rispettate e fatte rispettare come regole del sistema. Dette regole sono però qualcosa di diverso, di maggiormente complesso e di più limitativo della libertà d’azione individuale3, non sono tuttavia imposte da una repressione manifesta od occulta, non sono sostenute da un potere, ma tutt’al più da un’autorità, che si poggia su un sentimento di responsabilità nei confronti di qualcosa che va al di là dell’individuale. Attribuire all’etica una precisa data di nascita non è possibile ma, qualunque ne sia la causa occasionante, essa produce la consapevolezza di una radicale differenza tra le “leggi di natura”, di cui non si è in grado di liberarsi, e le “leggi morali” che si possono, di fatto, abolire con un atto di volontà. Nella storia e nel pensiero di numerosi studiosi (tra tutti ricordiamo Aristotele, le cui idee hanno influenzato il pensiero occidentale per diversi millenni), si ritrova sempre la domanda, sorta in innumerevoli versioni, di “come bisogna vivere?”. Si impone, infatti, la necessità di attuare una differenziazione tra il bene in senso strumentale o derivato e il bene, che ha valore in sé, senza guardare ai 1 Cfr. L. KOLAKOWSKI, Etica, in Enciclopedia Einaudi, vol. V, Torino, 1978, p.954. 2 Cfr. S. LOMBARDINI e A. TRIPOLI( a cura di:), L’economia al servizio dell’uomo , Il Mulino, Bologna, 1994, p.90. 3 Cfr. F. BELLI, Ripensando la banca( considerazioni extravaganti per un progetto di ricerca), appunti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze economiche e bancarie di Siena

Autore: Rocchina Maitilasso Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.