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La conoscenza dell'Atlantico settentrionale: dai Micenei a Pitea

La tesi affronta il tema della conoscenza dell'Atlantico settentrionale nel mondo antico, soffermandosi, in particolare, sul periodo che va dai Micenei allo straordinario viaggio del massaliota Pitea verso gli estremi limiti settentrionali dell'ecumene. Passando tra mito, testimonianze letterarie ed archeologiche, la mia ricerca punta la sua attenzione sulle antiche vie dello stagno, sulla presenza fenicia e greca in area iberica, sulla fine dei traffici greci in Occidente, per concludere con un approfondimento sul viaggio di Pitea fino all'isola di Thule, estremo limite dell'ecumene.

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3 INTRODUZIONE La presente ricerca intende occuparsi della conoscenza dell’Atlantico settentrionale nel mondo antico, restringendo l’indagine al periodo che va dai Micenei all’epoca dello straordinario viaggio del massaliota Pitea verso gli estremi limiti settentrionali dell’ecumene . Il motivo che adduce all’approfondimento di tale argomento è la volontà di chiarire alcuni interrogativi sui primi popoli del Mediterraneo orientale che prima di Pitea hanno solcato le acque dell’o ceano Atlantico settentrionale. Nell’approfondimento de i vari punti che verranno trattati, si comincerà dalla lettura delle fonti letterarie che verranno integrate da quelle archeologiche, al fine di offrire un quadro più completo degli argomenti. Si riterrà opportuno iniziare la ricerca dai lontani Micenei, nel tentativo di capire se, ben prima dei Greci, essi si fossero spinti sulle coste atlantiche della Penisola Iberica ed oltre. Seguendo un ordine cronologico, l’attenzione verrà rivolta ai Fenici che spianarono ai naviganti greci la strada verso le terre oltre Gibilterra. Prima di prendere in esame le fonti storiche ed archeologiche inerenti la scoperta e la frequentazione dei Greci dei territori prospicienti l’O ceano Atlantico settentrionale, sarà opportuno aprire una finestra sul mito, nel tentativo di cogliere quegli elementi che per i Greci erano parte di quel mondo semi-sconosciuto in cui tramontava il sole. A questo punto, si prenderanno in esame le fonti antiche che accennano al dell’estremo Occidente, cercando dei riscontri, dove sarà possibile, nei dati archeologici. Un capitolo della ricerca sarà dedicato alle vie dello stagno, metallo molto ambito dalle popolazioni del Mediterraneo orientale, che le fonti antiche ricordano come proveniente da luoghi lontani, dalle isole Cassiteridi/Estrimnidi. Verranno esaminati i probabili motivi della crisi dell’elemento fenicio stanziato in Iberia unitamente alle possibili cause e conseguenze della fine dei traffici greci nell’estremo Occidente.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefania Glorioso Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 406 click dal 24/04/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.