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La riflessione dell'intelletto in Tommaso d'Aquino e in alcuni pensatori contemporanei

Che cos'è la coscienza? E l'autocoscienza?
Esiste qualche relazione fra coscienza di sé e conoscenza della verità?
E' possibile che un essere materiale (naturale o artificiale) sia cosciente di se stesso o del suo conoscere?

Lo studio si interroga su questi temi, analizzando il pensiero di alcuni autori contemporanei vicini al mondo delle neuroscienze, della neuropsicologia o in generale delle scienze empiriche (Popper, Dennett, Searle, Anna Berti, Michele Di Francesco), di Carlo Sini - che si pone fra ermeneutica e pragmatismo - e di Tommaso d'Aquino. Lo studio profondo dell'Aquinate coinvolge numerosi testi (Commento alla Metafisica di Aristotele, De ente et essentia, De spiritualibus creaturis, In libros De caelo et mundo, Quaestions disputatae, Scriptum super Sententiis, Sentencia libri De anima, Summa Theologiae, Summa Contra Gentiles, Super librum De causis expositio); delle citazioni sono riportate sia la versione latina sia la traduzione realizzata da me direttamente.

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4 1. INTRODUZIONE. L’introduzione è spesso una parte dello scritto nella quale vengono dette cose di poco conto rispetto al tema centrale che viene poi sviluppato. Questa “regola” qui non vale. 1.1 Pensare, dialogare. Per rendere il presente scritto massimamente intelligibile è opportuno chiarire o evidenziare alcuni punti che, non esplicitati, rischiano di lavorare alle spalle del lettore (e di chi scrive?) rendendo difficile il dialogo. Ecco dunque già un primo punto. Fra i fini che questo lavoro si pone vi è quello di dialogare sui temi via via affrontati. - «Socrate – Benissimo. Con il termine pensare, dunque, intendi ciò che intendo io? - Teeteto – E tu cosa intendi? - Socrate – Il discorso che l’anima svolge fra sØ e sØ, riguardo a ciò che prende in esame. Certo, sono da ignorante le spiegazioni che ti do. Secondo me, questo suo [190a] pensare, non assomiglia a nient’altro che a un dialogare, ponendo a se stessa domande e traendo da sØ le risposte, affermando e negando» 1 . Davvero pensare è sempre interrogarsi e rispondere? Ridurre tutto il pensare a interrogativi e risposte è negare alcuni aspetti dell’umano pensare? Qual è la relazione fra pensiero e silenzio? Il silenzio è assenza di pensiero? E questa assenza è assenza di qualsiasi consapevolezza? Lasciamo per ora aperte queste domande. Una cosa però pare doversi concedere: se queste domande ci interpellano – se sono cioè per noi domande –, sia che lasciamo perdere, sia che ci mettiamo alla ricerca di risposte, il dialogo è avviato. 1.2 Breve dialogo sul dialogo. - Stavo pensando al dialogo - In che senso? - Quali pensi siano le condizioni affinchØ il nostro sia un dialogo? ¨ sufficiente che parliamo, intendendo, ciascuno dei due, ciò che diciamo? - No. Potrebbe anche essere un dialogo fra sordi, cioØ un non-dialogo. - Sono d'accordo. Di che cosa abbiamo bisogno? 1 Platone, Teeteto, 189 e – 190 a.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giovanni Maria de Simone Contatta »

Composta da 287 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1017 click dal 05/03/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.