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L’analisi del reporting sociale: quattro casi a confronto

Attraverso l'analisi dei report sociali relativi a due anni anni differenti, s'intende esaminare e porre a confronto le politiche di responsabilità e di reporting sociale di quattro multinazionali (Apple e Samsung nel settore dell'informatica, Nestlè e Kellogg's nel settore alimentare). I confronti sono sia di tipo longitudinale (hanno cioè per oggetto i report redatti dalla medesima società in anni diversi), sia "orizzontali" (nel senso che sono comparati i report relativi allo stesso anno di due società diverse ma appartenenti allo stesso settore).
L'analisi verte in particolare sulla struttura dei report, sulla presenza o meno di informazioni inerenti la strategia dell'impresa, sull'esplicitazione di eventuali fatti o eventi negativi o di risultati inferiori alle attese, nonché sulla dichiarazione degli impegni per il futuro. Si cerca, inoltre, di verificare la veridicità dei contenuti dei report sociali ricorrendo ad altre fonti informative (per es., articoli di quotidiani e di riviste), quanto più possibile indipendenti, sulle medesime società.

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4 Introduzione Partendo dagli albori della terza rivoluzione industriale (1970) ad oggi lo sviluppo tecnologico ha raggiunto livelli inimmaginabili. Siamo quindi passati da poche limitate (e assai costose) produzioni singole artigiane alla nascita del mercato di massa, grazie a due precursori che inventarono la catena di montaggio (Taylor e Ford), fondatori dei modelli produttivi taylorista e fordista. A questo punto il problema fu quello di definire il valore di mercato delle merci prodotte, per essere sicuri di trarre un giusto guadagno dalla produzione industriale. Il modello taylorista e fordista puntavano all’ottimizzazione dei tempi e dei costi, mirando alla suddivisione molecolare dei compiti in modo da ridurre al minimo gli sprechi di tempo e la possibilità di errore. Il grande pensatore e filosofo tedesco Karl Marx ritenne, facendo una semplificazione, che il valore della merce doveva essere equivalente alle ore di lavoro necessarie per realizzare il prodotto. Successivamente assisteremo alla nascita delle grandi marche/multinazionali che determineranno un plusvalore sul prodotto dato dalla celebrità e dal prestigio del marchio. Un marchio famoso, come citato poc’anzi, per mantenere il vantaggio competitivo deve sapersi differenziare in maniera unica e inimitabile; taluni puntano sull’eccellenza del prodotto, sul prezzo, sul posizionamento strategico in settori di nicchia, su fornitori e mercati particolarmente vantaggiosi. Con il passare degli anni è nata l’esigenza, per i marchi più importanti, di dimostrare la trasparenza e la correttezza del proprio modo di operare, a differenza di altre aziende che adottavano soluzioni poco etiche per sbaragliare la concorrenza o semplicemente per abbassare i costi, in modo da poter conseguire profitti esorbitanti senza alcun rispetto per le persone e/o per l’ambiente circostante.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marco Sberveglieri Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 339 click dal 10/09/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.