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Il Walking: Metodi e Tecniche per una corretta camminata

Informazioni tesi

  Autore: Maria Maddalena Patarino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze dello Sport
  Relatore: Annarita Calavalle
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

Scopo di questo elaborato è dimostrare quanti benefici può indurre il walking.
Sicuramente non sarà la stessa cosa di svolgerlo all’aria aperta, ma per chi ha poco tempo e poca voglia è sicuramente l’ideale. Dura tra i 45’ e i 60’, si svolge su dei particolari treadmill a trazione meccanica a pendenza fissa del 12% ed è coinvolgente e soprattutto motivante.
Tuttavia, bisogna fare i giusti accorgimenti affinché questa attività risulti realmente benefica. E’ sì, un’attività semplice e fondata su uno schema motorio ciclico ed automatico, ma a volte presenta “vizi” d’esecuzione che alle lunghe può indurre all’insorgenza di problematiche a carico di muscoli e articolazioni. Bisogna tener conto di alcuni elementi durante la camminata:
- Errato appoggio del piede;
- Eccessiva rigidità dell’arto inferiore;
- Eccessivo cedimento a livello del ginocchio;
- Mancata coordinazione tra gli arti inferiori e superiori.
- Atteggiamenti scomposti, insorti in seguito all’approccio col tappeto.
Dunque, non è semplice quanto può sembrare. Un appoggio sbagliato può attivare altri pattern di locomozione e ancor di più, infiammazioni osteo-articolari che potrebbero essere evitate se rispettata la biomeccanica della camminata. A maggior ragione se parliamo di camminata in salita, che modifica ulteriormente la biomeccanica ed il costo energetico dell’esercizio.
Ben sono noti i motivi dell’efficacia della semplice camminata nella lotta contro gli acidi grassi. Se alla semplice camminata viene aggiunto un tapis roulant meccanico a pendenza fissa ed una corretta ampiezza e cadenza dell’andatura in base alle necessità, si può notevolmente incrementare il consumo metabolico. E non solo, il miglioramento delle capacità cardiovascolare, del tono muscolare e delle capacità coordinative possono essere un motivo in più per praticare questa disciplina. Le conoscenze dell’istruttore in campo biomeccanico e delle tecniche d’allenamento, possono far sì che quello che potrebbe sembrare una semplice perdita di tempo, possa trasformarsi in un’attività utile da ogni punto di vista.

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2 INTRODUZIONE ‹‹ L'idealista cammina in punta di piedi, il materialista sui talloni ›› (Pellegrini 2008) Camminare è la forma di traslocazione più impiegata dall’essere umano, poiché gli consente di muoversi nello spazio, attraverso una serie di appoggi degli arti inferiori senza fasi di volo (Casolo 2002). Si impara a camminare tra i 10 e i 14 mesi, attraverso dei meccanismi innati che pian piano vengono raffinati. E’ passato circa un secolo da quando camminare era l’unico modo per spostarsi da un posto all’altro. Con l’avvento dei mezzi di trasporto, la comodità di spostarsi senza affaticarsi ha reso l’uomo sempre più sedentario. Le auto ci seppelliranno, con oltre 62 vetture ogni 100 abitanti, l’Italia è uno tra i paesi più motorizzati dell’Unione Europea. Il tasso di motorizzazione (numero di autovetture ogni mille abitanti), se da una parte indica uno standard positivo del paese, dall’altro indica un fattore negativo. un lato rappresenta un indicatore positivamente associato allo standard di vita di un paese, dall’altro consente di misurare l’impatto negativo. Si è passati dalle 501 vetture ogni 1000 abitanti del ’91 alle 621 auto ogni 1000 (Istat 2012). Per molti, camminare è l’unica forma di attività fisica. Basti pensare agli uffici: molte volte gli impiegati preferiscono muoversi a bordo di fiammanti sedie da ufficio. Bisogna riscoprire il piacere di camminare, di farlo all’aria aperta, di farlo in modo che possa risultare utile. Deve essere innanzitutto un beneficio più che un obbligo. Bisogna capire l’importanza di questo schema motorio, soprattutto se svolto nel modo più corretto e naturale possibile. L’italiano medio preferisce fare jogging la mattina o ultimamente la camminata veloce. Sia per una maggiore economicità dell’attività, sia per rimanere a contatto con la natura dato l’aumento delle ore trascorse in uffici o luoghi chiusi. Ma alle volte non è semplice praticare queste attività, si va incontro alle intemperie, soprattutto in inverno e nelle città settentrionali. Una proposta di attività che questo elaborato suggerisce è il walking: un surrogato della camminata, è nato di recente come corso collettivo, ma ha voluto riprodurre i benefici di una camminata in salita, in condizioni più ristrette e soprattutto utilizzato ritmi prestabiliti.

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