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Traduzione e commento dei saggi “Von der Schuld” e “Berichte vom Pikadon” di Marie Luise Kaschnitz

La mia tesi ha come oggetto la traduzione e il commento dei saggi Von der Schuld e Berichte vom Pikadon di Marie Luise Kaschnitz. Sono due saggi assai importanti, perché delineano le riflessioni dell’autrice tedesca su un tema molto delicato: la colpa, personale e collettiva, per i crimini di guerra e le violazioni dei diritti umani compiuti in Germania durante la seconda guerra mondiale. L’autrice, discendente da una nobile famiglia alsaziana, è nata all’inizio del secolo scorso ed ha assistito ai momenti più drammatici della storia della Germania. Nella tesi sono ripercorsi gli aspetti più salienti della sua biografia, ovvero l’ambiente in cui è cresciuta e si è formata, le relazioni umane e culturali, le esperienze professionai e di vita. Ha esercitato la professione di libraia in diverse città e grazie al suo lavoro ha conosciuto l’archeologo Guido von Kaschnitz, suo futuro marito, che accompagnerà nei suoi viaggi di studio e lavoro. E’ sempre stata una donna schiva e riservata ed ha preferito mantenere un profilo basso nel corso della sua vita. Pertanto, durante il dodicennio nero non si è esposta pubblicamente contro il Nazismo, nonostante aborrisse tale ideologia. Il suo atteggiamento, che lei stessa definì vigliacco, le fece nutrire un profondo senso di colpa. Perciò, nel secondo dopoguerra, ritroverà quel coraggio che le era mancato e si impegnerà contro la guerra e per la tutela dei diritti umani.
Con i suoi lavori l’autrice vuole esortare tutti noi a trovare il coraggio per fronteggiare la guerra e le ingiustizie, per evitare che si ripetano altre catastrofi. La tesi analizza le ragioni della sua svolta letteraria che si trovano nella riflessione sulla vigliaccheria e nella rielaborazione del senso di colpa e che si concretizzeranno in un attivo impegno civile e culturale. La svolta è frutto di una ricerca, sviluppata per uscire da una situazione di disorientamento. Questa nuova visione del mondo ha dato vita a nuova visione letteraria. In questa nuova poetica, risultato della svolta del cuore, troviamo una maggiore adesione del linguaggio poetico alla realtà, essendo più disincantato. Tale percorso di maturazione le ha fatto prendere coscienza della realtà e l’ha portata a confrontarsi con il male, ma anche a ritrovare la speranza nell’amore umano. E’ una presa di coscienza della drammaticità, ma non vi è disperazione o rassegnazione. La ragione del male resta un enigma, ma la responsabilità è solamente dell’uomo, non di Dio, e quindi spetta all’uomo fermarlo. La scrittura per la Kaschnitz, è il luogo per realizzare una nuova speranza, la poesia è l'espressione di una nuova civiltà, ma non vuole rimuovere gli orrori. L'impegno intellettuale durante il nazismo ha permesso alla Kaschnitz di resistere all'orrore, di contribuire a modificare il mondo, anche se era consapevole di aver scelto la strada meno rischiosa, ovvero la resistenza interiore. Successivamente ha trasformato il suo contributo in impegno civile, si è schierata in modo esplicito per promuovere la pace e contrastare la guerra. Ha voluto spiegare perché molta gente si è comportata come lei, non per paura egoistica, ma per timore del male, ritenuto allora invincibile. Il suo è stato un cammino non facile: cerca di riscattarsi dai propri comportamenti attraverso la difficile elaborazione della colpa e l'apertura alla speranza. Importante è il ruolo svolto dalla Germania dal secondo dopoguerra alla ricostruzione della cultura e della coscienza democratica in Europa. Ha cercato di riscattarsi dagli orrori della Shoah, contrastando le tesi negazioniste. Con la sciagura del Nazismo la Germania ha toccato il fondo, ma è riuscita a risalire, nonostante il senso di colpa che ancora oggi la attanaglia. La Kaschnitz definisce il suo cambiamento, il suo nuovo impegno sociale, come una svolta del cuore, come scriverà nella poesia Zukunft, che ho scelto come citazione all’inizio della tesi, e che ho accostato alla poesia di Quasimodo, in quanto presentano evidenti analogie. Anche Quasimodo, come la Kaschnitz parla dell’impossibilità per i poeti di scrivere belle rime di fronte all’orrore della guerra, lo stesso motivo che porterà l’Autrice a cambiare il linguaggio della propria poetica. Ma, nonostante lo scenario terribile della guerra, la Kaschnitz ha desiderato ricostruire con i valori di questa nuova poesia la consapevolezza del male, ma anche la speranza di una sua sconfitta.

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Sara Bragaglio: Traduzione e commento dei saggi “Von der Schuld” e “Berichte vom Pikadon” di Marie Luise Kaschnitz 4 4 1. Introduzione La tesi si propone di tradurre e commentare i saggi di Marie Luise Kaschnitz Von der Schuld e Berichte vom Pikadon e quindi di analizzare le riflessioni letterarie della scrittrice tedesca sui temi della guerra e della rielaborazione della colpa, a seguito della drammatica vicenda del Nazismo e della Shoah. Entrambi i saggi risalgono a uno dei periodi più impegnativi e importanti della vita della Kaschnitz, al secondo dopoguerra. Marie Luise Kaschnitz (Karlsruhe 1901 - Roma 1974) è una delle personalità più controverse e interessanti della cultura tedesca del secolo scorso. Discendente da nobile famiglia alsaziana, ha vissuto gli anni più drammatici del secolo scorso tra la Germania e l’Italia, è stata libraia a Weimar e a Monaco ed ha esercitato la stessa professione anche a Roma. Ha conosciuto l’archeologo viennese Guido von Kaschnitz-Weinberg, che ha sposato nel 1925 e che ha accompagnato poi nei suoi viaggi di studio e di lavoro. Che cosa ha spinto questa donna di lettere, schiva e riservata, a riflettere sulla tragedia umana che si era conclusa nel 1945 e a schierarsi così apertamente contro la guerra? In che modo ha voluto esprimere e sottoporre a giudizio anche il senso di colpa che personalmente lo attanagliava? Si tratta di un senso di colpa personale, che la Kaschnitz elabora alla luce, però, di un più generale senso di colpa, quello di un’intera generazione del popolo tedesco che ha vissuto la tragedia del terzo Reich e della guerra e che però non si è esposta pubblicamente contro il nazismo. Pertanto un senso di colpa che da personale assume un valore universale per la responsabilità dell’olocausto che a tutt’oggi fa soffrire il popolo tedesco. Sono stati avvenimenti del secolo scorso, così drammatici da ritenersi irripetibili, eppure, dopo la seconda Guerra Mondiale e Hiroshima, si sono susseguite altre guerre, catastrofi e persecuzioni razziali: l’umanità non riesce affatto a imparare dai propri errori. Secondo l'Autrice, se ci si lascia invadere dall'omertà e dalla passività, ci si rende colpevoli e complici, anche se involontariamente.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Sara Bragaglio Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

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