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Giovani devianti. Teorie criminologiche e pratiche di prevenzione

Il fenomeno della devianza giovanile è sempre più connesso alle tematiche della sicurezza urbana, alimentando nella società sentimenti di insicurezza. Partendo da questi presupposti, si procederà con l'esposizione dei dati riguardanti la delinquenza minorile, analizzando poi le varie forme preventive. Dopo aver descritto gli approcci europei alle tematiche della sicurezza e della devianza giovanile, si descriverà il panorama italiano, focalizzandosi infine su El Sistema di José Antonio Abreu in un'ottica di “nuova prevenzione” volta all'inclusione sociale e alla creazione di capacità, nel significato attribuito da Martha Nussbaum a quest'ultimo termine. Verranno quindi individuati i punti fondamentali di cui deve curarsi chiunque intraprenda un percorso riguardante iniziative di sicurezza urbana e prevenzione della devianza giovanile: sviluppare la sensibilità dell'opinione pubblica riguardo la percezione della devianza giovanile; abbandonare le istanze allarmistico-repressive per focalizzarsi su iniziative partenariali che agiscano sul lungo periodo; accrescere, prima di tutto nei giovani e poi nei quartieri di appartenenza, il senso di comunità e di cittadinanza, di fiducia e coesione sociale e di responsabilità.

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INTRODUZIONE Il fenomeno della devianza giovanile è sempre più connesso alle tematiche della sicurezza urbana, alimentando nella società sentimenti di insicurezza. I giovani fanno paura e hanno sempre fatto paura, in quanto potenziali possessori di capacità sovversive, e i fenomeni culturali giovanili risultano spesso incomprensibili alla parte “adulta” della collettività: di conseguenza, alcuni di essi sono considerati come una minaccia per l'ordine, la stabilità e i valori della società stessa. La devianza giovanile è collegata alla sicurezza urbana tramite due aspetti: la percezione della sicurezza nella società e la percezione della devianza minorile. Per quanto riguarda il primo aspetto, la percezione della sicurezza non dipende soltanto dal pericolo di divenire vittima di un reato, legato ad un aumento oggettivo dei fenomeni delittuosi, ma, più spesso, è una percezione legata ad una serie di fattori esterni, come, ad esempio, ambiente e cultura politica: vi è perciò uno scarto tra la percezione dell'insicurezza e i tassi di criminalità. D'altra parte, la percezione della devianza giovanile costituisce un problema fortemente sentito dall'opinione pubblica, tanto che, negli ultimi anni, si è arrivati a parlare di pedofobia, cioè il timore che gli adulti provano nei confronti dei ragazzi. Ma anche in questo caso, osservando i dati, si nota uno scarto tra la percezione diffusa di insicurezza nei confronti dei giovani e di dati riguardanti la criminalità minorile. Le normative in materia, a partire dagli anni Novanta, hanno quindi seguito un duplice binario: se, da una parte, i governi hanno seguito le ondate di allarmismo dell'opinione pubblica promulgando “pacchetti sicurezza” in cui, in particolare nel 2009, si individuavano in alcune figure stigmatizzate, tra cui i giovani, i responsabili 1

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Federica Dulio Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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