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Il debito pubblico italiano: origini, teorie, problematiche ed alternative

Informazioni tesi

  Autore: Vito Ceglie
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e commercio
  Relatore: Manuela Ciani Scarnicci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

L’obiettivo di questo lavoro è descrivere l’andamento del debito pubblico italiano, dall’unità d’Italia ad oggi, con particolare attenzione alle nuove dinamiche sorte con l’entrata dell’Italia nell’Unione Monetaria Europea nel 1999.
Le motivazioni che mi hanno spinto a fare questo viaggio nel tempo di 150 anni, si rifanno ad un esigente bisogno di chiarezza su come si sia formato il debito pubblico in Italia e di come la sua tendenza sia variata nel corso del tempo.
L’elaborato parte da un’analisi matematica di come si forma e di come viene alimentato il debito pubblico, affrontando anche i vari sistemi di finanziamento e di riduzione. Sono state descritte e ampiamente spiegate le variabili che concorrono alla formazione dello stesso, ponendo particolare attenzione al rapporto debito pubblico/Pil.
La parte centrale del lavoro è costituita da un’analisi storica delle diverse fasi di espansione e riduzione del debito pubblico italiano, delle diverse modalità di rientro e quindi delle scelte di politica economica adottate dai diversi governi in carica. È stato dato ampio risalto anche alle evoluzioni sociologiche avvenute negli ultimi decenni a partire dal cosiddetto ‘68 fino ai giorni nostri.
Le conclusioni di questo lavoro mi portano ad affermare che negli ultimi 15 anni, la spesa per interessi è progressivamente diminuita beneficiando della diminuzione dei tassi di interesse internazionali. Di contro, l’avanzo primario, a partire dal 2000, è costantemente diminuito, eroso da un elevata spesa pubblica, non supportata da un’adeguata politica fiscale. Il rapporto fra i debito pubblico ed il Pil, negli ultimi anni è tornato a crescere, sia per l’aumento del debito pubblico, provocato dai disavanzi di bilancio, sia dalla mancata crescita economica. In particolare, nell’ultimo anno, in Italia non solo non abbiamo avuto crescita ma, siamo in una fase di recessione.
In futuro,sarà necessario adottare riforme strutturali e adottare politiche di medio- lungo periodo che inneschino un ciclo virtuoso che permetta la formazione di avanzi di bilancio da utilizzare per la riduzione progressiva del debito.

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5 INTRODUZIONE Lo scopo di questo elaborato era quello di affrontare il tema del debito pubblico che, da tempo, costituisce uno dei principali problemi strutturali dell’economia italiana, attraverso le proprie dinamiche di formazione e di sviluppo. Il debito pubblico italiano è stato analizzato ed osservato nella sua evoluzione storica in Italia ed in confronto con gli altri Stati europei, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui, la crisi dei debiti sovrani si è manifestata in tutta la sua drammaticità. Nel primo capitolo, si analizza il debito pubblico da un punto di vista generale, mettendo in luce i meccanismi che portano alla sua formazione e che tendono a farlo espandere continuamente. Il punto di partenza è stato la definizione di disavanzo e di come esso si forma dalla differenza negativa delle entrate e delle uscite del bilancio pubblico, per poi passare ai vari metodi di finanziamento dello stesso, evidenziandone i lati positivi e negativi di ciascuno. Particolare attenzione è stata rivolta alla monetizzazione del debito mettendo in risalto le diverse modalità d’intervento e l’inevitabile impatto inflattivo di tale scelta, e al finanziamento del disavanzo pubblico attraverso la creazione di nuovo debito pubblico, ovvero attraverso l’emissione di nuovi titoli del debito pubblico. Abbiamo quindi evidenziato come l’immissione continua nel mercato di titoli del debito pubblico implica un impegno, da parte dello Stato, a corrispondere in futuro interessi ai sottoscrittori del debito, oltre all’impegno di rimborsare il debito a scadenza. in questo modo si coinvolgono e si vincolano le scelte, in termini di spesa, delle generazioni future.

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