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Il bilancio partecipativo nel comune di Modena: nascita, evoluzione e stato d'arte

Informazioni tesi

  Autore: Alida Atella Maiolo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: ECONOMIA E LEGISLAZIONE DELLE IMPRESE
  Relatore: Luca  Bartocci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

Con l’influenza del New Public Management si è diffusa la convinzione della necessità di responsabilizzare la pubblica amministrazione, attraverso l’implementazione di sistemi in grado di legare l’attività svolta con i risultati ottenuti, definiti tecnicamente performance. Massimizzare il valore delle performance ottenute è molto complicato all’interno di un ente pubblico, ciò a causa della vasta entità degli stakeholder (individui o gruppi che possono influenzare o essere influenzati dal raggiungimento degli obiettivi di un’organizzazione ) e degli interessi divergenti. Il carattere altamente diversificato delle politiche e dei servizi pubblici che gli enti locali si ritrovano a soddisfare implica la necessità di trovare tecniche più mirate che permettono di essere più vicini al cittadino. In quest’ottica si inseriscono i meccanismi di rendicontazione sociale tecnicamente definito come l’insieme di tecniche o strumenti (es.: bilancio partecipativo, sociale, di mandato) utilizzate per rendere conto a qualcuno (stakeholder) delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo . Rappresentano metodi che permettono alle amministrazioni pubbliche di ritrovare la propria identità, riaffermando la propria natura di attori sociali e di istituzioni finalizzate alla salvaguardia dell’interesse comune (Tanese 2004). Partendo da uno studio che ha analizzato 110 province italiane nel periodo 2006-2011 sono state individuate le variabili che influiscono in questi processi: il periodo di riferimento, l’area di rendicontazione, il coinvolgimento degli stakeholder e i confini istituzionale. Partendo da questi fattori si possono evidenziare la differente utilizzazione degli strumenti dimostrando come: il 57% utilizzano un bilancio sociale, il 36% un bilancio di fine mandato, l’11% un bilancio di genere, il 7% un bilancio partecipativo e il 4% un bilancio ambientale (in alcuni casi esiste una convivenza di più strumenti contemporanei, come nella Provincia di Cosenza dove sono presenti sia i bilanci sociali, sia quello di mandato ) .
Modena dal 2004, ha deciso di attuare i bilanci partecipativi, per rispondere alla necessità di rendicontare e razionalizzare le risorse. Diversamente dalle altre città rappresenta un esempio di come si possono evolvere queste tecniche in quanto si passa da un modello di prima generazione, a progetti più mirati nelle tematiche e che ricercano una maggiore qualità della partecipazione. In queste pagine, si riprenderà la storia di Modena da come ha iniziato la sperimentazione, al processo di implementazione soffermandosi sulle tecniche utilizzate per ascoltare il cittadino e renderlo partecipe. È interessante analizzare come è avvenuta questa “trasformazione” e capire se è stata positiva o negativa, se i risultati sperati sono stati ottenuti o se è stato un esperimento fallimentare. Si cercherà di capire se il bilancio partecipativo, inizialmente, ed i progetti partecipativi, in seguito, sono riusciti a cambiare l’evoluzione socio-economica della città attenuando gli effetti della crisi o se sono stati solo uno strumento di attività politica. Si analizzerà cosa è stato concretamente realizzato e cosa è rimasto solo un progetto.

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3 INTRODUZIONE La produttività della pubblica amministrazione negli ultimi anni è al centro del dibattito politico, per le sue implicazioni organizzative, sociali e morali. Le amministrazioni pubbliche, diversamente dalle imprese, sono chiamate per missione istituzionale a soddisfare i bisogni come fine immediato e non come finalità mediata (Borgonovi,1993), di conseguenza ciò che nel settore privato è affidato al gioco delle forze di mercato, nel settore pubblico è affidato all’intervento politico ed istituzionale. Nell’ultimo decennio sono state promossi molti mezzi per controllare nel miglior modo possibile le pubbliche amministrazioni, si pensi alle spending review, che consistono in analisi sistematiche della spesa pubblica seguite dall’emanazione di raccomandazioni in merito a come “spendere meglio” 1 . Con l’influenza del New public management si è diffusa la convinzione della necessità di responsabilizzare la pubblica amministrazione, attraverso l’implementazione di sistemi in grado di legare l’attività svolta con i risultati ottenuti, definiti tecnicamente performance. Massimizzare il valore delle performance ottenute è molto complicato all’interno di un ente pubblico, ciò a causa della vasta entità degli stakeholder (individui o gruppi che possono influenzare o essere influenzati dal raggiungimento degli obiettivi di un’organizzazione 2 ) e degli interessi divergenti. Il carattere altamente diversificato delle politiche e dei servizi pubblici che gli enti locali si ritrovano a soddisfare implica la necessità di trovare tecniche più mirate che permettono di essere più vicini al cittadino. In quest’ottica si inseriscono i meccanismi di rendicontazione sociale tecnicamente definito come l’insieme di tecniche o strumenti (es.: bilancio partecipativo, sociale, di mandato) utilizzate per rendere conto a qualcuno (stakeholder) delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo 3 . Rappresentano metodi che permettono alle amministrazioni pubbliche di ritrovare la propria identità, riaffermando la propria natura di attori sociali e di istituzioni finalizzate alla salvaguardia dell’interesse comune (Tanese 2004). Partendo da uno studio che ha analizzato 110 province italiane nel periodo 2006-2011 sono state individuate le 1 S. Calciolari “Gestione della pubblica amministrazione basata sui risultati: criticità, strumenti e prospettive” Azienda Pubblica, n. 4, 2009, p. 646. 2 E. Freeman, “Strategic Management: A Stakeholder Approach” 3 L. Hinna, “La rendicontazione sociale ed il bilancio sociale”

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