Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

''La Bohème'' di Giacomo Puccini fra simbolismo e scapigliatura

Nella Bohème di Puccini si riconosce uno spirito anticonvenzionale che si avvicina molto alla scapigliatura e alla bohème parigina degli anni trenta. Come nelle opere scapigliate, è presente il dualismo tra romanticismo e realismo che si traduce nel libretto dell’opera con la poesia sentimentale del poeta Rodolfo e il realismo macabro della malattia e morte della protagonista Mimì.
Puccini s’inserisce nell’evoluzione del teatro musicale della fine dell’Ottocento, e crea un linguaggio musicale che si rivela rivoluzionario. La musica armonizza gli elementi tradizionali con le nuove soluzioni drammaturgiche dell’opera verista, creando una nuova logica musicale. La perfezione dell’opera è raggiunta con la collaborazione dei librettisti scapigliati Illica e Giacosa che introducono un linguaggio variegato e innovativo che aderisce e viene sviluppato dall’intensità musicale di Puccini.

Mostra/Nascondi contenuto.
Premessa Nella Bohème di Puccini è possibile riconoscere accenni di diversi elementi letterari e artistici che riconducono alle temperie artistiche e intellettuali della seconda metà dell’Ottocento. In particolare, si riconosce uno spirito anticonvenzionale che si avvicina molto alla scapigliatura e alla bohème parigina degli anni trenta. Come nelle opere scapigliate, è presente il dualismo tra romanticismo e realismo che si traduce nel libretto dell’opera con la poesia sentimentale del poeta Rodolfo e il realismo macabro della malattia e morte della protagonista Mimì. Puccini s’inserisce nell’evoluzione del teatro musicale della fine dell’Ottocento, e crea un linguaggio musicale che si rivela rivoluzionario. La musica armonizza gli elementi tradizionali con le nuove soluzioni drammaturgiche dell’opera verista, creando una nuova logica musicale. La perfezione dell’opera è raggiunta con la collaborazione dei librettisti scapigliati Illica e Giacosa che introducono un linguaggio variegato e innovativo che aderisce e viene sviluppato dall’intensità musicale di Puccini. Il primo capitolo del mio lavoro (Le rivoluzioni letterarie della bohème), definisce lo spirito della bohème di Murger, da cui è tratta l’opera e le rivoluzioni letterarie che hanno portato ad una libertà d’espressione individuale; poi prosegue con la scapigliatura milanese. Al primo paragrafo del primo capitolo (Henri Murger e la bohème parigina), l’identificazione tra arte e vita (comune al tardo romanticismo e al movimento successivo dell’“l’art pour l’art”), corrisponde con l’auto-definizione di Rodolfo “In povertà mia lieta / scialo da gran signore / rime ed inni d’amore. / Per sogni, per chimere / e per castelli in aria / l’anima ho milionaria”. Mentre la figura letteraria ottocentesca della “femme fragile” trova una somiglianza e una realizzazione con la Mimì di Puccini. Invece, il paragrafo dedicato alla scapigliatura, descrive le tematiche scapigliate e le innovazioni del linguaggio. Il secondo capitolo (Puccini, fra scapigliatura, verismo e modelli francesi), espone le caratteristiche innovatrici della scapigliatura musicale, del verismo musicale italiano e dell’opera francese, in relazione con l’opera di Puccini: il contributo di questi modelli è fondamentale per La Bohème. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Flussi Cattani Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1685 click dal 28/07/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.