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La via dell'empowerment in servizi di outreach e prossimità

Nel corso della trattazione l’attenzione è posta in particolar modo sul concetto di empowerment verso i target individuati negli interventi di bassa soglia in un’ ottica di prevenzione, riduzione del danno e riduzione del rischio.
Per dimostrare la validità della modalità di intervento, per descrivere al meglio questo tipo di approccio nella relazione d’aiuto ho utilizzato il metodo dell’indagine qualitativa attraverso interviste semi e non strutturate ad operatori del privato sociale, ad operatori pubblici, operatori pari, operatori grezzi le cui esperienze si muovono lungo tutto il territorio nazionale. I risultati della ricerca pongono in evidenza diversi aspetti emergenti da esperienze e progetti maturati ed esperiti nel corso degli ultimi 20 anni.
L’interesse verso questa tipologia di lavoro socioeducativo e socioassistenziale parte dall’osservazione che troppo spesso i servizi sociali tradizionali non riescono a fornire risposte adeguate a bisogni emergenti, a disagi emergenti, ad una generazione segnata della crisi. Il lavoro qui presentato, infatti, analizza contesti e individui in un rapporto costantemente dialogico con l’evoluzione storica e le scelte economiche e politiche dalle quali non può isolarsi una sola constatazione ma molteplici fenomeni che spesso si intrecciano in un unico individuo. Non si può non prendere in considerazione - l’ormai assunto - fenomeno di distanza tra la politica e il cittadino con il suo graduale ripiegamento nella vita privata, segnata anch’essa da ansie e patologie derivanti da insicurezza e precarietà. ..
Il lavoro di outreach, "abbassa la soglia", ribalta l’idea tradizionale di organizzazione ordinaria delle istituzioni pubbliche, del governo locale, della burocrazia in cui il sistema di relazioni è strutturato in modo tale che ci si aspetta che il cittadino/utente acceda ai servizi offerti. In questo caso non è il cittadino che si muove verso lo sportello ma è lo sportello (l'istituzione) che si muove verso il cittadino.
Un approccio di outreach è dunque considerato particolarmente indicato nelle politiche e negli interventi a favore di gruppi svantaggiati(homeless, sexworkers, tossicodipendenti).L’esempio più immediato si riferisce a servizi sperimentali e innovativi organizzati nel lavoro di strada con unità mobili e chillout rivolti a persone che vivono situazioni di disagio e che ben difficilmente avvicinerebbero un servizio nel suo luogo formale.Il lavoro di outreach è essenzialmente un metodo di ascolto che si accompagna all’idea di prossimità come presenza costante e ricorsiva nei contesti socio-urbani e socio-abitativi per facilitare l’accompagnamento e l’orientamento ai servizi e alle opportunità sul territorio, nonchè sviluppare reti sociali tra i destinatari e migliorare il rapporto con le Istituzioni.
Monitoraggio, prossimità, partecipazione, outreach ed empowerment sono i principali strumenti metodologici nei servizi di bassa soglia. Il lavoro di outreach può esser fatto ovunque, strade,rave, feste, concerti, bar, bordelli, bar, internet e tutti i possibili luoghi di aggregazione e di rischio con una centratura sulla prevenzione, una centratura sulla devianza e sull’emarginazione, una centratura sulla partecipazione sociale e politica.
Attivare e sostenere azioni di empowerment sui diversi piani specificati significa restituire potere e dunque successivamente restituire responsabilità. Trattasi di una sfida ardua, tutt’altro che di facile applicazione nonostante non sia di tecnicismo (seppur importante) che abbia bisogno ma di operatori la cui formazione e attitudine non può prescindere dal coraggio di schierarsi contro le ingiustizie laddove la situazione lo richiedesse e dalla capacità di trasformare i problemi in risorse possibili.
Una sfida che peraltro ambisce a produrre nuovi orizzonti di senso ad una figura ed un ruolo sempre più banalizzato ma sempre più investito di responsabilità, l’assistente sociale.
L'outreach è uno strumento utilizzato in processi di progettazione partecipata e nell'ambito delle politiche pubbliche, è una risorsa il cui utilizzo e le cui finalità potrebbero garantire una migliore gestione delle risorse economiche nel tempo, sottrarre le politiche di welfare state dalla loro inefficacia, dalla loro incapacità di distribuire denaro e servizi a coloro che ne hanno bisogno e che, spesso, creano ulteriori dipendenze sul piano burocratico. Un welfare basato su diritti di cittadinanza è un sistema che rende centrale il benessere e la qualità della vita delle persone.

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Pagina 1 PREMESSA La presente trattazione è il frutto di un mio interesse conoscitivo maturato durante il tirocinio universitario presso il servizio socio-culturale di Casamassima attraverso il quale mi è stata data la possibilità di partecipare ad un corso di formazione per operatori di strada nell’ambito del piano di zona di Gioia del Colle denominato PartecipAttivazione seguito da uno stage in Piemonte presso le strutture del Gruppo Abele. L’attenzione è posta in particolar modo sul concetto di empowerment verso i target individuati negli interventi di bassa soglia in un’ ottica di prevenzione, riduzione del danno e riduzione del rischio. Il lavoro qui presentato si compone di quattro parti utili a guidare il lettore nell’articolato (se non difficile) tentativo di persuasione all’utilizzo di prassi sperimentali nei vari contesti sanitari, sociali, educativi e pedagogici. Una sfida, dunque, che ambisce sia a presentare e raccontare un tipo di intervento che non può prescindere dalla formazione e dalle attitudini dell’operatore, sia a restituire nuovi orizzonti di senso ad una figura ed un ruolo sempre più banalizzato ma sempre più investito di responsabilità, l’assistente sociale. La ricerca, di tipo qualitativo, si basa su esperienze pluriennali di operatori privati, pubblici, operatori pari, operatori grezzi verificate su tutto il territorio nazionale. Le interviste pur essendo partite da un quesito specifico 'empowerment nei servizi di bassa soglia' non ha voluto limitare la narrazione degli intervistati sia per comprenderne pienamente il linguaggio e i metodi utilizzati e le conseguenti o possibili criticità sia per lasciare un documento scientifico agli eventuali interessati (stakeholders). L’interesse verso questa tipologia di lavoro socioeducativo e socioassistenziale parte dall’osservazione che troppo spesso i servizi sociali tradizionali non riescono a fornire risposte adeguate ad una generazione della crisi, nella crisi e in crisi. Il lavoro qui presentato,

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marianna Cataldo Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.