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L'India del tè. Storia di una pianta e del suo impatto sulla cultura ed economia del Sud Asia

Il presente elaborato è innanzitutto il risultato di una ricerca intrapresa per interesse personale. Ciò che mi affascina del tè è la sua dimensione interculturale. Oggi è la bevanda più diffusa al mondo dopo l’acqua: dalla Cina, da cui ha origine, ha attraversato molti confini influenzando la cultura e le tradizioni delle civiltà che ha incontrato. Le sue numerose varietà e la sua storia riconducono ad un’unica pianta: la Camelia Sinensis. La presente ricerca intende fornire innanzitutto una panoramica generale di questa pianta. Poi si procederà ad analizzare la bevanda dal punto di vista storico-culturale. Oggi questa pianta continua a svolgere un ruolo essenziale nell’economia indiana. Circoscrivendo l’argomento di studio all’area geografica del Subcontinente indiano si illustrerà l’andamento dell’industria del tè nei vari territori di coltivazione, il procedimento di lavorazione dei tè neri indiani e l’espressione più popolare di questa bevanda: il masala chai. Verrà illustrato anche il lato amaro del tè: le condizioni dei lavoratori nelle piantagioni.

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1.1 Nomenclatura Il tè è il prodotto che si ottiene dalle foglie e dai germogli della pianta Camellia sinensis, della specie delle Theaceae, di cui esistono 2 varietà: la Camellia sinensis var. sinensis e la Camellia sinensis var. assamica 1 . La Camellia sinensis var. sinensis è la varietà più antica utilizzata per la coltivazione del tè ed è stata scoperta in Cina. E’ una pianta robusta che può crescere fino ai 6 metri di altezza, con foglie piccole e scure. Ha una buona resistenza sia al freddo che alla siccità e per questo è coltivata in zone con condizioni climatiche difficili come la Cina, il Giappone, l’Iran e la Turchia. La sua produttività è molto lunga e può superare i 100 anni. La Camellia sinensis var. assamica fu scoperta dal commerciante ed esploratore scozzese Robert Bruce nel 1823 nella regione di Assam, in India; le popolazioni locali erano già a conoscenza dell’esistenza di questa varietà, ma la scoperta da parte degli inglesi è un fatto molto importante per la storia del tè in India. E’ coltivata principalmente nel Subcontinente indiano, in Africa e Sri Lanka. Più adatta ad un clima tropicale, ha foglie più grandi e può crescere fino a 30 metri di altezza; cresce in zone con abbondanti precipitazioni ed è coltivata principalmente in pianura. In coltivazione la sua vita produttiva dura non più di 30-50 anni. Una volta scelta la pianta, le caratteristiche di una piantagione come il terreno, il clima, l’altitudine e la latitudine, sono fattori essenziali per la qualità del tè: la stessa pianta produrrà tè differenti in base alle condizioni in cui cresce, in quanto si adatta all’ambiente e le variazioni climatiche favoriscono lo sviluppo di profumi e aromi. La condizione ottimale sarebbe un terreno acido perché aiuta l’assorbimento dei principi nutritivi, ricco di minerali, e permeabile. La Camellia cresce meglio in zone tropicali o subtropicali, con abbondanti piogge (minimo 1500 mm all’anno) ed esposta alla luce solare almeno per 5 ore al giorno, con un’umidità del 70-90%. Un terreno montagnoso dà vita a tè di eccellente qualità; la pianta è sottoposta a temperature più basse e ad una nebbia costante che conferisce la giusta umidità. In queste condizioni la crescita è più lenta ma i germogli avranno una più alta concentrazione di oli. Nella zona di Darjeeling, India, i migliori raccolti si trovano a 2000 m di altitudine. Infine, per quanto riguarda la latitudine, la Camellia è un arbusto sempreverde che, se coltivato vicino all’equatore, ha periodi di raccolta durante tutto l’anno; in zone con 1 Ne esiste anche una terza varietà: la Camellia sinensis var. cambodiensis, usata raramente nelle coltivazioni di tè per le sue proprietà sensoriali considerate meno pregiate. 12

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Gloria Toso Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.