Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Lavoratori immigrati in Italia: Il fenomeno dell'overqualification e l'esclusione dalle qualifiche più elevate

Il fenomeno di cd. overqualification in Italia assume caratteristiche peculiari rispetto al contesto europeo. La nostra analisi è incentrata sulla propensione degli stranieri (distinti fra cittadini europei ed extracomunitari) a occupare qualifiche professionali medio-basse nonché a svolgere lavori manuali rispetto ai cittadini italiani; si analizza inoltre il differenziale salariale medio fra le categorie di cittadini. Operativamente, costruiamo dei modelli di regressione logistica per l'indagine sulle qualifiche e di regressione lineare per quella sui salari, controllando gli effetti della cittadinanza per sesso, età e istruzione. Osserveremo che entrambi i gruppi di stranieri presentano a parità di qualifica uno svantaggio salariale simile, mentre gli extracomunitari vengono occupati in basse qualifiche con una probabilità maggiore rispetto agli europei. Considerando il livello d'istruzione degli stranieri (piuttosto simile a quello degli italiani), confermeremo l'esistenza e l'estensione del fenomeno di overqualification fra i lavoratori immigrati in Italia, nonché lo spreco di capitale umano che ne consegue.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione Il fenomeno di cd. ‘overqualification’ in Italia assume caratteristiche peculiari rispetto al contesto europeo. Per overqualification s’intende la situazione in cui si è sovra-istruiti e/o il possedere competenze professionali maggiori rispetto a quelle necessarie per svolgere un determinato lavoro. Si tratta di un fenomeno di missmatch fra domanda e offerta di lavoro in cui i lavoratori finiscono per accettare occupazioni a mansioni inferiori che non valorizzano a pieno le loro capacità produttive, spesso frutto di sforzi e investimenti, in tempo e denaro, per il periodo di formazione. L’overqualification può assumere dimensioni diverse (e riguardare tipologie differenti di lavoratori) da paese a paese. Esso, infatti, risulta fortemente legato alla struttura interna del mercato del lavoro, al sistema produttivo e al cosiddetto ‘assetto di welfare’. Un’analisi dell’Eurostat 1 nell’ambito della Labour force survey fornisce gli indicatori di overqualification per tutti i 27 paesi europei, permettendoci di illustrare sinteticamente la peculiarità del caso italiano. Tabella 1. Overqualification rate by groups of country of citizenship, age groups and sex, 2010 (%) Total population Foreigners Of which EU citizens extraUE age 20-64 of which age 20-64 of which age 20-64 of which Age 20-64 of which 25-54 55-64 25-54 55-64 25-54 55-64 25-54 55-64 EU27 21 21 16 38 38 31 29 29 22 46 46 41 EU uomo 20 20 16 33 33 25 24 24 17 42 42 35 EU donna 22 21 17 43 42 38 34 34 29 51 51 48 IT 17 18 8 61 61 62 34 34 29u 77 77 79 IT uomo 14 15 6 61 63 33u 31 31 : 76 78 49u IT donna 20 21 10 61 59 81 36 36 : 78 76 95 Fonte: Eurostat, Labour force survey, 2010 1 Scaricabile dalla pagina web: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/employment_social_policy_equality/migrant_integration/indicators

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Jorge Andres Herrera Romero Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 995 click dal 20/12/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.