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Competenze legislative in materia ambientale. L'ambiente: da valore a “bene della vita materiale e complesso”

Informazioni tesi

Autore: Matteo Milia
Tipo: Diploma di Laurea
Anno: 2013-14
Università: Università degli Studi di Cagliari
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Amministrazione e Organizzazione
Relatore: FrancescaPubusa
Lingua: Italiano
Num. pagine: 22

La mancata menzione nell'originario testo costituzionale della parola “ambiente” e di disposizioni espressamente finalizzate alla sua tutela non ha impedito alla dottrina ed alla giurisprudenza, malgrado le difficoltà esegetiche incontrate, di rinvenirne il fondamento a partire dalla valorizzazione di altri dettami costituzionali, in particolare quelli espressi dagli articoli 9 e 32, riguardante la tutela del paesaggio il primo e la tutela della salute il secondo; quest'ultimo, in particolare, letto alla luce di quanto espresso dall'art. 2 della Costituzione, nella parte in cui sancisce il riconoscimento e la garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la propria personalità.
Il primo articolo a venire valorizzato ai fini della tutela ambientale è stato l'art. 9 che, al secondo comma, impone alla Repubblica la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione.

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I - Introduzione Il percorso che ha condotto all'affermazione della rilevanza giuridica della questione ambientale è stato lungo, tortuoso ed accompagnato da un intensa attività scientifico- dogmatica volta ad indagare il complesso rapporto tra ambiente e diritto. Le difficoltà incontrate, dalla dottrina prima e dalla giurisprudenza poi, nel conferire un sicuro fondamento giuridico alla tutela dell'ambiente, prendono avvio indubbiamente dalla assenza di elementi idonei a fornire sistematicità alla materia, a partire dalla mancanza tra i principi Costituzionali fondamentali di un esplicito riferimento all'ambiente, cui ancorare saldamente la sua tutela giuridica. Se da un lato tale mancato riferimento nella originaria stesura del testo costituzionale del 1948 è pienamente giustificato, data l'allora limitata sensibilità sociale per le tematiche inerenti la protezione dell'ambiente, la mancanza di una piena consapevolezza in riferimento ai rischi derivanti da un uso non accorto delle risorse naturali e la scarsa considerazione per effetti deleteri sulla salute che conseguono all'immissione di sostanze nocive nella biosfera, dall'altro tale perdurante mancanza appare meno giustificabile alla luce delle attuali conoscenze. Ciò detto, è da aggiungere che il legislatore costituzionale, con la legge cost. n. 3/2001, ha sì inserito un riferimento all'ambiente, ma solo riguardo alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni, affidando, con l'art. 117, secondo comma, lett. s), la “tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali” alla competenza esclusiva dello Stato e, con l'art. 117, terzo comma, la “valorizzazione dei beni culturali e ambientali” alla competenza concorrente delle Regioni, creando così ulteriori difficoltà interpretative. Citando le efficaci parole di Giampaolo Rossi, «la tutela dell'ambiente entra quindi nella Costituzione italiana, per così dire, “dalla finestra”, e cioè in relazione al riparto di competenze fra Stato e Regioni, anzichØ “dalla porta”, come sarebbe accaduto se fosse stata introdotta nella parte sui principi» 1 . Questo suo quantomeno particolare ingresso nel testo innovato dell'art. 117 della Costituzione ha causato sia un'impennata dei contenziosi in materia ambientale tra Stato e Regioni dinanzi alla Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi su tale argomento per «almeno 259 volte» 2 , sia favorito un atteggiamento, da parte del giudice delle leggi, apparso nel tempo non immune da oscillazioni e ripensamenti. Se in ogni caso si volesse ricercare un sottile “fil rouge” in questa cospicua opera di riassestamento delle competenze legislative in materia ambientale, portata avanti mediante le interpretazioni via via fornite dalla Corte, potrebbe probabilmente rinvenirsi nella progressiva limitazione delle competenze legislative delle Regioni in tale materia. Tendenza che potrebbe essere poi confermata in sede legislativa con la riforma costituzionale attualmente in preparazione, con la quale, se venisse confermato il suo impianto, verrebbe inferto un ulteriore colpo alle competenze legislative regionali in materia ambientale e non solo. 1 G. ROSSI , Le fonti, in Rossi Gianpaolo (a cura di), Diritto dell'ambiente, Torino, G. Giappichelli Editore, 2011. p. 44 2 G. TROV ATI, Ambiente, le competenze ritornano allo Stato, disponibile sul sito internet http://www.ilisole24ore.com (08 agosto 2014)

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Parole chiave

ambiente
costituzione
corte costituzionale
competenze
titolo v
art. 117 cost.
materie
contenzioso stato regioni
ecosistema, biosfera, salute,
art 9 art 32 art 2 cost

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