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Il Microcredito: Genesi, Percorsi e Possibilità di Sviluppo

Da che mondo è mondo la condizione necessaria per accedere al credito è sempre stata il possesso di garanzie; una richiesta giustificata dall'esigenza da parte di chi eroga il prestito di proteggersi dai rischi di perdite. Di fatto, però, una simile richiesta preclude l’accesso al credito a chi non possiede un capitale, a coloro i quali, in linea di principio, hanno un maggiore bisogno di accedervi.
Nel corso degli anni ’70 Muhammad Yunus ha avviato un programma di credito destinato esclusivamente ai poveri del suo paese, il Bangladesh. L’innovazione del progetto di Yunus, diventato poi vera e propria banca, è stata quella di mettere a punto una serie di meccanismi relazionali che hanno permesso alla banca di destinare i capitali gestiti ai più poveri, trasformando la consolidata relazione tra credito e garanzie patrimoniali. I risultati sorprendenti ottenuti dal “microcredito” nel corso degli ultimi decenni hanno fatto si che lo strumento raggiungesse anche le aree più industrializzate del pianeta, Italia compresa.
Ma quali sono gli obiettivi che le istituzioni coinvolte si propongono di raggiungere mediante l’uso di questo strumento? Quali le forme assunte, i contesti di riferimento, gli ambiti d’impiego? E come funzionano gli istituti di microcredito? Cosa li distingue dai tradizionali istituti di credito?
Nel tentativo di dare risposta a questi quesiti si è cercato di mantenere il focus su alcune proprietà ritenute centrali: i destinatari dei prestiti, le condizioni per l’accesso, il funzionamento delle istituzioni coinvolte. L’approccio scelto non è pero definibile sperimentale. Più che altro si è cercato col presente lavoro di fornire un quadro il più esauriente possibile che funga da supporto teorico a coloro che si occupano del tema, che “fanno microcredito”.
Nella prima parte del primo capitolo si narrerà il percorso che ha portato il microcredito da un villaggio bengalese al palazzo di vetro dell’ONU. L’obiettivo, raggiunto nella parte conclusiva del capitolo, è però quello di sciogliere alcuni nodi relativi all’uso della terminologia utilizzata. A tal fine è stato fatto ricorso alle definizioni fornite tanto dalle più autorevoli istituzioni coinvolte quanto dalla letteratura scientifica pertinente.
Soggetto dell’analisi condotta nel corso del secondo capitolo è la Grameen Bank (GB), la creazione di Muhammad Yunus, il primo istituto di microcredito nel mondo oltre che uno dei maggiori oggi operanti. In questa sede il funzionamento della GB è stato analizzato attraverso i destinatari individuati e i meccanismi che gli permettono di vantare determinati risultati (joint liability, rimborsi settimanali, la disciplina). L’analisi effettuata poggia sui risultati delle ricerche condotte da alcuni autorevoli studiosi di fama internazionale.
Il terzo capitolo è dedicato all’analisi delle forme che il fenomeno ha assunto nell’Unione Europea, distinguendo tra la posizione delle istituzioni comunitarie e quelle dei singoli stati membri. Il capitolo si concentra da una parte sulle azioni messe in atto dalle istituzioni europee finalizzate alla promozione e diffusione del microcredito nella CE; dall’altro, brevemente, sulle forme che il fenomeno ha assunto negli stati membri.
Nel quarto capitolo l’analisi penetra in Italia. In questa fase del lavoro, sulla base dei dati disponibili relativi ad alcune esperienze in atto, si è tentato di tracciare il profilo del modello che sta prendendo piede nel nostro paese. Anche per il nostro paese l’analisi gira intorno alle proprietà già individuate: i destinatari, le modalità di accesso (in primo luogo il tipo di garanzie richieste), l’identità dei soggetti coinvolti. Verranno poi affrontate alcune questioni ancora aperte: il ruolo delle banche, quello degli enti pubblici, i percorsi da seguire.
Infine il quinto capitolo riporta uno schema universale per la valutazione dei programmi di microcredito. Lo schema in questione, messo a punto da un equipe internazionale di docenti, è finalizzato alla valutazione dei programmi di microcredito realizzati indistintamente tanto nei PVS quanto nei paesi del “Primo Mondo".

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3 Introduzione Il credito ha da sempre ricoperto un ruolo centrale nello sviluppo di una comunità. La circolazione di denaro - medium per eccellenza delle relazioni sociali, insieme al diritto 1 - permette un aumento del suo volume ed una conseguente creazione di ricchezza. Nel corso dei secoli la condizione necessaria all’accesso al credito è stata la possibilità di fornire delle garanzie, cioè la dimostrazione di possedere una quantità di ricchezza che fosse almeno pari alla somma ricevuta. Una simile richiesta è giustificabile dal fatto che l’istituzione erogante, le banche in primo luogo, devono far fronte all’esigenza di proteggersi dal rischio di una mancata restituzione della somma elargita. Di fatto una simile richiesta preclude l’accesso al credito a chi non possiede un capitale, a coloro i quali, in linea di principio, hanno un maggiore bisogno di accedere al credito. 1 Agodi, Consoli, Pennisi, 2002.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giuseppe Enrico Torrisi Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

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