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Il diritto all'oblio ai tempi di Google

Informazioni tesi

  Autore: Danka Simona Macchi
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione d'impresa
  Relatore: Marco Orofino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

Ricordare e dimenticare sono due realtà opposte e completamente diverse, ma allo stesso tempo essenziali per l'uomo data la loro complementarietà, si sviluppano, infatti, in un rapporto di complicità per cui noi possiamo identificare dei ricordi, riconoscendo la loro presenza che è complementare all’assenza di altri che sono stati erosi dall'oblio. L'erosione dell'oblio è quindi necessaria, poichè, è importante saper dimenticare, anche se, come dice Umberto Eco, l’arte della dimenticanza sia molto più difficile dell’arte della memoria, in quanto “tutti i segni producono presenze e non assenze”. L'esistenza umana e il suo rapportarsi con la storia è sempre stato caratterizzata da un paradosso, che vede contrapporsi il desiderio di poter dimenticare ciò che è stato con l’ambizione di ricordare e trovare una continuità con ciò che è avvenuto.
L'uomo invidia l'animale, che subito dimentica [..] l'animale vive in modo non storico, poiché si risolve nel presente [..] l'uomo invece resiste sotto il grande e sempre più grande carico del passato: questo lo schiaccia a terra e lo piega da parte. Per ogni agire ci vuole oblìo: come per la vita di ogni essere organico ci vuole non solo luce, ma anche oscurità. La serenità, la buona coscienza, la lieta azione la fiducia nel futuro dipendono [..] dal fatto che si sappia tanto bene dimenticare al tempo giusto, quanto ricordare al tempo giusto.
(F. Nietzsche, Considerazioni inattuali)
Nietzsche, famoso filosofo, riteneva l'oblio fortemente necessario alla vita, per lui, la possibilità di dimenticare il passato deve essere funzionale al presente mentre, invece, la memoria rischia di essere solamente un pesante fardello causa dell'infelicità umana. L'oblio è l'elemento che ci aiuta a sopportare il peso del nostro passato e ci aiuta a riprogrammare il nostro futuro5. L’oblio, in questa prospettiva, si pone come un filtro di informazioni nel senso che «dimenticando, recuperiamo la libertà di generalizzare, concettualizzare e soprattutto agire»6; in un certo senso l’oblio, consentendoci di chiudere alcune porte sul nostro passato, ci offre una maggiore libertà di concepire il presente come qualcosa di nuovo da costruire in una prospettiva di crescita e di ottimismo verso il futuro.
Dobbiamo però analizzare come si sia modificata, e si stia modificando tutt'ora, la nostra società per comprendere come in essa sia così attuale questa tematica. Ciò è dovuto al fatto che, nella società in cui viviamo, caratterizzata da una sempre maggior diffusione di dati e informazioni che riguardano ogni singolo individuo, le persone sono mosse dal desiderio di avere il controllo totale su tutto ciò che li riguarda e che, quindi, ne caratterizza l'identità. Avere il controllo sulle proprie informazioni, per poter costruire e delineare al meglio la propria identità personale, comprende, anche, poterne richiede la cancellazione e di quindi la rivendicare di un diritto all'oblio. Nella nostra società, infatti, plasmata dalle innovazione informatiche e comunicazionali, l'uomo può decidere di modificare la propria storia, costruendo la propria personalità attraverso il controllo dei propri dati.

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VI Introduzione Analizzando l’evoluzione del diritto nella storia, si può notare come le grandi volte epocali per l’umanità si siano verificate ogniqualvolta l’uomo ha avuto accesso a nuove tecnologie. Il rapporto tra tecnologia e mondo giuridico appare molto evidente nel momento in cui si analizzano tematiche come la rivoluzione informatica. La sempre più veloce evoluzione tecnologica e scientifica, che sta caratterizzando questo secolo, ha dato il via ad una serie di cambiamenti nell’agire, nel pensare e nel modo di relazionarsi dell’uomo non meno significativi di quelli che crearono le rivoluzioni industriali 1 . Le nuove tecnologie hanno inciso significativamente sulla struttura delle relazioni umane, di conseguenza sull’esistenza stessa dell’uomo e sulla nuova e necessaria modalità di tutela dei diritti. Con le nuove tecnologie che il progresso ci mette a disposizione è essenziale comprendere, innanzitutto, come una persona si rapporta con la rete e vive in essa, per individuare le possibili difese tecnologiche e capire fino a che punto può effettivamente spingersi il diritto. Come abbiamo già precedentemente affermato le potenzialità offerte dai continui mutamenti e progressi tecnologici hanno portato una radicale rivoluzione nel modo di vivere di ogni individuo, si possono comprare oggetti con carte di credito, si può essere reperibile in ogni dove grazie alla telefonia mobile, si possono utilizzare computer per conservare ed elaborare quantità di dati che la mente umana non potrebbe sopportare, grazie ad internet si possono abbattere le batterie del tempo e dello spazio per comunicare con persone dall'altra parte del mondo o per potersi informare in qualunque momento su qualunque cosa. L'era delle innovazioni informatiche ha creato quella che oggi viene definita “società dell'informazione”, nella quale è sempre maggiore da parte dell'individuo la necessità di informarsi, il bisogno di notizie, che comporta una continua ed estenuante rincorsa all'aggiornamento degli strumenti informatici. Nell'ultimo decennio il mondo ha, inoltre, avuto modo di assistere al fenomeno della cd. convergenza tecnologica, per 1 S. Rodotà, Tecnologie e diritti, Il Mulino, Bologna, 1995.

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