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Il Cineturismo: una nuova forma di turismo culturale e una strategia privilegiata di marketing territoriale

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Monticelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Mediazione linguistica, turismo e culture
  Relatore: Andrea Bellavita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 268

Il cineturismo, definito come “visita turistica a un luogo o attrazione quale risultato della visione della destinazione in televisione, in video o sugli schermi cinematografici”, costituisce un’interessante forma turistica, ancora di nicchia nel nostro paese. L’istituzione della Borsa Internazionale delle Location e del Cineturismo di Ischia e la creazione di una rete nazionale completa ed efficiente di Film Commission sottolineano come il cineturismo rappresenti una pratica in espansione in Italia. La realizzazione della Trentino Film Commission, inoltre, evidenzia come il fenomeno abbia raggiunto anche la dimensione locale e territoriale della provincia di Trento.
Questo studio si pone l’obiettivo di analizzare le relazioni che si stabiliscono tra le attività audiovisive, principalmente cinematografiche, e il territorio, focalizzando l’attenzione sui benefici che le prime possono conferire al secondo e dando enfasi all’elemento che beneficia maggiormente di questa relazione cinema-territorio, ossia il turismo.
Il titolo colloca il film-induced tourism nella forma del turismo culturale, dal momento che le location vengono considerate luoghi di interesse culturale per il loro vincolo con il mondo artistico degli audiovisivi. Il cineturismo, inoltre, può essere considerato una strategia redditizia di marketing territoriale, un modello di sviluppo locale con la finalità di dare impulso all’economia di un territorio creando e promovendo tutti gli elementi peculiari dello stesso.
L’indagine è divisa in tre capitoli, due teorici sul cineturismo in generale e uno pratico sul Trentino, con la realizzazione di una campagna pubblicitaria per la Trentino Film Commission e di un questionario per verificare l’attuale situazione su scala locale.
Il primo capitolo studia l’industria turistica e quella culturale in modo da mostrare come l’industria turistica e cinematografica si siano sviluppate parallelamente e come la seconda abbia stimolato prima il viaggio virtuale e successivamente quello reale, dando vita alla nuova tendenza turistica chiamata per l’appunto cineturismo.
Il secondo capitolo ha lo scopo di riassumere i concetti basilari e specifici per comprendere appieno la nuova manifestazione turistica.
Il boom del cineturismo risale agli anni 70-80, con l’evoluzione del turismo di massa e l’apparizione delle grandi produzioni cinematografiche blockbuster. Attualmente il fenomeno comporta sia benefici che inconvenienti e, per massimizzare i primi e limitatre i secondi, è obbligatorio attuare una strategia pianificata di marketing territoriale, dando alla comunità locale una partecipazione attiva e rispettando una sostenibilità che sia al contempo economica, ambientale e sociale.
Gli attori implicati possono appartenere tanto alla domanda turistica (il cineturista), quanto all’offerta turistica, che prevede una rete d’interazioni fra tre attori fondamentali: la Destination Management Organization, la Film Commission e le produzioni cinematografiche e televisive. Una collaborazione efficace e costante tra gli attori e tra il settore pubblico e privato, mediante la concessione di incentivi fiscali, può concorrere al successo di una destinazione come meta cineturistica sin dalla prima fase, quella di produzione dell’audiovisivo.
L’ultimo capitolo, infine, esamina la situazione del territorio trentino tramite l’uso dei concetti precedentemente definiti, sviluppati in chiave locale.
Il trentino possiede una forte vocazione turistica e un’offerta culturale consolidata e pianificata in base all’offerta del territorio e alla domanda di riferimento. La diffusione del cineturismo non dovrebbe cogliere di sorpresa gli enti, i quali potrebbero solo trarre vantaggio dalla sua introduzione, considerata sia l’attuale offerta di eventi connessi, come il TrentoFilmFestival, sia la competitività dell’industria audiovisiva locale, qualificata e consolidata.
In Trentino il fenomeno è agli albori. La Trentino Film Commission è operativa solo dal 2011, pur avendo sostenuto in meno di un anno ben 11 progetti audiovisivi. La comunità locale, raggiunta per mezzo di un questionario, possiede, malauguratamente, ancora conoscenze limitate e uno scarso interesse, dimostrando come l’Italia debba lavorare molto per potersi allineare agli altri paesi che hanno compreso le opportunità del turismo cinematografico.
Il cineturismo rappresenta, in definitiva, una strategia di marketing territoriale redditizia, ideale per uno sviluppo economico sostenibile a lungo termine, e una nuova forma turistica culturale vantaggiosa sia per gli individui che per i territori.
Il Trentino ha, infine, tutte le potenzialità (una DMO intraprendente e funzionale, una Film Commission efficiente, un settore audiovisivo consolidato e competitivo, un territorio ricco di attrattive naturali e artificiali e una Provincia interessata al consolidamento delle industrie culturali locali) per intraprendere con successo il cammino del cineturismo.

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7 INTRODUZIONE E NOTE METODOLOGICHE L’esigenza di realizzare un progetto di tesi su una nuova tendenza turistica, e allo stesso tempo recente fenomeno socioculturale, chiamata “cineturismo”, dipende da un interesse personale verso l’argomento maturato nel corso della mia carriera universitaria. Il mio corso di studi, infatti, si pone l’obiettivo di sviluppare le competenze linguistiche, culturali, economiche, geografiche e sociologiche, necessarie per l’esercizio di funzioni dirigenziali in ambito turistico. Il turismo, quindi, è il settore lavorativo al quale aspirano i laureati, come me, in “Mediazione linguistica, turismo e culture”. Il cineturismo, che in questo momento mi limito a definire come “visita turistica a una destinazione o attrazione in seguito alla rappresentazione della stessa destinazione in televisione, video o schermo cinematografico”, costituisce un’interessante forma turistica ancora di nicchia nel nostro Paese, ma già convertita in un fenomeno di massa in altre nazioni come l’Australia o la Nuova Zelanda. L’istituzione tanto della “Borsa Internazionale delle Location e del Cineturismo” (BILC) a Ischia, come di una rete nazionale completa ed efficiente di Film Commission, sottolineano come il cineturismo rappresenti un’industria in espansione in Italia. La nascita della Trentino Film Commission, per di più, evidenzia come il fenomeno abbia raggiunto persino la dimensione locale e territoriale della provincia di Trento. Quest’ultimo avvenimento del 2011, unito alla passione personale per il cinema, fu lo stimolo decisivo che mi spinse a intraprendere un cammino lungo, faticoso ma stimolante ed eccitante, nel mondo del cineturismo, mediante un’indagine che ha l’intenzione di mettere in chiaro la confusione intorno all’argomento e che spero possa essere utile, in futuro, nel mondo lavorativo. La letteratura, per l’appunto, è limitata, disordinata e principalmente in lingua inglese. L’unico manuale completo pubblicato finora è “Film-Induced Tourism” (Beeton, 2005), che, d’altro canto, focalizza troppo l’attenzione sulla situazione oceanica. Lo studio si pone l’obiettivo di analizzare le relazioni che si stabiliscono tra le attività audiovisive, principalmente cinematografiche, e il territorio, mettendo a fuoco quelli che sono i benefici che le prime possono concedere al secondo e dando particolare enfasi all’elemento che beneficia maggiormente di questa relazione cinema- territorio, ossia il turismo.

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