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La letteratura attraverso i mass media

Informazioni tesi

  Autore: Luisa Zampella
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Teorie e metodologie dell'e learning e della media education
  Relatore: Luciano Galliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

Il discorso letterario ben si addice al discorso introspettivo. Fare, studiare letteratura è conoscenza, soprattutto di sé stessi prima che degli altri. Oggettivismo dunque che diviene soggettivo o viceversa, e questo perché la letteratura è soprattutto ‘comunicazione’ prima con sé stessi e poi con gli altri . In questo nostro discorso abbiamo voluto un poco ripercorrere le tappe principali che i grandi mezzi di comunicazione hanno svolto nel tempo attraverso la letteratura. In primis la poesia antica con i grandi cantori greci: aedi, rapsodi, poi il teatro e la musica, arti nobili che attingono proprio dai poemi e dalla narrativa. La radio, la televisione moderni ed immediati mezzi di comunicazione. I giornali che pur essendo distribuiti (come del resto radio e tv) alle grandi masse come anche il telefono e i moderni mezzi tecnologici( internet per intenderci), sono al servizio di chi ama informarsi e formarsi. Da Omero a Shakespeare, da Pirandello a George Orwell per la narrativa, da Puccini ai rocker dei nostri giorni per la musica, da Matilde Serao a Montanelli per il giornalismo, abbiamo percorso un viaggio a ritroso per assistere anche alla nascita, agli albori dei vari mezzi comunicativi: radio, libri, tv, musica, internet e supporti tecnologici, i media insomma al servizio della cultura, una cultura sempre più moderna che ha però ancora bisogno di attingere dalle sue fonti più pure.

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5 INTRODUZIONE Il discorso letterario ben si addice al discorso introspettivo. Fare, studiare letteratura è conoscenza, soprattutto di se stessi prima che degli altri. Oggettivismo dunque che diviene soggettivo (Reverdy, 1938.) 1 o viceversa, e questo perché la letteratura è soprattutto ‘comunicazione’, prima con sé stessi e poi con gli altri. In questo lavoro si ripercorrono le tappe principali che i grandi mezzi di comunicazione hanno svolto nel tempo attraverso la letteratura (Bertoni, 1912). Questo perché le giovani generazioni si rendano conto che i tanto vituperati mass-media nel discorso formativo non sono stati, e non sono tuttora, tanto inopportuni come vengono designati. e che la letteratura, importante disciplina scolastica affonda le sue radici in tempi remoti, quando ancora non si usava molto scrivere per narrare e poetare. La poesia antica con i grandi cantori greci gli aedi e i rapsodi era decantata oralmente, talvolta accompagnata dalla musica delle cetre. Solo più tardi arrivarono forme canoniche di diffusione letteraria come il romanzo; un romanzo che fu trasposto in teatro e musica. Fu poi la volta di radio e televisione, moderni e immediati mezzi di comunicazione, e infine internet con gli e-book, gli e-blog e i social network. Da Omero, Shakespeare a Pirandello per la narrativa, da Puccini ai rocker dei nostri giorni per la musica, si percorre un viaggio a ritroso per assistere alla nascita, agli albori dei vari mezzi comunicativi: radio, libri, tv, musica, internet e supporti tecnologici, i media insomma al servizio della cultura, una cultura sempre più moderna che ha però ancora bisogno di attingere dalle sue fonti più pure. Questo per incentivare e motivare un’utenza sempre più distratta, disattenta e svogliata, come quella degli studenti di scuola secondaria di secondo grado (i liceali), allo studio di una materia affascinante e motivante come la letteratura che, come si spiegherà nella seconda parte della tesi (dove si andrà a giustificare la forma audiovisiva), si ha ormai avere il vantaggio di averla, grazie anche all’ausilio del web 2.0, a portata di click o, data la nuova forma digitale, con un semplice ‘sfioramento di monitor’. 1 ( Pierre Reverdy, poeta francese, in Le poète secret e le monde exterieur,1938, propone una tesi sull’oggettivismo poetico che diventa soggettivismo. E’ il soggetto che tende verso l’oggetto e non viceversa, favorisce il mondo degli oggetti e lo fa in prima persona, perché anche la poesia o la lirica più oggettiva non può fare a meno di descrivere il soggettivo, e quindi di toccare l’Io, il mondo interiore di ciascuno di noi.)

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