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Studio idrogeologico dell’acquifero libero della Valdossola, tra Domodossola e Fondotoce

L’oggetto di indagine di questa tesi è l’acquifero superficiale del fondovalle del fiume Toce, in Valdossola. Per poter caratterizzare tale acquifero sono state prodotte delle Carte di Moto e delle carte di isoconcentrazione di alcuni ioni e metalli disciolti in queste acque. Questo al fine di identificare le rocce in cui scorrono tali acque e poter valutare lo stato qualitativo (e la vulnerazione) dell’acquifero. Per realizzare queste carte sono state necessarie due campagne di misura: durante la prima è stata determinata la soggiacenza in tutti i pozzi e piezometri disponibili nel fondovalle; durante la seconda è stata ripetuta tale misura e sono stati prelevati alcuni campioni di acque, sia superficiali che sotterranee, per le analisi chimiche. Le due campagne sono state effettuate rispettivamente nel periodo estivo, di magra, e nel periodo autunnale, di piena. I campioni di acqua prelevati sono stati analizzati dal Laboratorio di Ricerche Idrogeologiche del DIATI. La strumentazione utilizzata è stata fornita dal Politecnico di Torino: un freatimetro, un bailer, un pH-metro/conduttimetro per le analisi in situ e il necessario per effettuare la campionatura.
Dalle stratigrafie e dalle sezioni geologiche raccolte si è potuto ricostruire un modello geologico, che mostra un sottosuolo molto permeabile, formato da depositi di origine fluvio-glaciale, di granulometria variabile, ma grossolana. Scendendo lungo la valle tale granulometria si riduce progressivamente, fino ad arrivare ai depositi di origine lacustre, più fini dei precedenti, ma comunque caratterizzati da non trascurabili valori di permeabilità.
Per l’elaborazione delle carte tematiche sono stati utilizzati i software ArcGis e Surfer8. Dai risultati ottenuti dall’elaborazione del Campo di Moto dell’acquifero, si evidenzia come il Fiume Toce sia l’asse drenante principale della valle. A carattere locale si assiste a fenomeni che deviano da questa generale tendenza del Campo di Moto, in particolare in prossimità dei grandi impianti industriali e di trattamento di Pieve Vergonte, dove si assiste ad un brusco abbassamento della piezometrica e alla formazione di un asse di drenaggio parallelo al fiume. Gli affluenti del Toce e i canali artificiali incidono profondamente sull’andamento dell’acquifero nelle zone laterali della valle, in particolare in conoide. Nelle mappe di moto, infatti, si evidenziano in maniera spiccata le conoidi di Villadossola, Domodossola e Pieve Vergonte. Queste conoidi creano un Campo di Moto irraggiante lungo le loro pendici, ricaricato dalle acque provenienti dalle valli laterali. Mentre la conoide del torrente Strona, si rivela assai differente, con un andamento analogo a quello Toce, dove le acque provenienti dalle montagne circostanti ricaricano lo Strona prima che esso sfoci proprio nel Toce. Non si riscontrano differenze sostanziali nel Campo di Moto tra le due stagioni analizzate, tuttavia ciò sembra essere dovuto in maniera più rilevante alle condizioni meteorologiche (che hanno fatto dell’autunno 2012 uno dei meno piovosi degli ultimi anni) piuttosto che ad un carattere particolarmente stabile dell’acquifero in questione. Localmente, infatti, si riscontrano differenze nella quota dell’acquifero anche molto consistenti, localizzate, in particolare, nelle aree periferiche del fondovalle.
Per la analisi chimiche sono stati prelevati due campioni d’acqua: uno per l’analisi degli elementi maggiori ed uno, filtrato su supporto da 0,45 micrometri e stabilizzato con l’aggiunta di acido nitrico 65%, per l’analisi dei metalli disciolti. Dai risultati ottenuti si possono distinguere chiaramente alcune facies idrogeochimiche (accomunate, comunque, tutte da una rilevante componente bicarbonato-calcica), che risultano distribuite sul territorio secondo aree omogenee. Le concentrazioni di metalli nelle acque non sono preoccupanti, ma vi sono alcuni picchi più o meno isolati che richiedono una certa attenzione (in particolare As, Zn, Cu, Pb) e che dovrebbero essere analizzati attraverso studi specifici. Piuttosto, in generale, è interessante la distribuzione geografica di questi picchi di concentrazione, che fanno risaltare alcuni fenomeni di inquinamento dell’acquifero (seppur lievi), che sembrano connessi a determinati siti industriali, in parte anche dismessi.

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INTRODUZIONE 2 Q ue s t a   t e s i   di   l a ure a   m a g i s t ra l e   i n   i ng e g n e ri a   pe r   l ’a m bi e n t e   e   i l   t e rri t or i o   s i   propo ne   di   s t udi a re  l ’ a c qui fe ro  s upe rfi c i a l e  de l  fondo v a l l e  de l  T o c e , in Valdossola. P e r   que s t ’obi e t t i v o   è   s t a t o   de c i s o   non   s ol o   di   m i s ura r e   l a   s ogg i a c e nz a   i n   t ut t i   i   pozzi o pi e z om e t ri   c h e   fos s e ro   d i s poni bi l i ,   m a   a nc he   d i   proc e de re   c on   l ’a n a l i s i   c h i m i c a   de l l e   acque. P e r   c a r a t t e ri z z a re   l ’ a c qui f e ro   d e v ono   e s s e re   prodotte delle carte del Campo di Moto d’i ns i e m e d e l l ’a c qu i fe ro   della valle, riportanti le isopiezometriche d e l l ’a c qu i fe ro   superficiale, gli assi drenanti e gli spartiacque sotterranei, tutti calcolati a partire dai dati di soggiacenza. È stato deciso di produrre una carta relativa ad un periodo di magra ed una ad un periodo di piena. Con i dati chimici che vengono ottenuti dalle analisi in laboratorio di alcuni campioni di acque (sia sotterranee, sia superficiali) raccolti, devono essere prodotte alcune carte d’i s oc onc e nt r a z i one   d ei principali composti e di alcuni metalli. Questo per poter identificare le rocce in cui tali acque scorrono e per poter valutare lo stato qualitativo (e la vulnerazione) de l l ’a c qui fe ro.  

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Simone Della Valentina Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 552 click dal 29/10/2013.

 

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