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Determinazione fenotipica dei linfociti T regolatori CD4+ CD25+ Foxp3+ e loro riscontro nella pratica clinica

Informazioni tesi

  Autore: Serena Tessarolo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Biologia
  Relatore: Maria Foti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

I linfociti T regolatori (Treg) sono una sottopopolazione di linfociti T specializzati nel sopprimere l’attivazione del sistema immunitario verso auto-antigeni e quindi mantengono la tolleranza al self. Le cellule Treg rappresentano circa il 10% dei linfociti T CD4+ e si caratterizzano principalmente per l’espressione di CD25 (catena α del recettore di IL-2) e il fattore trascrizionale Foxp3. Altri marcatori fenotipici secondari sono: CD62L, recettore di homing verso i linfonodi, CD127 (catena α del recettore di IL-7) che non è presente sulle Treg. Il ruolo soppressivo delle Treg è stato evidenziato in sei tipi di patologie: malattie infiammatorie intestinali (Inflammatory Bowel Disease, IBD), allergie e asma, diabete di tipo I, sclerosi multipla, tumori e infezioni. La variazione dei linfociti T regolatori è stata indagata in tre diverse patologie: malattia del trapianto contro l’ospite (Graft versus Host Disease, GvHD), colite ulcerosa (CU) e hairy cell leukemia (HCL).
La percentuale di linfociti Treg nel sangue periferico dei diversi pazienti è stata analizzata mediante tecniche di citofluorimetria, utilizzando i seguenti marcatori fenotipici: CD4, CD25, Foxp3, CD62L e CD127. Si sono esaminati complessivamente 40 pazienti, per un totale di 170 determinazioni fenotipiche.
La GvHD è tuttora una fra le maggiori cause di morbilità e mortalità del trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche. E’ un processo patologico indotto dalla risposta dei linfociti T del donatore nei confronti di alloantigeni espressi sulle cellule del ricevente, riconosciute come estranee e quindi aggredite dal sistema immunitario. Il trattamento mediante fotochemioterapia extracorporea (ECP) è associato ad un incremento dei livelli circolanti di linfociti Treg nei pazienti affetti da GvHD (sia acuta sia cronica) che rispondono al trattamento. Si sono studiati 17 pazienti colpiti da GvHD (età mediana 34 anni, range 4-66), 4 pazienti affetti da GvHD acuta e 13 da GvHD cronica. I risultati ottenuti hanno confermato le precedenti ricerche in merito, effettuate sia dal nostro gruppo sia da altri ricercatori.
La colite ulcerosa è una forma di IBD, la cui causa è ancora sconosciuta, e si ipotizza un’alterazione della risposta immunitaria. La terapia aferetica mediante granulomonocito-aferesi (GMA) è associata ad un miglioramento nei pazienti affetti da colite ulcerosa di tipo cronico, refrattario ai trattamenti convenzionali. Si ipotizza che la GMA abbia un ruolo nel diminuire l’attivazione delle APC, tuttavia la funzione specifica delle Treg, in questa patologia, deve essere ancora indagata. Il nostro studio, relativo ad un progetto di ricerca sui pazienti con CU lieve-moderata non sottoposti a precedenti terapie (n. pz 8 + 2 pz controllo), ha consentito di evidenziare sia l’efficacia della GMA, con percentuale di successo dell’88% (7 pazienti su 8), che il progressivo incremento della quota di Treg durante e dopo il trattamento con GMA.
La leucemia a cellule capellute (Hairy cell leukemia, HCL) è una malattia ematologica caratterizzata dall’accumulo di linfociti B anormali. In alcune ricerche è stato osservato che l’aumento delle Treg nelle patologie linfomatose è correlato ad una prognosi migliore, possibilmente come diretta conseguenza di un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule B neoplastiche. Tutti i pazienti HCL (n. pz 15 di cui 9 pz con follow-up di 9-12 mesi) sono stati sottoposti ad infusione per 5 giorni di 2-cloro deossi-adenosina. In seguito a questo trattamento si è osservato un incremento uniforme della quota di Treg fino al raggiungimento dopo 6 mesi di una fase di plateau, e poi una progressiva diminuzione con persistenza di valori più elevati rispetto al basale.
Negli ultimi anni sono comparsi molti studi in merito al ruolo delle Treg in diversi ambiti clinici, di conseguenza è particolarmente interessante valutare prospetticamente l’andamento dei Treg nelle diverse patologie, al fine di identificare possibili sottogruppi di pazienti a diversa evoluzione clinica e quindi passibili di precoci modifiche terapeutiche.
In conclusione, la determinazione dei Treg sta uscendo da una fase in cui era effettuata esclusivamente a scopo di ricerca per diventare un parametro da valutare nella pratica in diversi ambiti clinici.

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Parole chiave

foxp3
colite ulcerosa
linfociti t regolatori
gvhd
cd 25
hairy cell leukemia
graft versus host disease

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