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Ritorno all'Egoismo. Max Stirner e il liberalismo umanitario

L'opera maggiore di Max Stirner è intitolata la "L'unico e la sua proprietà", la cui stesura iniziò nel 1839, per poi completarsi attraverso le esperienze compiute nel gruppo dei cosiddetti Liberi. Fu soprattutto tramite il confronto col pensiero dei suoi compagni, che Stirner non esitò a rinnegare e spesso scimmiottare nella sua opera, partendo da Marx e dal concetto stesso di comunismo, continuando un confronto acerrimo contro Engels e Feuerbach, portando avanti la sua notoria tesi sul liberalismo umanitario come l'unica possibile, attraverso la giustificazione ontologica dell'egoismo e della sua unicità.
Dopo l'Unico, e le due repliche pubbliche ai suoi critici, l'attività pubblica di Stirner si ridusse ad alcune traduzioni in tedesco di J.B. Say e Adam Smith; nel 1848 scrisse alcune cronache politiche.
Stirner morì il 26 giugno 1856 in circostanze misteriose, anche se la tesi più accreditata è l'infezione, da parte di un insetto, di un carbonchio che gli era apparso sul collo. Pochi amici presenziarono al funerale: tra i giovani hegeliani solo Bruno Bauer.

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Melissa Basone Pagina - 4 - INTRODUZIONE Quando nel 1844 a Lipsia esce per la prima volta il lavoro di Max Stirner, Der Einzige und sein Eigentum 1 (L’unico e la sua proprietà, o L’Ego e la sua proprietà 2 ) le reazioni sono state sicuramente le più svariate, in quanto in quegli anni compare un‟altra opera fondamentale, L'essenza del Cristianesimo di Feuerbach. Stirner l‟accoglierebbe come «la semenza dalla quale derivò tutta l'etica patologica che si riconnette direttamente alla sinistra hegeliana». 3 Partendo da un'analisi storica e psicologica delle origini e dello svolgimento del cristianesimo, Feuerbach giunse alla conclusione radicale che il trascendente, il soprasensibile, il soprannaturale, sino ad arrivare a Dio nient‟altro sono se non proiezioni fantastiche, mere parvenze, illusioni soggettive, insomma il riflesso della personalità umana e del mondo concreto di ogni individuo, gettato in un mondo esteriore. La sola realtà possibile è de facto l'uomo fisiologico in carne ed ossa, con i suoi impulsi, i suoi desideri e le sue inclinazioni. L'uomo non ha più bisogno di Dio, perché egli solo è 1 Anche se l‟opera che porta la data del 1845 è comparsa in numerose successive traduzioni ed edizioni, la prima è datata 1882, edita da Wigand, una ristampa dell'Unico che non sembra abbia riscosso molto successo. L‟opera irrompe finalmente tra le letture d'obbligo con la seconda edizione del 1893 (a 80 Pfennig) nella Universal- Bibliotek della Reclam. Da allora L'Unico viene continuamente ristampato. L'edizione oggi corrente in Germania (1979) è sempre nella stessa collana della Reclam, la quale dal 1972 appare con l'annotazione e un saggio di A. Mayer. 2 Ponendo una attenta analisi su due termini chiave che compaiono all‟interno del titolo, ovvero Einzige ed Eigentum, balza immediatamente alla vista la loro radice etimologica latina ego, ossia ciò che in lingua tedesca potrebbe tradursi con il suo corrispettivo Eigen (proprio). Questa radice etimologica mette capo ad una serie di termini che riflettono la dimensione del suo, come ad esempio Eigenschaft (qualità), Eigenheit (individualità propria), Eigentum (proprietà giuridica), Eigner (individuo proprietario). Un “ego-ismo” che pone l‟accento sulla dimensione riflessiva dell‟individuo che ha come punto di partenza il sé e come punto di arrivo il suo, inteso ingenuamente sotto differenti accezioni: da quella ontologico-esistenziale, a quella giuridico-materiale, fino a quella concreto-fattuale. Nella traduzione comunemente accettata, l‟Eigentum è interpretato in termini di “sua proprietà”, laddove - a parer mio - questa traduzione lascia parecchi punti in sospeso che non riflettono tout court l‟essenza della radice ei-ego, che forse potrebbe trovare giustizia nella traduzione sicuramente ingenua ma al contempo semplificata del possessivo suo, che viene spesso, e non a caso, rafforzato con l‟aggettivo “proprio” per esprimere con più robustezza il concetto. Dunque, dopo tale considerazione, il titolo potrebbe essere anche tradotto in L’Unico e il suo. 3 Cfr. M. Stirner, L‘Unico, versione dal tedesco, con una introduzione di E. Zoccoli, III edizione, Fratelli Bocca, Torino 1921, p. 20.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Melissa Basone Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.