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Corpo di donna, voci di donna. Strategie di emancipazione nella letteratura femminile giapponese moderna

Attraverso il confronto delle vite e delle opere di Oba Minako, Takahashi Takako e Kurahashi Yumiko, sono messe in luce alcune delle strategie di emancipazione femminile attuate nella letteratura giapponese a partire dagli anni Sessanta. Partendo da una panoramica sulla storia dell'emancipazione femminile in Giappone dalla fine dell'Ottocento agli anni Ottanta, sono state analizzate le dinamiche storiche e sociali che hanno determinato la cristallizzazione dei ruoli di genere in Giappone negli anni del boom economico e i conseguenti tentativi di smantellamento di una società costruita attorno alla Legge del Padre. La traduzione di alcuni saggi e l'analisi dei racconti brevi qui presentati svelano le inevitabili contraddizioni e le complesse strategie esistenti nella vita quotidiana e in quella letteraria di tre autrici fondamentali nella storia della letteratura giapponese moderna.

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1 Introduzione Il fatto è che sono una scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. SIMONE DE BEAUVOIR, La forza della cose Il ventesimo secolo vide la nascita di un nuovo termine nel mondo letterario giapponese, 女 流 作 家 joryū sakka: i critici, detentori del linguaggio e dunque del potere della cultura, sentirono il bisogno di creare una definizione per le donne che scrivevano che sottolineasse il loro essere non romanziere o saggiste, ma donne romanziere e saggiste. Scelsero un termine che, più che alludere, affermava con forza le differenze della scrittura femminile rispetto a quella maschile (che in quanto tale era da considerare la scrittura, e per la quale non erano necessario alcun aggettivo). In quello stesso periodo lo stato giapponese si impegnava nelle definizione del ruolo della donna all’interno della nuova società. Mai risultato causale del sesso, il genere, culturalmente costruito, è continuamente definito dalle strutture di potere 1 . Lo sforzo dello stato giapponese nella creazione di tale definizione, sforzo continuo e mai interrotto per il bisogno di riprodurre continuamente tale visione a livello macroscopico e microscopico all’interno della società, ricevette un eccezionale impulso dalla fine dell’Ottocento in poi, con tendenze differenti a seconda delle necessità e degli obiettivi dello stato. L’apporto dello stato alla definizione dell’essere “donna” e, contemporaneamente, i continui tentativi di disegnare i confini per la “scrittrice” “donna”, caratterizzano il mondo in cui Ōba Minako, Takahashi Takako e Kurayashi Yumiko hanno vissuto, e sono dunque elementi fondamentali per comprendere la loro scrittura. Pur non sperimentando di 1 J. Butler, Gender Trouble, Routledge, New York 1990, p. 8.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Letizia Guarini Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4751 click dal 22/02/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.