Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Valutazione del calo ponderale indotto da una dieta mediterranea ipocalorica rispetto ad una dieta iperproteica chetogenica

Negli ultimi venti anni la prevalenza del sovrappeso e dell'obesità è progressivamente aumentata non solo nel mondo Occidentale, più ricco ed industrializzato, ma anche nei paesi in via di Sviluppo. Questo preoccupante fenomeno è stato correlato all'aumento dell'introito calorico, determinato dall'alto consumo di cibi ad elevata densità calorica, o grassi alimentari a basso costo, nei paesi emergenti. I dati sulla prevalenza del sovrappeso e dell'obesità portano ad alcune considerazioni sulle relazioni che esistono fra abitudini alimentari ed inattività fisica, da un lato, ed obesità e sviluppo delle malattie correlate, dall'altro. Non vi è dubbio inoltre che uno stile di vita sedentario sia correlato allo sviluppo di obesità, diabete e rischio cardiovascolare aterotrombotico. Gli obesi, infatti, hanno un aumentato rischio di sviluppare importanti complicanze quali diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia, arteriosclerosi, infarto del miocardio, apnee notturne, cancro dell'endometrio e del colon, osteoartrosi e gotta, calcolosi biliare e depressione psichica. Lo scopo di questa tesi è stato di valutare il calo ponderale in pazienti affetti da sovrappeso o obesi seguiti presso l'area Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell'Università Campus Biomedico di Roma. Le diete ipocaloriche somministrate ai pazienti sono state compilate seguendo lo schema della Dieta Mediterranea. I risultati ottenuti sono stati confrontati con quelli estrapolati da studi clinici con diete iperproteiche presenti in letteratura ed è stata fatta una valutazione delle differenze del calo ponderale e della riduzione della circonferenza vita tra le due diete. In questa tesi è stata inoltre confrontata la qualità della composizione alimentare della dieta Mediterranea e delle diete iperproteiche più comuni. Attraverso l'uso del calorimetro indiretto è stato possibile valutare l'attendibilità delle formule predittive più usate per il calcolo del metabolismo basale confrontando i risultati con i valori sperimentalmente ottenuti.

Mostra/Nascondi contenuto.
8 1) L’obesità, la nuova epidemia Definizione L’obesità è definita come un “anormale o eccessivo accumulo di peso che comporti rischi per la salute dell’individuo” ed è inoltre uno dei principali fattori di rischio principali per tre delle cinque maggiori malattie non trasmissibili e principali causa di mortalità più diffuse al mondo: malattie cardiovascolari, diabete mellito e neoplasie del colon-retto, della prostata, della mammella, dell’utero e dell’ovaio. (World Economic Forum and The Harvard School of Public Health 2011). La condizione di eccesso ponderale è infatti il quinto fattore di rischio per i decessi a livello mondiale, causando ogni anno la morte di circa 2,8 milioni di adulti. (WHO, Obesity and overweight 2013). Negli ultimi venti anni la prevalenza del sovrappeso e dell’obesità è progressivamente aumentata non solo nel mondo occidentale, più ricco ed industrializzato, ma anche nei paesi in via di sviluppo. Questo preoccupante fenomeno è stato correlato all’aumento dell’introito calorico, determinato dall’alto consumo di cibi ad elevata densità calorica, ovvero bevande zuccherate e prodotti alimentari confezionati e pronti per l’uso nei paesi occidentali, o grassi alimentari di basso costo, nei paesi emergenti. L’ubiquità della diffusione è uno degli aspetti più gravi: non si tratta di una malattia che affligge solamente coloro che vivono in condizioni di benessere e disponibilità economiche adeguate, ma anche le popolazioni più povere del mondo. I dati sulla prevalenza del sovrappeso e dell’obesità portano ad alcune considerazioni sulle relazioni che esistono fra abitudini alimentari ed inattività fisica, da un lato, ed obesità e sviluppo delle malattie correlate, dall’altro. Il rischio relativo di sviluppare malattie non trasmissibili legate all’obesità è circa due volte maggiore nelle persone sovrappeso o obese.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Jacopo Segnini Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4555 click dal 17/09/2013.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.