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La legge, la letteratura e la morte. Una lettura di Maurice Blanchot

La tematica della legge e della trasgressione. La Morte come trasgressione impossibile. Il Neutro come forma di essere che trasgredisce la chiarezza della razionalità. La verità al di fuori della dialettica e del sistema.

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1 PREVIEW Il commento é sempre a proprio rischio. Maggiormente quando si tratta di affidare alla stabilità della riflessione filosofica una parola che si sottrae alla “contrazione” concettuale che la filosofia domanda. Questo è il caso dell’opera di Maurice Blanchot. La sua scrittura, sia per le modalità in cui essa si esprime, sia per le affermazioni che veicola, si sottrae a quei criteri di cui la filosofia fa uso quando vuole dominare il suo oggetto; essa ignora lo sviluppo consueto di un normale itinerario letterario, per costituirsi come serie di variazioni infinite su un tema, nella maggior parte dei casi già presente sin dalle prime opere. Possiamo dire allora che, in questo caso specifico, ricondurre all’essenziale è lasciar sfuggire l’essenziale. Non sono quindi certa che la comprensione valga come una migliore lettura, né che, in effetti, sia possibile una comprensione, se non come disponibilità all’ascolto di un paradosso. Esso è l’al-di-là del Senso alla cui fascinazione l’opera di Blanchot ci invita, ponendo al tempo medesimo l’interdetto di accedervi. Intraprendo allora un’esperienza aperta, che non manca di interrogarsi criticamente su se stessa, in quanto inevitabile ri-scrittura di ciò che il nostro autore, in un’opera che si è interrotta solo da qualche anno, ha cercato di proporci, con i suoi scritti e, non da ultimo, con la sua assenza (la prova più alta dell’avventura dello scrittore, lo spossessamento di sé che diventa decisione di non essere nient’altro che un testo). Le opere di Blanchot, senza considerare la sua ampia produzione giornalistica, si distribuiscono secondo tre generi: l’opera critica o teorica, quella narrativa, ed infine, quella del terzo genere, che potremmo definire aforistico, comprendente due testi: Le pas au-delà, pubblicato in Francia nel 1973, e L’écriture du désastre, pubblicato nel 1980. L’opera critica comprende Faux-Pas, La Part du feu, L’Espace littéraire, Le Livre à venir, L’Entretien infini, L’Amitié. A questa lista si aggiungono alcuni brevi studi, tra cui La communauté inavouable e Michel Foucault tel que je l’imagine meritano una particolare menzione. Nella sua produzione critica, Blanchot ha dialogato con numerosi autori, percorrendo i paesaggi di scrittura più diversi, in particolar modo quelli reputati più inaccessibili. Il carattere originale del suo lavoro è consistito nel separare le opere dal loro passato e dal loro presente, aprendole ad un’esteriorità, ad un Fuori, come se «il levante di ogni scrittura fosse costituito da un libro-a-venire di cui, secondo Blanchot, non risplenderà mai che l’assenza» 1 . 1 R. LAPORTE in Maurice Blanchot, the demand of writing, Londra 1996.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabiola Mancinelli Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.