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L'Oriente è Green - Politiche di sviluppo sostenibile e Green Economy in Cina

La Cina condivide due curiosi primati, quello dell'inquinamento, imputabile ad un settore industriale fortemente energivoro legato al consumo di carbone, ma anche quello degli investimenti a sostegno delle energie rinnovabili e dell'industria verde: nel 2009 la componente verde nei pacchetti di stimolo all'economia stanziati da Pechino ammontavano a quasi il doppio del Green New Deal approvato dall'amministrazione democratica statunitense. Attraverso massicci piani d'investimenti pubblici e la riorganizzazione di un sistema produttivo ancora segnato da inefficienza e da diseguaglianze regionali, la Cina ha saputo inserirsi in testa al settore della Green Economy, approfittando dell'accresciuta domanda internazionale per sistemi di generazione energetica a basse emissioni, conseguente agli impegni che i governi di numerosi Paesi hanno assunto con la sottoscrizione del Protocollo di Kyoto. Pechino ha saputo coniugare rivoluzione verde ed internazionalizzazione degli investimenti, permettendo ad imprese cinesi d'imporsi tra i leader nella fabbricazione di pannelli solari, di impianti eolici e di veicoli ad alimentazione elettrica. La nuova industria verde cinese si espande anche nelle economie avanzate, attraverso operazioni di tipo greenfield o M&A (Mergers and Acquisitions) finalizzate all'esplorazione di nuovi mercati (market seeking), in particolare nel settore della generazione energetica da fonti rinnovabili. Partendo da un'impostazione geoeconomica allo studio delle risorse sono interamente naturali, l'obiettivo del lavoro di tesi è indagare l'influenza delle tematiche ambientali sulla strategia di sviluppo perseguita dalla Repubblica Popolare. A tal proposito si è reso necessario un approccio multidisciplinare che permettesse di prendere in esame sia la dimensione interna al contesto cinese (sistema normativo, programmazione economica), sia quella internazionale (diplomazia ambientale, mercato della Green Economy).

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Politiche di sviluppo sostenibile e Green Economy in Cina 9 Introduzione Luglio 2010 Intervenuto all'Eco-Forum di Guyang, in Cina, Tony Blair tenne un discorso dai toni entusiastici: «Le città e i villaggi cinesi sono i leader mondiali nella lotta al cambiamento climatico.[...] Le città ci- nesi ci stanno mostrando il cammino. Ed in tutto il mondo, da Londra alla California, c'è una quantità immensa di impegno ed azione […]» (Blair, 2010) Fino a non molti anni fa, le parole dell'ex premier britannico avreb- bero destato non poco stupore, entrando in collisione con il radicato immaginario collettivo riguardo alla vita nelle megalopoli asiatiche: l'aria appesantita dallo smog, la gente che si ripara dalle polveri con l'ausilio di mascherine, i corsi d'acqua inquinati; nel discorso di Blair queste fotografie sembrano appartenere ad un pa ssato lontano e, non a torto, si potrebbe sospettare che l'ex primo ministro fosse sempli- cemente generoso di complimenti nei confronti dei suoi ospiti. Eppure, gli oltre 170 miliardi di eu ro che nel 2009 sono stati desti- nati all'implementazione di misure verdi, ci dimostrano non solo che la rivoluzione ecologica ha trovato terreno fertile nella Repubblica Popolare, ma che proprio Pechino ne è il più convinto finanziatore pubblico (Wuppertal Institute, 2009), pur mantenendo paradossalmen- te l'infelice primato nell'emissione di gas serra , con il 16,38% del totale mondiale nel 2005 (World Resources Institute, 2012). All'Oriente Rosso, inneggiato nei canti e nei film di propaganda del secolo scorso, ecco quindi affiancarsi l'immagine di un Oriente Ver- de, una realtà economica in rapida espansione pronta a cogliere i van- taggi del cambiamento e che si prospetta come la più competitiva a

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giacomo Onorati Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.