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Nuove Povertà e Globalizzazione

La lotta alla povertà ai fini dell’eguaglianza sociale è tra i temi più ricorrenti del contemporaneo dibattito etico, politico e sociale. Oggi più che mai è sentita e reclamata con urgenza, non solo dalla classe politica ma anche e soprattutto dalla società civile globale, la necessità di attivare politiche economiche per contrastare la povertà e le disuguaglianze. La povertà estrema, nelle sue varie dimensioni (esclusione sociale ed emarginazione, disoccupazione e precarietà, mancato accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, analfabetismo, mortalità infantile, malnutrizione, etc.) e le disparità nella distribuzione del reddito tra Stati e all’interno dei singoli paesi sono un dramma di fronte al quale non si può più mantenere l’atteggiamento fatalistico che per troppo tempo ha caratterizzato chi vive nei paesi sviluppati.
Un comportamento dettato, secondo Muhammad Yunus, teorico della finanza etica e premio Nobel per la pace, dalla difficoltà e complessità di definire, comprendere e quindi intervenire contro tali fenomeni.
Indagare il concetto di povertà significa affrontare queste difficoltà e confrontarsi con la complessità del mondo globale, analizzando le sfide della lotta alla povertà alla luce di questo nuovo assetto.

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7 Introduzione Tra antiche e nuove povertà La lotta alla povertà ai fini dell’eguaglianza sociale è tra i temi più ricorrenti del contemporaneo dibattito etico, politico e sociale. Oggi più che mai è sentita e reclamata con urgenza, non solo dalla classe politica ma anche e soprattutto dalla società civile globale, la necessità di attivare politiche economiche per contrastare la povertà e le disuguaglianze. La circolazione diffusa dell’informazione, grazie alle innovazioni nel campo della tecnologia della comunicazione (l’introduzione del Personal Computer e Internet in particolare) e le conseguenze della globalizzazione, con la rimozione graduale delle restrizioni al movimento dei beni, servizi, capitali e delle persone ha consentito una più diffusa consapevolezza e sensibilizzazione della società civile globale, obbligata a fare i conti con i fenomeni di degrado sociale, economico e culturale, ovunque essi avvengano nel mondo. Ai fautori della globalizzazione, come possibile risposta e soluzione alla povertà dei Paesi in Via di Sviluppo, si contrappongono sempre più coloro che, viceversa, additano la globalizzazione come causa del continuo impoverimento dei paesi già poveri e della costante crescita del divario tra Nord e Sud del globo. La mobilità e la libertà dei capitali, essi sostengono, non producono investimenti nei Paesi del Terzo Mondo ma tendono a concentrarsi nei Paesi industrializzati e ugualmente vale per il commercio internazionale, per la ricerca e i flussi finanziari: un dato significativo è che i Paesi in Via di Sviluppo, dove vive la maggior parte della popolazione mondiale hanno accesso a solo l’1% del capitale mondiale; al contrario, l’1% più ricco della popolazione possiede il 40% di tutti i capitali del mondo. La globalizzazione, per chi la contrasta, è la causa di rinnovate disuguaglianze e ha creato nuove forme di povertà (e di schiavitù: il turismo sessuale di massa

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Sposaro Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2716 click dal 10/07/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.