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L’economia della felicità

Informazioni tesi

  Autore: Paola Leoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università Telematica TEL.M.A.
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Azzurra Rinaldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

La presente tesi è articolata come segue. Affronteremo il concetto di felicità rapportato all’economia globale e locale ed analizzeremo come le scelte degli individui siano tali da massimizzare la propria utilità. Studieremo la relazione esistente tra ricchezza e felicità: un approfondimento del “paradosso della felicità10” che inizialmente è percepito come un fastidio dagli economisti, alla fine conquisterà gran parte dell’interesse scientifico e culturale. Saranno individuati i fattori determinanti e gli indicatori che misurano il benessere, per terminare con lo studio e le ricerche svolte a livello internazionale. Seguiranno brevi conclusioni.

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6 CAPITOLO PRIMO I PRINCIPALI INDICATORI DEL BENESSERE 1.1. PIL Prodotto Interno Lordo Il PIL Prodotto Interno Lordo o GDP in inglese Gross Domestic Product venne realizzato in seguito alla grande crisi nel 1929 dall’economista Kuznets S 1 . Kuznets voleva fosse creato un indice che esprimesse sinteticamente le condizioni di un’intera economia e quindi costruì il PIL quale indicatore che potesse diminuire in periodi di regresso e che potesse invece aumentare in periodi di miglioramento economico, il Prodotto Interno Lordo da quel momento divenne il punto di riferimento per l’economia politica, finanziaria e per il sistema economico in generale 2 . In macroeconomia il PIL, indica il valore della produzione realizzata, quindi il valore totale di beni e servizi prodotti all’interno di un Paese da operatori sia residenti che non residenti, per un periodo di tempo che si riferisce generalmente ad un anno, al netto dei beni e dei servizi utilizzati per realizzare quella produzione (non è quindi considerata la produzione destinata ai consumi di beni e servizi intermedi) ma al lordo dell’ ammortamento (processo di usura del capitale, cioè il procedimento con il quale i costi dei beni utilizzati in più anni si distribuiscono su più esercizi). Il PIL è anche definito “interno” in quanto si riferisce al valore che è stato prodotto all’interno di un paese, senza tener conto della nazionalità. Più in generale il PIL si riferisce alla produzione totale di beni e servizi (aumentata delle imposte e diminuita dei consumi intermedi); al valore 1 Kuznets S., (1901- 1985). Studiò la relazione tra la crescita economica e la distribuzione del reddito. Egli pensava che la crescita fosse necessaria per ridurre le disuguaglianze. Nella curva di Kuznets, da lui elaborata, analizzò le dinamiche intercorrenti tra l’aumento dell’occupazione, della crescita e dei salari. Tuttavia, per quanto artefice dell’invenzione del PIL, fu sempre piuttosto critico nell’atteggiamento di misurare il benessere di una popolazione basandosi sul solo reddito pro-capite. Nobel per l’economia nel 1971. 2 Ignacio Fernando L., Quale dibattito sul PIL? reperibile da: http://www.mi.camcom.it/upload/file/1669/834503/FILENAME/11-LARA.pdf, p.51.

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