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Deficit olfattivo come fattore predittivo della malattia di Alzheimer

Dall'analisi della letteratura emerge in maniera evidente la presenza di un legame signiicativo tra il deficit olfattivo e il successivo sviluppo dell'AD, suggerendo un suo possibile utilizzo come marker diagnostico precoce della malattia. Tramite la somministrazione di test olfattivi rapidi, non invasivi e poco costosi, è infatti risultato possibile predire la conversione dalla fase di MCI all'AD, e addirittura la comparsa in anziani sani di declino cognitivo. Le potenzialità dell'utilizzo del deficit olfattivo sembrano quindi essere molto importanti per la diagnosi precoce di una patologia che, una volta sviluppata, è impossibile fermare mediante i trattamenti farmacologici attualmente esistenti.

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1 Capitolo 1 Introduzione 1.1 Demenza La demenza è una sindrome clinica caratterizzata da un deterioramento cronico- progressivo delle funzioni cognitive e intellettive e degli aspetti affettivi e motori. Nel 1981 il Committee of Geriatrics del Royal College of Physicians britannico definì la demenza come una compromissione globale delle funzioni cosiddette corticali superiori, tra cui la memoria, la capacità di far fronte alle richieste della vita di tutti i giorni, di svolgere le prestazioni percettivo-motorie acquisite in precedenza, di conservare un comportamento sociale adeguato alle circostanze e di controllare le proprie reazioni emotive, in assenza della riduzione dello stato di vigilanza. Secondo la definizione del DSM-IV tale compromissione deve essere significativa rispetto alla condizione dello stato precedente. La diagnosi di decadimento comprende tre fasi: l‟anamnesi cognitivo- comportamentale, la valutazione psicometrica, nella quale il test più utilizzato è il “Mini Mental State Examination” (MMSE), e la diagnosi nosografica (Papagno, 2007). Accertata la presenza del decadimento, è necessario cercare di risalire all‟eziologia della sindrome, il cui quadro clinico non implica una causa specifica ma può essere determinato da numerosi processi patologici. Si distinguono le demenze primarie o degenerative, di cui non si conosce la causa, e le demenze secondarie che invece hanno una causa conosciuta, come ad esempio affezioni vascolari, infezioni batteriche, virali o da prioni, alterazioni metaboliche ed endocrine, carenze vitaminiche ed alimentari e traumi cranici. 1.2 Mild Cognitive Impairment Di recente è stato introdotto il concetto di “Mild cognitive impairment” (MCI) per definire la fase di transizione che intercorre tra l‟invecchiamento normale e la demenza clinicamente diagnosticata, in quanto il passaggio non è brusco e prevede zone di sovrapposizione. In questa fase i soggetti presentano una lieve compromissione

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Sara Citro Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

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