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Attuazione del Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (SEAP). Uno studio preliminare per la provincia di Pescara

Informazioni tesi

  Autore: Luca Tatone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche per l'ambiente e la cultura
  Relatore: Anna Morgante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

Con la presente tesi di laurea s’intende illustrare uno studio preliminare dei SEAP di 15 comuni della provincia di Pescara nell’ambito del Patto dei Sindaci, attraverso un’analisi delle scelte metodologiche compiute e la descrizione del caso del Comune di Loreto Aprutino.
La superficie terrestre viene costantemente raggiunta dalle radiazioni solari perpetuando il processo che da milioni di anni consente la vita sul nostro pianeta. Parte del calore proveniente da tale irradiamento viene infatti trattenuto nella nostra atmosfera grazie all’effetto serra, fenomeno naturale generato dalla presenza nell’aria di composti chimici volatili detti gas serra. Tali elementi mitigano il clima della Terra proteggendola dai grandi sbalzi di temperatura a cui sarebbe soggetta in loro assenza. Negli ultimi decenni tuttavia l’espressione “effetto serra” ha assunto nella concezione comune una connotazione negativa. Le attività umane catalizzate dai combustibili fossili e la deforestazione, unite alla costante crescita della popolazione mondiale, stanno provocando un aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera causando un incremento della temperatura del globo e di conseguenza profondi mutamenti climatici. L’umanità è chiamata a contrastare questo problema con urgenza in quanto i rischi per il Pianeta e per le generazioni future sono enormi.
La Comunità internazionale è impegnata con decisione nella lotta ai cambiamenti climatici ponendola tra le priorità del suo programma di interventi attraverso una politica in grado di coinvolgere le nazioni a livello mondiale. In particolare il decennio 1990-2000 ha visto fiorire le misure più efficaci che hanno nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 il primo e più importante accordo globale sull’argomento. Da essa scaturisce la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, avente l’obiettivo dichiarato di "raggiungere la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra in atmosfera a un livello abbastanza basso per prevenire interferenze antropogeniche dannose per il sistema climatico". Il trattato assume un carattere vincolante nel 2005 attraverso l’entrata in vigore del Protocollo di Kyōto, uno dei più importanti strumenti giuridici internazionali volti a combattere i cambiamenti climatici attraverso obiettivi chiari e ben definiti.
L’Unione europea, da sempre in prima linea nella lotta ai mutamenti del clima ha dato continuità al Protocollo di Kyōto approvando nel dicembre del 2008 un pacchetto globale di misure per l'abbattimento delle emissioni con l'obiettivo di ridurre di almeno il 20% i gas ad effetto serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, portare la quota delle energie rinnovabili al 20% e diminuire il consumo generale di energia del 20%.
Per raggiungere gli obiettivi fissati la Commissione europea ha creato il Patto dei Sindaci. L’iniziativa prevede un impegno dei sindaci degli Stati membri a ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020. Elemento fondamentale per gli enti sottoscrittori è la redazione, entro un anno dall’adesione, di un piano di azione detto SEAP (Sustainable Energy Action Plan). Tale documento, basandosi su di un bilancio delle emissioni di anidride carbonica (Balance Emission Inventory – BEI), si concretizza nella individuazione di strategie per il raggiungimento dell’obiettivo e nella definizione di interventi specifici.
L’analisi oggetto di tesi è stata svolta sulla base dell’esperienza maturata in occasione di un tirocinio formativo presso la società Nova Qualitas Centro Italia Srl incaricata di redigere i SEAP di 15 comuni della provincia di Pescara.
Lo studio di tesi si articola in tre capitoli.
-Nel primo capitolo si illustrano i riferimenti normativi fondamentali costituenti il background conoscitivo che sovrintende il lavoro.
-Il secondo capitolo fornisce dei richiami metodologici relativi alla redazione dei SEAP in questione.
-Nel terzo capitolo si espone il caso di studio, attraverso l’esame del BEI del Comune di Loreto Aprutino e l’individuazione di una serie di interventi in grado di determinare una riduzione delle emissioni di CO2 dell’Ente.

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CAPITOLO 1 LA POLITICA CLIMATICA: UN QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO 1. IL CONTESTO INTERNAZIONALE La correlazione tra i cambiamenti climatici e le emissioni di gas ad effetto serra derivanti dall'attività umana è una realtà. Tali emissioni hanno generato un aumento della temperatura della Terra e il fenomeno dovrebbe proseguire nei prossimi decenni. Su scala mondiale, entro il 2100 le temperature dovrebbero aumentare di 1,4-5,8°C rispetto alle temperature del 1990 1 . Tali studi dimostrano che occorrono interventi urgenti per combattere i cambiamenti climatici a livello globale. La Conferenza Internazionale su Ambiente e Sviluppo tenutasi nel 1992 a Rio de Janeiro 2 è stata la prima e più grande riunione internazionale della storia sulla tematica ambientale con 30.000 partecipanti arrivati dai cinque continenti e 183 paesi rappresentati. La Conferenza di Rio riprese l’espressione "sviluppo sostenibile" coniata nel Rapporto Brundtland del 1987 3 per collocarla al centro di una nuova politica internazionale di armonizzazione delle esigenze di tutela ambientale, sviluppo economico ed eliminazione della povertà come condizioni fondamentali ed interconnesse di un equilibrato sviluppo sociale. Con la Conferenza di 1 Dati provenienti dal “Terzo Rapporto di Valutazione” (2001) dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). 2 United Nations Conference on Environment and Development (UNCED) tenutasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992. 3 Rapporto Brundtland (conosciuto anche come Our Common Future) rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo (WCED). 6

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