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Formare il nuovo dirigente pubblico - il caso European Senior Civil Servant (ESCS)

Per reagire al malfunzionamento del sistema Italia, oggi serve un impegno al fine di dotare di un maggior senso civico il nostro Paese partendo dalla promozione del capitale sociale, dal miglioramento dell'educazione e della dotazione di capitale umano. Fondamentale è puntare su risorse umane di qualità e sulla formazione di queste.
Una leva strategica per uscire dalla stagnazione, affrontare i recenti mutamenti e trarre vantaggio dalle nuove opportunità è infatti la formazione, vero motore di innovazione. Innovare per non perire è possibile facendo formazione a tutti i livelli, partendo da quelli di vertice.
Costituisce un'ulteriore condizione indispensabile, per la formulazione e l'attuazione di qualsiasi iniziativa di rinnovamento, la presenza di una classe dirigente, capace di porsi come figura-guida, che sia tecnicamente e culturalmente preparata ed aggiornata, dotata di una congrua preparazione sulle materie giuridiche e, al tempo stesso, provvista di competenze economiche ed attitudini di tipo manageriale.
Per l'attuazione di tale rivoluzione culturale, che coinvolge Governo, istituzioni e cittadini, si punta sull'amministrazione pubblica in quanto ad essa spetta il compito di trasmettere gli impulsi della politica e di restituire valore ai cittadini; soddisfare i cittadini ed ottenerne il consenso è fondamentale perché è proprio la transizione a richiedere consenso sociale.

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Introduzione La questione del rimodernamento dell'amministrazione pubblica è da tempo una priorità del Governo; a partire dagli anni novanta l'Italia ha vissuto una stagione di riforme che rappresenta - nonostante contraddizioni, insuccessi ed incertezze - il più importante tentativo, dall'Unità ad oggi, di rinnovare la amministrazione pubblica italiana. Dopo il secondo e terzo governo Berlusconi e il secondo governo Prodi, periodi di sostanziale inattività, con il quarto governo Berlusconi ha preso avvio un processo di ammodernamento che ha introdotto, nel settore pubblico, strumenti quali programmazione strategica, responsabilità, merito e valutazione delle performance, da lungo tempo in uso soltanto nel settore privato. Tuttavia solo alcune amministrazioni hanno convintamente applicato le normi riguardanti tali tematiche. Per questo successivamente si è ritenuto di dover rivedere le suddette riforme per cercare di colmarne le lacune. Conviene fare alcune considerazioni anche sulla crisi finanziaria del 2007, non per richiamarne la cronaca, ma perché è dalla comprensione della sua natura che scaturisce la comprensione del nuovo ruolo delle amministrazioni pubbliche, dei cambiamenti che devono affrontare, delle competenze necessarie per fronteggiarli e, di conseguenza, del ruolo della formazione. La crisi, infatti, ha colpito non solo i mercati finanziari, causando la recessione economica e l'esplosione dei debiti e dei deficit pubblici di tutti i Paesi avanzati, ma ha inciso profondamente anche sul tessuto sociale del nostro Paese, provocando come reazione un calo di fiducia nei confronti delle classi dirigenti 1 . 1 Dal quarto rapporto sulla classe dirigente - promosso dall'Università LUISS Guido Carli di Roma e da Fondirigenti attraverso l'Associazione Management Club – è emerso che gli europei hanno perso fiducia verso i propri dirigenti non solo per la crisi in sé ma anche per il fatto che questa ha mostrato l'incapacità professionale degli stessi, in forte contrasto 5

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Mattea Scarano Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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