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Ocse e politiche dell'occupazione di fronte alla crisi economica

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppina Nacchia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Sergio Destefanis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

In questa tesi vengono analizzate le politiche occupazionali dei Paesi membri dell’Ocse sia in un contesto generale che specifico, quale possa essere appunto quello della crisi che ha colpito i mercati finanziari ed economici dalla seconda metà del 2008. Nel primo capitolo viene approfondito il fenomeno della disoccupazione. Si analizza quindi, tale condizione attraverso due modelli: competitivo e non competitivo. Successivamente, nello stesso capitolo, si mostra la classificazione dell’Ocse circa le politiche del lavoro, si dà uno sguardo anche ai fattori che rendono rigidi i salari e i prezzi, gli obiettivi e le conseguenze dell’Oecd Consensus.
Nel secondo capitolo, si analizza in modo più approfondito come, dal punto di vista dell’Ocse, ci sono dei fattori istituzionali che rendono rigidi salari e prezzi come l’assetto della contrattazione, la regolamentazione del mercato del lavoro, sussidio al reddito e il cuneo fiscale. Un analisi approfondita si incentra su altri fattori determinanti i modelli di disoccupazione che nell’analisi precedente sono state escluse come la politica degli alloggi, salari minimi e politiche attive del mercato del lavoro. Nel terzo capitolo si introduce uno studio circa le politiche occupazionali volte a ridurre la disoccupazione e le riforme che sono state intraprese.
Queste ultime sono state raggruppate in sette aree e ognuna analizzata in modo dettagliato. Nella seconda metà del terzo capitolo si affronta il tema delle politiche occupazionali Ocse per far fronte alla crisi economica. Con questo crollo economico molti paesi hanno visto crescere sensibilmente la disoccupazione. L’attenzione sulle recenti politiche si è concentrata sul sostegno al reddito per i disoccupati. In aggiunta, ci sono altri tipi di trasferimento che possono potenzialmente fornire un supporto fondamentale per un gruppo più ampio di individui affetti da un indebolimento del mercato del lavoro.Infine, si è presentato come poter realizzare la riduzione al minimo dell'aumento del numero del gruppo dei giovani che vivono la disoccupazione di lunga durata e l’ inattività, che sono quindi a rischio di perdere il contatto efficace con il mercato del lavoro e in modo permanente compromettono le loro prospettive di occupazione e di capacità di guadagno.

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5 Introduzione In questa tesi si affronterà il tema delle politiche occupazionali dei paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) e come lo stesso organismo abbia cercato di far fronte alla crisi che di recente ha colpito i mercati finanziari ed economici. Si analizzeranno le politiche del lavoro implementate dall’Ocse ma, per poterlo fare, si studierà, nel primo capitolo, il fenomeno della disoccupazione. La disoccupazione infatti è la condizione in cui si trova chi vorrebbe lavorare ma non trova lavoro o perchØ lo ha perso o perchØ è la prima volta che lo cerca. Si vedranno, abbinando il mercato dei beni e del lavoro che operano in concorrenza perfetta, la domanda e l’offerta di lavoro in due modelli: competitivo e non competitivo. La teoria competitiva dell’offerta di lavoro mostrerà che la scelta del numero di ore di lavoro da offrire sul mercato è determinata dal confronto tra salario e tasso marginale di sostituzione tra lavoro e ozio. Pertanto gli individui offriranno le proprie prestazioni lavorative laddove il loro sforzo sia esattamente compensato dal salario reale. Per quanto riguarda invece la curva di domanda di lavoro aggregata, essa esprime la relazione inversa tra occupazione e livello salariale. Come già anticipato, si presenterà poi il modello non competitivo, di recente molto usato dagli economisti perchØ ritengono che le imprese e i lavoratori godono di un certo potere di mercato quindi è parso giusto tenere conto di ciò nel vedere come si determinano i salari nelle nostre economie. Nell’esaminare il mercato di lavoro e la disoccupazione non si potrà non fare un piccolo accenno all’istituzione del sindacato. Anche se i lavoratori non fossero organizzati in un sindacato, si può pensare che all’interno di ciascuna impresa esistano dei gruppi di potere che ne condizionano le decisioni mediante un processo di contrattazione locale che può avere luogo a livello individuale o collettivo, questa è la situazione tipica dei modelli insider-outsider che costituiscono una variante dei modelli sul ruolo del sindacato. Verrà anche approfondito il fenomeno dell’incapacità della disoccupazione di ritornare al suo livello iniziale ovvero l’isteresi fornendo varie spiegazioni a tale condizione. Si vedrà come il fenomeno della disoccupazione ha assunto caratteristiche diverse a seconda che si parli dei paesi membri dell’Ocse o dell’Europa perchØ diverso è l’andamento del fenomeno. Proprio per questo è importante studiare ed analizzare le politiche per l’occupazione volte appunto a ridurre al minimo il numero dei disoccupati. L’Ocse ha classificato le politiche in passive includendo tra queste quelle a tutela economica dei disoccupati e pensionamento anticipato, e politiche attive tra cui si trovano orientamento, formazione, schemi di suddivisione del lavoro, incentivi all’occupazione, inserimento dei disabili, creazione diretta di lavoro nel settore pubblico e incentivi alle nuove attività d’impresa. Nel secondo capitolo, si analizzerà come, dal punto di vista dell’Ocse, ci sono dei fattori istituzionali che rendono rigidi salari e prezzi come l’assetto della contrattazione, la regolamentazione del mercato del lavoro, sussidio al reddito e il cuneo fiscale.

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