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Un risveglio spirituale

Il presente lavoro vuole affrontare un problema di "dipendenza" molto evidente nella società contemporanea, in un ottica diversa dai consueti lavori di ricerca.
L'alcolismo, raccontato e analizzato attraverso la testimonianza di un alcolista è il cuore di questo lavoro che intende evidenziare la condivisione di un problema comune attraverso dei gruppi di "autoaiuto": i gruppi degli Alcolisti Anonimi.
Condivisione che parte sì dall'osservazione di un problema personale, ma che per la portata e le modalità possiamo estendere a problema sociale.
Nel corso del lavoro si percorrono varie fasi del problema, a partire dall'accettazione della propria condizione psicofisica, che grazie alla condivisione libera la mente da pregiudizi esistenziali ed avvia "il malato" ad un'apertura mentale che gli permette di far nascere dentro di sé il desiderio di uno stile di vita nuovo.
Nel titolo, "Un risveglio spirituale", è racchiuso il senso del cammino percorso.
Esso vuole evidenziare lo sgonfiamento dell'IO inteso come forma di egocentrismo ed il passaggio ad un progetto di vita concreto, che ha come fondamento un risveglio spirituale che armonizza l'interiorità individuale con le relazioni sociali.
Nello specifico, il percorso della tesi è stato strutturato in tre sezioni principali.
Nella prima parte si tenta di spiegare i meccanismi del gruppo A.A., ovvero l'attrazione che questo esercita sul nuovo arrivato.
Nella seconda parte vengono analizzati gli aspetti comportamentali, i cambiamenti, le aspettative che il soggetto in recupero interiorizza e le difficoltà che nascono dalla trasformazione in atto.
Infine, nella terza parte emerge il vero obiettivo della tesi: la trasmissione del messaggio attraverso un "Risveglio Spirituale".
Vale a dire creare i presupposti per capire che un nuovo stile di vita è possibile e che se arriviamo a toccare "il nostro fondo" c'è sempre una nuova luce che può aiutarci a ritrovare la giusta serenità.

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7 Questa tesi vuole affrontare un problema di “dipendenza” molto evidente nella società contemporanea in un ottica diversa dai consueti lavori di ricerca. “Oggi sappiamo bene che l’alcolismo non è un vizio ma una vera e propria malattia. Inoltre, la morte alcolica risulta certamente superiore a quella di molti tumori. Eppure questo fatto interessa assai poco sia la libera professione, sia i responsabili della salute pubblica, perchØ si ritiene che contro questa malattia, l’alcolismo, non si possa fare niente. Il problema non è tanto che l’alcol venga assunto, ma quando e in che misura viene assunto e quando, in certe situazioni, va smesso. L’attenzione in realtà andrebbe anticipata a livello delle motivazioni per le quali l’alcol viene ingerito. Tutto questo però viene, da parte di noi medici, delegato alla psicologia e alla psichiatria, piø per scaricarsi di un problema che non per prendere una posizione piø razionale e operativa, come converrebbe”. Era il 20-10-1997, partecipavo come membro di Alcolisti Anonimi, ad un convegno tenutosi a Roma: Alcolismo. La malattia, la prevenzione, il recupero, un dibattito per la società in trasformazione. Le parole introduttive sopra riportate erano del Professor Nicola Dioguardi, Direttore Scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano. L’alcolismo raccontato e analizzato da un alcolista è il cuore di questo lavoro che intende, innanzitutto, evidenziare la condivisione di un problema comune attraverso dei gruppi di “autoaiuto”, dove “le sofferenze private potranno essere pensate e vissute come problemi condivisi, comuni”. 1 Condivisione che parte dall’osservazione di un problema personale, ma che per la portata e le modalità possiamo tranquillamente estendere a problema sociale, e che nel 1 Zygmunt Bauman, La solitudine del cittadino globale, p. 11

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Maurizio Squillante Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 454 click dal 06/12/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.