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Trattamento riabilitativo dei disturbi dell'equilibrio

L'equilibrio può essere definito come la programmazione ed il mantenimento degli adeguati rapporti tra il corpo, i suoi segmenti e l'ambiente.
Il sistema dell’equilibrio è composto da organi di percezione periferici (apparato cocleo-vestibolare, visivo e sistema somatosensoriale), da centri di integrazione sottocorticali e corticali e dal sistema efferente piramidale.
La prevalenza dei disturbi dell'equilibrio nella popolazione è del 5-10%, con maggiore frequenza negli individui con più di 40 anni. Si possono distinguere sindromi vestibolari centrali e periferiche e sindromi posturali, caratterizzate da quadri clinici e strumentali peculiari.
La valutazione clinica prevede un accurato inquadramento diagnostico ed un approccio terapeutico articolato, che integri terapia farmacologica e strategie motorie di compenso, che la riabilitazione contribuisce a rendere efficaci ed efficienti, anche se non sempre del tutto risolutive.
L’approccio riabilitativo integrato si avvale di tecniche di rieducazione vestibolare e posturale, terapia manuale, tecniche di facilitazione neuromotoria e terapie strumentali, che sfruttano i diversi meccanismi di recupero intrinseco all’organismo.
Sono riportati i dati relativi a 3 casi clinici seguiti durante il mio periodo di tirocinio, a mio parere esemplificativi della complessità clinica dei pazienti con problematiche dell’equilibrio.

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INTRODUZIONE Fino agli albori del XX secolo il corpo umano era soggetto esclusivamente alla forza di gravità e ad accelerazioni di modesta entità; il progresso tecnologico nel campo dei mezzi di trasporto, ed in particolare del settore aerospaziale, ha reso necessario un progressivo adattamento del nostro organismo a stimoli quantitativamente e qualitativamente anomali. Il complesso sistema che regola la funzione dell'equilibrio si basa su un insieme di strutture, strettamente interagenti tra loro, in grado di generare risposte multimodali alle stimolazioni ambientali, per garantire la corretta collocazione del corpo nello spazio e dei vari segmenti corporei tra loro. A tale scopo intervengono meccanismi di retroregolazione (feedback) e di controllo predittivo (feedforward) che consentono adattamenti automatici a modificazioni interne od esterne all'organismo. Il sistema è soggetto a fenomeni di preferenzialità, fatica e abitudine, ovvero predilige condizioni ergonomiche di massima stabilità, e rispetta tre regole fondamentali: totalità, cioè al variare di una singola componente, cambiano anche tutte le altre; equifinalità, per cui i singoli sottoinsiemi producono effetti simili; calibrazione, che prevede per tutte le variabili un determinato valore soglia (1). Si può definire come postura la posizione assunta dal corpo in ogni istante, che corrisponde alla risultante di un insieme di risposte organiche alle stimolazioni ambientali, derivanti dall'assetto osteo-artro-muscolare e dalle condizioni cognitive e psicologiche dell'individuo (2), Tenuto conto che questa non corrisponde mai ad un assetto statico, poiché siamo continuamente soggetti all'azione di forze esterne, prima tra tutte la forza di gravità, ne deriva come la postura ideale sia quella che coniuga il 1

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Valerio Bezzeccheri Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.