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L'introduzione del sistema di gestione della performance nelle pubbliche amministrazioni italiane

L'importanza per una pubblica amministrazione di conoscere in modo approfondito la sua performance economico-finanziaria e organizzativa, nasce dall'esigenza di soddisfare al meglio la crescente domanda dei cittadini circoscritta in un'ottica di miglioramento della qualità dei beni e servizi offerti e di accountability, ovvero la capacità di saper comunicare in modo trasparente alle parti interessate, quanto è stato fatto nel corso delle proprie attività in termini di impiego, trasformazione e distribuzione delle risorse sul territorio, nonché di risultati ottenuti. Ecco spiegate, in sintesi, le ragioni da cui trae origine il decreto legislativo 150/2009, più comunemente conosciuto come Riforma Brunetta, una riforma che, articolata in 74articoli, punta tutto sul concetto di performance nella Pubbliche Amministrazioni e ne individua le principali fasi secondo cui articolarne il ciclo di gestione e i meccanismi da attuare in fase di misurazione e valutazione della stessa. La tesi ivi presentata è una sorta di omaggio al decreto e si propone di analizzare, nel dettaglio, i pilastri sui quali lo stesso regge, in materia di performance e di sistemi e metodi di rilevazione e valutazione. In particolare, il capitolo uno fa un cenno al contesto nel quale si inserisce il decreto legislativo 150/2009 e ne esamina i punti chiavi racchiusi al suo interno, quali valutazione, trasparenza e premialità.
Il secondo capitolo si apre con una definizione classica del concetto di performance multidimensionale nelle pubbliche amministrazioni italiane e ne sviluppa l'intero ciclo di gestione, con riferimento ai principali documenti previsti dalla normativa. Il terzo capitolo, infine, presenta una realtà reale, la procedura , che, considerando gli adempimenti introdotti dalla riforma, nasce come sostegno agli Enti Locali, accompagnandoli nella redazione di un pacchetto informativo, contenente dati ed elementi che permettono di conciliare il rispetto degli obblighi normativi, con la salvaguardia e il monitoraggio della missino dell'ente locale e quindi di tutti gli obiettivi e finalità che ognuna delle organizzazioni si promette di raggiungere.

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4 CAPITOLO 1 UNO SGUARDO ALLA RIFORMA 1.1 Contesto nel quale si inserisce il D.lgs. 150/2009 Il rapporto di pubblico impiego è stato caratterizzato nel corso degli anni da un processo di riconduzione dei rapporti di lavoro sotto la disciplina del diritto privato. Il Decreto legislativo 3febbraio 1993 n.29, emanato in forza della delega conferita con la legge n. 421/1992, sancisce la prima fase di quello che viene comunemente definito “processo di privatizzazione del pubblico impiego”, una fase diretta essenzialmente a ricondurre i rapporti di lavoro e di impiego dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni sotto la disciplina del diritto civile e regolare gli stessi mediante contratti collettivi ed individuali. L’innovativa legislazione, si colloca nell’ambito della riserva di cui all’art. 97 Cost., che prevede che i pubblici uffici siano organizzati in base a norme di legge in modo che ne siano assicurati il buon andamento 1 e l’imparzialità 2 . Diversi presupposti stanno alla base della riforma in questione. Ci si propone di migliorare l’efficienza, la produttività, nonchØ l’organizzazione stessa delle amministrazioni e di realizzare un controllo centralistico della spesa per il settore del pubblico impiego. Vengono introdotti per la prima volta i concetti di economicità e trasparenza; nelle materie soggette alla disciplina del codice civile, delle leggi sul lavoro privato e dei contratti collettivi, viene riconosciuta alla pubblica amministrazione la capacità di operare con i poteri propri dei datori di lavoro privati ed in materia di controversie di pubblico impiego, la giurisdizione viene trasferita dal giudice amministrativo al giudice ordinario. 1 L’espressione abbraccia sia la relazione fra risorse (umani e materiali) impiegate e risultati ottenuti (concetto di efficienza in senso stretto), che il rapporto tra risultati ottenuti e obiettivi prestabiliti (concetto di efficacia in senso stretto). Un’azione amministrativa può essere efficace ma non efficiente, quando i risultati sono ottenuti con gran dispendio di risorse; allo stesso tempo, efficiente ma non efficace, quando i risultati sono congrui rispetto alle risorse impiegate, ma non adeguati agli obiettivi perchØ le risorse erano insufficienti o gli obiettivi velleitari; ancora, inefficiente ed inefficace, oppure efficace ed efficiente quando vi è un giusto rapporto tra risorse risultati e obiettivi. 2 L’espressione contrassegna oggi sia l’organizzazione amministrativa che l’attività. Imparzialità dell’organizzazione significa: - organizzazione strutturata in modo tale che chi amministra non sia personalmente interessato alla materia della decisione; - personale reclutato in modo imparziale, per questo motivo agli impieghi pubblici si accede oggi mediante concorso, salvo casi stabiliti dalla legge.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Miriam Ferrara Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.