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La politica di Gorbacev nella percezione del PCI

L'avvento di Gorbacev rappresenta un fenomeno completamente nuovo nel mondo comunista. Lo stesso PCI, che pure era un partito che più volte aveva preso le distanze dall'URSS, è colto impreparato. Con un misto di stupore e speranza i dirigenti del PCI assistono alle grandi novità che avvengono in URSS e che porteranno, ancora più rapidamente del previsto, alla caduta del muro di Berlino, alla riunificazione della Germania, ed infine al crollo stesso dell'URSS.
Questa tesi si suddivide in due capitoli principali, nel primo dei quali si analizza la novità della figura di Gorbacev e della sua politica, la perestrojka, i cambiamenti in politica estera portati avanti dal nuovo leader sovietico, con il “disgelo” tra Usa e URSS, e infine la caduta del Muro di Berlino.
Nel secondo capitolo, invece, si analizza, in maniera pressoché speculare, come tali vicende siano state percepite e vissute all'interno del PCI, e lo si fa, appunto, consultando i giornali di quel periodo a partire dal marzo 1985, all'indomani dell'elezione di Gorbacev, fino agli inizi del 1990, poco dopo la caduta del muro di Berlino.
E' interessante, inoltre, cercare di rintracciare un dibattito all'interno del PCI su quanto stava avvenendo in Germania, con la caduta del muro di Berlino, e in generale nell'Est europeo alla fine del 1989, visti i cambiamenti che poi avverranno all'interno dello stesso partito con la “svolta della Bolognina” e la trasformazione del PCI in PDS (su questo, si rimanda al paragrafo dedicato e alle conclusioni).

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Introduzione Questo elaborato intende trattare l'argomento di come la politica innovativa portata avanti da Michail Gorbacev in Unione Sovietica dal momento della sua elezione a segretario generale del Pcus, l'11 marzo 1985, e che ha preso il nome di “Perestrojka” sia stata vissuta e percepita dal Pci italiano. Questo tema infatti è stato finora poco considerato dagli studi storiografici, forse anche perchè si tratta comunque di un argomento molto recente, quasi attuale e di carattere strettamente “politico”. Ho voluto affrontare l'argomento perchè interessato alla tematica della “guerra fredda” e, quindi, di come Gorbacev sia riuscito a porre fine alla spartizione del mondo in due “blocchi”contrapposti, e di come ciò venisse visto e vissuto in Italia e nel Pci italiano. Per la mia trattazione mi sono servito di diversi libri sulla storia dell'Urss in generale e sul periodo di Gorbacev e la perestrojka in particolare, nonché sul Pci, specie sui suoi ultimi anni. Per la storia dell'Urss ho utilizzato in particolare il bel saggio di Andrea Graziosi, “L'Urss dal trionfo al degrado. Storia dell'Unione Sovietica 1945-1991”, che tratta in maniera ampia e dettagliata la storia dell'Urss dalla vittoria nella seconda guerra mondiale fino al periodo di Gorbacev e poi, lo scioglimento dell'Unione. Quindi ho consultato l'interessante libro di Giuseppe Boffa, “Dall'Urss alla Russia. Storia di una crisi non finita (1964-1994)”, che si concentra sul periodo di “stagnazione” brezneviana e dei due anziani leader che sono succeduti a Breznev, Andropov e Cernenko, e lega questo periodo alle difficoltà della perestrojka e allo scioglimento dell'Urss, come se fosse un'unica crisi ; il testo di Giulietto Chiesa e Roy Medvedev, “La Rivoluzione di Gorbacev. Cronaca della Perestrojka”,che analizza anno per anno, con un colloquio su varie questioni tra Giulietto Chiesa, corrispondente da Mosca per l'Unità, e Roy Medvedev, storico e dissidente russo, le difficoltà incontrate da Gorbacev nell'attuazione pratica della sua perestrojka. Inoltre, ho esaminato il saggio di Stephen Kotkin, “A un passo dell'Apocalisse”, 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Fiorucci Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1212 click dal 12/03/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.