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L'eccellenza nell'ISD ponderata dalla competitività del sistema regionale: il caso "Sardegna - Umbria" - Una proposta di modello per l'analisi statistica su base territoriale: "ISCGR"

Questo lavoro fu ideato e sviluppato nell’ambito dell’esperienza svolta come tirocinante presso l’Osservatorio Economico (OE), Ex-Agenzia Governativa Regionale, soppressa nel Febbraio 2011.
L'OE era l'organo tecnico-specialistico della Regione Sardegna in materia di elaborazione statistica e in tale veste svolgeva le attività di rilevazione, analisi, diffusione e archiviazione dei relativi dati. Ad esso era affidata in via esclusiva la responsabilità di curare i rapporti con l'ISTAT e con gli altri organi del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN).
Dal 1991 l'OE svolgeva una costante attività di produzione di studi e lavori di ricerca in ambito statistico ed economico; tra questi la Pubblicazione annuale “Imprese guida in Sardegna” che, dal 2007, presentava anche una graduatoria delle imprese c.d. “eccellenti”.
Tale Pubblicazione propone i benchmark delle imprese regionali emersi dall’applicazione del modello d’analisi statistica multivariata ISD (Indice Sintetico di Dinamicità), ideato e implementato all’interno dello stesso OE già dal 2002.
L’ISD è uno strumento volto ad esprimere un giudizio qualitativo (c.d. Livelli di Bontà della Gestione) sull’attitudine delle imprese sarde a distinguersi per alti livelli di performance nella gestione aziendale.
Il modello associa le suddette valutazioni qualitative a un indice quantitativo di sintesi (c.d. ISD), calcolato come combinazione lineare di sei indici di bilancio.
Pertanto, l’ISD e la relativa Pubblicazione sono strumenti d’analisi volti a misurare e ordinare in un ranking le performance delle imprese sarde sulla base dei relativi record di bilancio, offrendo così ai vari stakeholder un report annuale sulla competitività del tessuto economico-produttivo della Regione.
Tuttavia, prima della suddetta sopressione, all’interno dell’OE era stato scelto come obiettivo per il futuro quello di porre le basi per un’evoluzione dell’ISD, in modo tale che, sulla traccia di altri lavori d’analisi su base territoriale, già pubblicati a livello nazionale e internazionale, si giungesse alla costruzione di un indice più articolato e in grado di fornire uno spaccato più ampio della competitività regionale (capace di considerare anche dati tipicamente extra-contabili, quali del tipo infrastrutturali, socio-economici, ambientali, materiali e immateriali), soprattutto allo scopo di configurare per i policy maker scenari propedeutici a politiche di sviluppo.
Dato l’obiettivo, il presupposto iniziale del Tirocinio, nonché di questa Tesi, fu quello di offrire un contributo, secondo un approccio tipicamente manageriale/aziendalista, alla ricerca, all’analisi e alla selezione d’indicatori riconducibili alle suddette tipologie.
Tuttavia, durante il lavoro di ricerca bibliografica, per via delle conseguenti riflessioni e analisi, l’autore di questa Tesi ha ritenuto metodologicamente impraticabile l’obiettivo d’implementare un unico indice in grado di valutare simultaneamente la bontà della gestione delle imprese sarde e le condizioni ambientali del territorio in cui esse operano; ciò avrebbe comportato infatti la necessità di confondere in unica stima la valutazione dell’oggetto di calcolo originario nell’ISD (ossia le performance gestionali delle imprese sarde) con la valutazione del contesto dal quale il dato stesso è stato estrapolato (la competitività della Regione); contesto che, riguardando parimenti tutte le imprese indagate, non può influenzarne le performance se non in egual misura.
Riconsiderando infine i limiti imposti dalle metodologie adottate nei vari modelli studiati rispetto all’obiettivo prefissato in questa Tesi, piuttosto che modificare la struttura dell’ISD, si è ritenuto più opportuno procedere alla creazione di un nuovo e distinto modello, costruito ad hoc e focalizzato sull’analisi della competitività dei territori regionali, da applicare exante ed in maniera propedeutica a neutralizzare i punti di debolezza intrinsecamente connessi con la natura dell’ISD.
In tal modo fu possibile stilare un ranking sulla competitività relativa generale delle Regioni italiane e giungere all’individuazione di quella che, presentando condizioni socio-economiche ed ambientali simili alla Sardegna, si prestasse favorevolmente a un confronto con la stessa. Una volta individuato il territorio simile è stato possibile applicare l’ISD a un contesto più ampio, così da produrre un giudizio sulla gestione delle imprese sarde implicitamente misurato dalla competitività relativa della Regione stessa.

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5 INTRODUZIONE Nel primo capitolo del presente lavoro verrà esposta la descrizione del modello ISD, con particolare attenzione ai limiti dello stesso; nel secondo verrà presentata una rassegna dei principali modelli (e relativi indicatori) per la valutazione della competitività su base territoriale tra quelli rintracciati in letteratura. Nel capitolo terzo verrà proposto un modello d’analisi della competitività dei territori regionali nazionali costruito ad hoc per i fini principali della tesi e derivato sulla base dei suddetti; infine, nell’ultimo capitolo, applicando il modello ISD, verrà effettuata un’analisi comparata tra le imprese sarde e quelle operanti nella regione italiana che, a partire dalle valutazioni emerse dall’applicazione del modello di cui al capitolo terzo, più di ogni altra presenta caratteristiche di competitività simili a quelle della Sardegna. Quest’ultima parte del lavoro sarà dunque finalizzata ad osservare quante e quali imprese, tra quelle che venivano considerate “eccellenti” rispetto al solo contesto territoriale sardo, sono in grado di mantenere tale livello di performance di fronte al benchmarking con le imprese operanti in un contesto territoriale caratterizzato da condizioni simili.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Pierluigi Ariu Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 162 click dal 07/04/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.