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La biblioteca scolastica: promozione della lettura e cultura del libro

Informazioni tesi

  Autore: Arianna Costantini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Antonella Nuzzaci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

Le biblioteche scolastiche hanno una storia piuttosto travagliata; esse non hanno mai goduto di particolari attenzioni e sono state considerate troppo sovente un qualcosa di accessorio piuttosto che strutture utili per uno svolgimento adeguato dei processi educativi e per l’alfabetizzazione. Eppure l’educazione alla lettura è uno dei principali obiettivi che la scuola primaria dovrebbe perseguire! La prima ragione della scarsa considerazione di cui godono le biblioteche scolastiche è di ordine culturale, in quanto la scuola stessa e gli organi politico-amministrativi da cui dipende non hanno ancora assunto piena consapevolezza del ruolo strategico che tali strutture potrebbero avere nei processi alfabetici, sia a supporto della didattica, sia in funzione dell’information literacy, sia nell’ambito della promozione della lettura. Una seconda ragione è il mancato riconoscimento della figura qualificata del bibliotecario scolastico e infine la mancanza di un quadro legislativo organico relativo all'organizzazione e al funzionamento delle biblioteche scolastiche.
Nel presente lavoro vengono descritti compiti e funzioni della biblioteca scolastica come luogo di apprendimento, che favorisce fin dai primi anni di scuola l’abitudine alla lettura, quale strumento di diffusione delle idee e di crescita umana e sociale dell’individuo, in vista della lifelong learning. La scuola, in qualità di agenzia formativa per eccellenza, svolge un ruolo centrale in questo processo di acquisizione e la biblioteca è parte integrante di quei servizi essenziali che non possono mancare. Si è voluta focalizzare l’attenzione non tanto sulle funzioni di consultazione, informazione e documentazione della biblioteca scolastica nell’ambito dell’information literacy, quanto su come essa si configuri quale ambiente di eccellenza per la promozione della lettura e della formazione di quella che si può chiamare “cultura del libro”.
Il presente lavoro è strutturato in quattro capitoli.
Nel primo capitolo si ripercorrono i principali momenti storici che hanno portato alla trasformazione della biblioteca facendo riferimento alla normativa più significativa: dalle prime biblioteche, con l’esclusiva funzione di conservazione e accesso ai pochi eruditi, alle public library con le quali si ottenne libero accesso alle strutture bibliotecarie facendo della cultura una risorsa per tutti. Si prosegue con consorzi, comitati, federazioni e associazioni che si sono distinti per la loro influenza sulle biblioteche popolari e scolastiche e infine la nuova idea della biblioteca che si afferma negli anni ’70 del Novecento parallelamente allo sviluppo della nuova concezione della scuola. Il capitolo si chiude con un quadro statistico odierno sulle biblioteche scolastiche.
Il secondo capitolo presenta: un paragrafo che descrive ruolo, funzioni, struttura e caratteristiche di una biblioteca scolastica; un paragrafo sulla promozione della lettura nella biblioteca scolastica; dei dati ISTAT sulla lettura; un paragrafo sul concetto di “cultura del libro” con cui si opera un confronto con la “cultura dei nuovi media” e si sviluppano alcune riflessioni sul libro inteso come strumento di democratizzazione culturale.
Nel terzo capitolo vengono illustrati i risultati di una esplorazione condotta nelle scuole primarie nel territorio del comune di Città Sant’Angelo (PE), usando come strumento l’intervista. L’indagine riguarda la presenza e il tipo di organizzazione di biblioteche scolastiche e bibliotechine e indaga sulla percezione che gli insegnanti hanno delle stesse. Una prima parte è tesa a spiegare le ragioni dell’indagine; una seconda parte a descrivere la realtà sociale, economica e culturale del territorio considerato; una terza parte a mettere in luce l’approccio metodologico dello studio. Infine vengono illustrati e commentati i risultati, fornendo una panoramica territoriale sull’impegno di scuole e insegnanti nel campo della promozione della lettura (tramite biblioteche scolastiche e bibliotechine) e vengono riportate le idee e le concezioni dei docenti in merito alle potenzialità educative della biblioteca scolastica.
Nel quarto e ultimo capitolo, in linea con le basi teoriche della tesi, si svolge la parte progettuale avente come tematiche l’ascolto, la lettura, il libro e la biblioteca, che appaiono attraversate da un fil rouge che dallo sviluppo delle basi della lettura (ovvero il saper ascoltare e il saper leggere) conduce, tramite esperienze significative, alla conoscenza del libro (in senso ampio), alla valorizzazione delle biblioteche come istituzione e servizio (tramite quella scolastica) fino ad arrivare allo sviluppo del piacere e dell’interesse per la lettura; il tutto nell’ottica della lifelong learning. In questo modo l’intervento è diretto, da un lato, ad investire sull’abitudine e sul piacere della lettura (con le fasi dell’ascolto e della lettura) e, dall’altro, ad offrire gli strumenti del leggere (con le fasi del libro e della biblioteca).

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7 CAPITOLO PRIMO LA BIBLIOTECA SCOLASTICA NEI PROCESSI DI ALFABETIZZAZIONE CULTURALE “La società che investe in biblioteche per i suoi ragazzi, investe nel suo stesso futuro” (International Association of School Librariaship-IASL, Dichiarazione sulle Biblioteche Scolastiche, 29 settembre 1993) 1. Dalle prime biblioteche alle public library angloamericane: da luoghi di conservazione a centri di fruizione del libro. Con l’incremento della produzione di opere e documenti, raccogliere e catalogare in appositi luoghi divenne per l’uomo una necessità. I luoghi deputati a svolgere queste funzioni furono le biblioteche. L’origine del termine biblioteca deriva dall’unione di due parole greche: Βιβλίον (opera) e θήκη (teca, ripostiglio). Le bi- blioteche delle più antiche civiltà (assiro-babilonesi, greche e romane) svolgevano infatti le funzioni dell’archivio di stato. Erano annesse ai templi o ai palazzi reali, istituite da uomini dotti e bibliofili, ricche di opere su tavolette, papiri o pergame- ne, e perfino depositarie di opere bottini di guerre. Durante l’età ellenistica (IV-II sec. a.C.) le biblioteche non rappresentavano più so- lo un semplice luogo di raccolta e catalogazione di volumi ma divennero dei veri e propri centri culturali. La più importante era quella di Alessandria, fulcro di ricer- che, confronti e dibattiti di studiosi e uomini illustri, i soli a cui la biblioteca era ac- cessibile. Con le minacce barbariche e la diffusione del cristianesimo e la conse-

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