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Medicina Interculturale. L'Assistente Sociale cosmopolita in ambito sanitario

Con il presente lavoro di tesi intendo mettere l'accento sull'importanza che ricopre la figura dell'assistente sociale ospedaliero nella realtà odierna, caratterizzata dalla contemporanea presenza di etnie diverse l'una dall'altra.
Troppo spesso i termini multiculturale/ multiculturalismo e interculturale/ interculturalismo vengono erroneamente alternati come se fossero sinonimi. E' bene sapere che il primo prevede incomunicabilità e distacco tra le diverse culture, mentre il secondo vuole la loro convivenza pacifica e pone l'accento sulla relativizzazione del proprio punto di vista nel rapporto con persone di cultura diversa: io do' un po' di me e ricevo un po' dell'altro.
L'Assistente Sociale, dunque, è chiamata ad aprire la propria mente - e dunque i metodi di lavoro - non in senso multiculturale, bensì interculturale, portando verso questa direzione anche gli altri professionisti sanitari che si relazionano al malato straniero. Il compito dell'Assistente Sociale Ospedaliero è quello di sviluppare nei medici la convinzione che lo straniero ha il diritto di farsi capire secondo la sua cultura: per questo motivo è la figura che meglio rappresenta un ponte tra malati stranieri e personale sanitario.
Ho scelto di impostare l'elaborato nel seguente modo: dopo una breve premessa sulla differenza sostanziale dei termini " multiculturale" e "interculturale", nel primo capitolo ho voluto, da una parte, gettare le basi teoriche derivate dall'antropologia medica, e dall'altra rendere da subito il tema il più concreto possibile attraverso la narrazione di due storie di malati stranieri alle prese con medici occidentali.
Nel secondo capitolo ho approfondito il tema della comunicazione interculturale, sotto il profilo della comunicazione non verbale e del consenso informato, chiedendomi rispetto a quest'ultimo tema quanto sia realmente " informato" un consenso richiesto a persone che hanno schemi mentali e vissuti estremamente diversi dai nostri.
Il terzo capitolo è dedicato interamente alla figura dell'Assistente Sociale ospedaliero che si trova a dover lavorare in una società multietnica: dopo aver preso in esame gli articoli più significativi del Codice Deontologico, spiego quali sono i problemi -pratici e personali- dello straniero ad avvicinarsi ai Servizi; infine l'ultima parte del capitolo è dedicata alla Mediazione culturale ed è qui che riporto un'intervista fatta ad una mediatrice culturale dell' Ospedale di Parma.
Il quarto ed ultimo capito di questo elaborato descrive il Progetto Formativo "Mediazione di sistema e profili di responsabilità medico- legale: laboratorio di apprendimento riflessivo": questo Progetto, voluto dall'Azienda Ospedaliero- Universitaria di Parma, ha come obiettivo generale quello di ridurre le ingiustizie nell'accesso ai servizi, nell'utilizzo dei servizi e nelle qualità delle cure per gruppi di utenti vulnerabili per diversa appartenenze culturale.
La metodologia didattica prevede la divisione in tre moduli, ognuno dei quali è costituito da un parte teorica ( due lezioni interattive in aula tenute da docenti sia di area giuridica e medico- legale di area antropologica) e da una parte di formazione sul campo con l'affiancamento di antropologi/ tutor.
Per questioni di tempistiche universitarie io ho potuto seguire solo le lezioni teoriche e purtroppo ho preso parte solamente a quelle del primo modulo relative ai presupporti teorico concettuali.

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1 Introduzione La scelta di trattare questo argomento è dovuta ad una concatenazione di eventi quasi casuale. Ho iniziato con seguire il corso di Diritto Interculturale tenuto dal Professor Mario Ricca: tale corso rientra nella proposta di "materie a scelta" che la Commissione Didattica del Corso di Laurea mette a disposizione degli studenti. Maggiori erano le lezioni che seguivo, maggiore era il mio interesse per gli argomenti trattati e così ho preso in considerazione l'ipotesi di fare un lavoro di tesi sull'importanza della conoscenza delle culture. Dopo qualche mese ho iniziato il periodo di tirocinio presso l'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Parma, dove ho potuto osservare come il rapporto con i pazienti stranieri fosse gestito tramite un servizio di mediazione culturale improntato sulla traduzione linguistica.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Maria Vittoria De Stefano Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1845 click dal 10/02/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.