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Alfred Schütz: l’intersoggetivitá. Traduzione in italiano del testo ''The Problem of Transcendental Intersubjectivity in Husserl''

Gli scritti di Schütz si pongono spesso come una sociologia legata alla filosofia: dal lato filosofico gli autori a lui più vicini sono Husserl e Bergson, nonché Leibniz e il pragmatismo statunitense. Ciò che dirige le scelte di Schütz in settori così vari della filosofia è sempre l’interesse personale, cioè la possibilità di trovare dei punti di contatto e magari dei suggerimenti per le proprie ricerche.
La mia analisi non parte però da Schütz visto come sociologo, ma da Schütz come uomo. Infatti nel primo capitolo sottolineerò la sua vita, caratterizzata dalla formazione scolastica in Austria, dove l’incontro con personaggi del calibro di Felix Kaufmann e di Ludwig von Mises, lo segnerà profondamente. Dall’Austria si trasferirà in Francia, sotto la minaccia hitleriana, dove l’attivismo filosofico francese lo interesserà notevolmente. Infine emigrerà negli Stati Uniti per motivi di lavoro e verrà attratto dai grandi sociologi americani, subendo la loro influenza, ma allo stesso tempo influenzandoli con le sue idee.
Nel secondo capitolo, dopo una parte introduttiva riguardante la fenomenologia, prenderò in esame il personaggio chiave al quale Schütz si è maggiormente ispirato, Edmund Husserl, e lo concluderò con una breve esposizione del lavoro di Berger e Luckmann, seguaci di Schütz.
Il terzo capitolo tratta il problema dell’intersoggettività, argomento che ha sempre interessato Schütz e sul quale egli ha scritto diversi saggi, tra cui “The Problem of Transcendental Intersubjectivity in Husserl”. Ed è questo saggio, mai tradotto prima in italiano, a costituire, unitamente alla mia traduzione, l’appendice.
Il quarto capitolo sarà invece una sorta di panoramica generale sugli sviluppi della sociologia in America, paese in cui Schütz è stato ospitato per circa vent’anni, che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.

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3 INTRODUZIONE L’etichetta con cui comunemente si designa l’opera di Alfred Schütz è quella di sociologia fenomenologica: sociologia perchØ Schütz si occupa di tematiche sociologiche, fenomenologica perchØ egli attinge spesso a concetti della fenomenologia husserliana e inoltre perchØ Husserl stesso riconosce in lui un serio studioso di fenomenologia. La sociologia di Schütz ha come referenti principali Max Weber e, dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti, la scuola di Chicago. Per contro, Schütz trova una convergenza di interessi in Mead, Cooley e Thomas: l’interazione fra individuo e società è interpretata da questi sociologi statunitensi in termini di processi simbolici. Schütz coglie l’occasione per prendere a prestito nuovi concetti ed eventualmente rielaborarli. Essendo Mead uno dei fondatori teorici della psicologia sociale, sorge il problema se l’opera di Schütz possa essere considerata come un esempio di psicologia sociale. A tale quesito si può dare una risposta negativa. Schütz non si occupa infatti degli aspetti sociali della percezione o degli aspetti sociali dei processi cognitivi: quando si interessa a tali processi lo fa sempre da un punto di vista fenomenologico e non psicologico. Cioè nØ si occupa di percezioni da un punto di vista psicologico, nØ delle influenze sociali su processi psicologici: il centro dell’analisi è, come in Weber, l’agire soggettivo e non i processi cognitivi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mara Capra Contatta »

Composta da 251 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 593 click dal 05/11/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.