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La seconda vita delle ossa. Rinascere antenati nei Maya del periodo Classico

L'obiettivo di questo lavoro è analizzare quali potevano essere presso i Maya del periodo Classico i riti dedicati alla venerazione degli antenati e, in modo particolare, quelli che coinvolgevano le ossa dei defunti. Sembra che questi riti, praticati presso le tombe dei parenti defunti anche a distanza di anni dalla morte, ricoprissero un ruolo fondamentale nella vita sociale e politica delle città maya. Presso i Maya del periodo Classico esisteva una forma di culto degli antenati. Prove scritte, immagini e resti ossei ritrovati all'interno di sepolture risalenti a questo periodo dimostrano che il culto degli antenati si sviluppava intorno alla creazione della figura sovrannaturale di un progenitore attraverso il quale si apriva un canale di comunicazione tra il mondo terreste e quello ultraterreno. L'antenato era quindi proiettato in una realtà estranea a quella dei vivi, ma allo stesso tempo era una presenza costante e attiva nella vita dei discendenti. Era una presenza costante perché le sepolture si trovavano all'interno dei complessi residenziali per quanto riguardava le classi sociali non d'élite e per quanto riguarda l'élite all'interno di piramidi e templi che si stagliavano, visibili agli occhi di tutti, nei centri cittadini. Era anche una presenza attiva perché le sue spoglie, considerate veicolo della forza che in vita aveva accompagnato l'antenato, erano coinvolte in riti che continuavano a essere praticati anche a distanza di anni dalla morte e le ossa erano soggette a pratiche e spostamenti che avevano la funzione di incanalarne e direzionarne il potere verso un determinato fine. Le ossa potevano anche diventare potenti reliquie nelle mani dei sovrani, i quali palesavano in questo modo il legame con il defunto al fine di legittimare la loro presenza al potere. L'antenato, quindi, era un'entità mitica che rafforzava i legami familiari e, nel caso delle classi sociali d'élite, legittimava la presenza del sovrano al potere. Dunque nell'analisi del ruolo delle ossa nei riti dedicati agli antenati è emersa la presenza di figure potenti e attive, capaci di mediare tra il mondo terreno e quello ultraterreno.

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Introduzione L'obiettivo di questo lavoro è analizzare quali potevano essere presso i Maya del periodo Classico i riti dedicati alla venerazione degli antenati e, in modo particolare, quelli che coinvolgevano le ossa dei defunti. Sembra che questi riti, praticati presso le tombe dei parenti defunti anche a distanza di anni dalla morte, ricoprissero un ruolo fondamentale nella vita sociale e politica delle città maya. A spingermi verso questo tipo di lavoro è stato un profondo interesse per i Maya antichi e per il tema della morte: Questo interesse mi ha portata alla lettura di importanti testi che, basandosi su ricerche archeologiche ed etnografiche, cercano di rispondere alle molte domande fino ad ora formulate riguardo al concetto di morte proprio dei Maya del Classico. Leggendo questi testi, tra cui alcuni piuttosto recenti come the Classic Maya (2009), Death and the Classic Maya Kings (2009) e Muerte, Entierro y Ascensión, Ritos Funerarios entre los antiguos mayas (2005), ho appreso che presso questo popolo la morte non comportava la fine del rapporto tra i vivi e i defunti e che, cosa ancora più interessante, nemmeno il corpo smetteva, con la morte, di avere un ruolo attivo nella società. Molti riti funerari, infatti, erano celebrati anche a distanza di anni dalla morte dell'individuo a cui erano rivolti e in questi casi nella celebrazione potevano essere coinvolte le ossa del defunto. Queste avevano un ruolo fondamentale e un'enorme importanza nell'ideologia legata alla successione dinastica e ai legami familiari. L'importanza del corpo defunto, infatti, si esplicitava nel culto degli antenati: ho studiato questo argomento su testi diversi che riguardavano la morte, i riti funerari, le sepolture come elemento inerente all'architettura, il sacrificio umano nel contesto funerario, l'origine e l'evoluzione 6

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carla Vidussi Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.