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Stalking: quando le attenzioni diventano persecuzione. La risposta penalistica (art. 612-bis c.p.)

Informazioni tesi

  Autore: Maria Laura Borsani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Grazia Mannozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

Il presente lavoro è dedicato all’analisi del discusso fenomeno dello stalking tenendo conto del suo impatto sociologico, della risposta penalistica di riferimento e di quel complesso quadro di situazioni giuridiche strettamente connesse allo stesso.
Comunemente con la parola stalking intendiamo identificare un fenomeno che comprende al suo interno una serie di situazioni diverse e disomogenee, accomunate tuttavia da un filo conduttore comune: l’ossessione.
Il richiamo al termine tecnico usato nella caccia inglese, “to stalk” vuol dire “fare la posta” alla preda, è strettamente connesso al comportamento attribuito allo stalker che altro non è che un uomo-cacciatore che studia, osserva, pedina la sua preda in attesa del momento propizio per catturala o aggredirla, intromettendosi nella vita della vittima in modo prepotente e suscitando in lei stati di preoccupazione, timore, ansia .
Il fenomeno iniziò a destare interesse da parte di studiosi sociologici-criminologici sin dagli ultimi anni ottanta, quando si assistette a una serie di episodi di molestie di varia natura le cui vittime erano principalmente personaggi di spicco dello spettacolo: attrici, cantanti, personaggi pubblici.
L’interesse rivolto dai media a questi episodi, ha sensibilizzato gli organi pubblici ad intervenire nei sistemi giuridici con adeguati strumenti di tutela.
Casi come quello della giovane attrice statunitense Rebecca Schaeffer , morta per mano di un suo fan che da anni la perseguitava hanno permesso l’introduzione, nel “pioniere” stato della California, di una legislazione specifica in materia già nel lontano 1991 . I problemi riscontrati, sin da subito, nelle prime sentenze riguardanti i reati di stalking californiane riguardarono l’eccessiva “void for vagueness”, ossia l’eccessiva vaghezza descrittiva della norma incriminatrice, soprattutto rispetto alla reiterazione delle condotte criminose e al così detto “credible threat ", traducibile con “minaccia credibile ” che caratterizzava la fattispecie.
Emergevano, sin da allora, insieme ai profili problematici del fenomeno, le difficoltà di realizzare una norma anti-stalking che fosse meno vaga possibile ma allo stesso tempo quanto meno restrittiva possibile. Il gioco di parole sta a sottolineare la difficoltà riscontrata dai legislatori, americani prima ed europei poi, di trovare un giusto equilibrio tra vaghezza e dettaglio tale da rendere facilmente identificabile un fenomeno per sua natura connaturato e caratterizzato da condotte disomogenee tra loro.
Per comprenderne a pieno le problematiche, procediamo all’analisi, nel paragrafo seguente, del possibile identikit dello stalker e dei tratti caratteristici delle rispettive vittime.

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          5  1 Capitolo primo Rilevanza sociale dello stalking SOMMARIO: 1.1 Perimetro d’indagine. – 1.2 Identikit dello stalker. – 1.3 Le vittime. 1.1 Il perimetro d’indagine Il presente lavoro è dedicato all’analisi del discusso fenomeno dello stalking tenendo conto del suo impatto sociologico, della risposta penalistica di riferimento e di quel complesso quadro di situazioni giuridiche strettamente connesse allo stesso. Comunemente con la parola stalking intendiamo identificare un fenomeno che comprende al suo interno una serie di situazioni diverse e disomogenee, accomunate tuttavia da un filo conduttore comune: l’ossessione. Il richiamo al termine tecnico usato nella caccia inglese, “to stalk” vuol dire “fare la posta” alla preda, è strettamente connesso al comportamento attribuito allo stalker che altro non è che un uomo- cacciatore che studia, osserva, pedina la sua preda in attesa del momento propizio per catturala o aggredirla, intromettendosi nella vita della vittima in modo prepotente e suscitando in lei stati di preoccupazione, timore, ansia 1 . Il fenomeno iniziò a destare interesse da parte di studiosi sociologici- criminologici sin dagli ultimi anni ottanta, quando si assistette a una serie di episodi di molestie di varia natura le cui vittime erano principalmente personaggi di spicco dello spettacolo: attrici, cantanti, personaggi pubblici. L’interesse rivolto dai media a questi episodi, ha sensibilizzato gli organi pubblici ad intervenire nei sistemi giuridici con adeguati strumenti di tutela. Casi come quello della giovane attrice statunitense Rebecca Schaeffer 2 , morta per mano di un suo fan che da anni la perseguitava hanno permesso l’introduzione, nel “pioniere” stato della California, di una                                                          1 In tal senso, DE FAZIO L. – GALEAZZI G. M.,“Stalking: il fenomeno e la ricerca”, Moderna Group on Stalking, a cura di “Donne vittime di ” Riconoscimento e modelli di intervento in ambito europeo, Franco Angeli , Milano, 2005. 2 Sono state vittime di stalking personaggi famosi come: Theresa Saldana, Michelle Hunziker, Catherine Spaak, Gwynwth Paltrow, Halle Berry, Irene Pivetti e anche attori maschili quali Richard Gere e Mel Gibson.

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Parole chiave

stalking
ossessione
minaccia
violenza privata
molestia
atti persecutori
612 bis c.p.
610 c.p.
612 c.p.
660 c.p.

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