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In bilico tra lingua madre e lingua seconda. Analisi e traduzione dello sdoppiamento linguistico di Antonio Tabucchi in Requiem

Lo scrittore Antonio Tabucchi ha vissuto la strana esperienza di sognare in una lingua diversa dalla sua lingua madre. A partire da questo sogno, l'autore si è ritrovato a scrivere un libro, Requiem, non in italiano ma in portoghese. Particolare interesse deriva da quest'accadimento poiché, all'analisi, risulta che mai prima un autore ha scritto un'opera in una lingua che non era una lingua madre o una delle lingue che appartenevano ad un contesto culturale bilingue.

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8 INTRODUZIONE L’idea di questo lavoro è nata quando mi sono imbattuta in un’intervista in cui Antonio Tabucchi parlava della sua strana esperienza di sognare in una lingua che non era la sua lingua madre. Questo strano sogno fatto in un’altra lingua, il portoghese, aveva guidato lo scrittore verso la scrittura di un libro, Requiem. Ben presto, mi sono resa conto che il caso di Tabucchi è un caso atipico. A proposito della scrittura di un’opera in una lingua seconda, si possono citare scrittori che, avendo genitori di origini differenti, sono per forza di cose bilingue, scrittori che, trasferitisi da bambini in altri paesi, hanno acquisito un’altra lingua che in qualche modo è diventata primaria, scrittori che, emigrati, hanno adottato la lingua di un altro popolo e poi ne hanno fatto la loro lingua letteraria, scrittori che, come già sapevo, avendo subito una colonizzazione, hanno mantenuto dei legami con la lingua coloniale, continuando per vari motivi ad utilizzarla anche dopo la liberazione. Ma casi simili a quello di Tabucchi non erano contemplati. Non potevo più analizzare un “semplice” caso di scrittura in un’altra lingua ma ero quasi costretta ad analizzare l’inclassificabilità di un caso. Tabucchi non era figlio di genitori appartenenti a due etnie differenti e i suoi genitori non parlavano altre lingue al di fuori dell’italiano; non ha subito una colonizzazione; è emigrato in Portogallo, questo si, ma non era un migrante qualsiasi, e non perché non è andato lì all’avventura adattandosi a fare lavori umili, ma perché non aveva alle spalle storie simili a quelle che normalmente spingono alla migrazione e accomunano molti scrittori migranti.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Rosa Iovino Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.