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Educare a comunicare con i pazienti con Alzheimer: programma di formazione per gli operatori sanitari.Uno studio basato sull’Approccio Conversazionale.

Questo studio presenta il programma formativo, proposto dal terapista occupazionale, con lo scopo di educare l’operatore sanitario alla comunicazione con il paziente affetto da Alzheimer, utilizzando le strategie e le tecniche conversazionali proprie dell’Approccio Conversazionale di P. Vigorelli. Lo studio ha coinvolto 2 OSS del Centro Diurno di Tarquinia e i loro 8 pazienti affetti da Alzheimer di grado lieve – moderato. Ogni paziente è stato sottoposto ad una conversazione “basale”, cioè condotta secondo le normali regole dell’attività assistenziale, e ad una conversazione “tecnica”, nella quale sono stati applicati i principi del Conversazionalismo. Attraverso l’analisi delle conversazioni immateriali, si è passati dal conteggio delle forme grammaticali al calcolo degli indici testuali e, successivamente, mediante l’analisi statistica dei dati, alla valutazione dei risultati. Questo metodo conversazionale potrebbe divenire un pratico strumento operativo degli operatori sanitari e di tutti i caregivers, portando alla realizzazione di conversazioni felici, aumentando contestualmente la produzione verbale, la partecipazione e il coinvolgimento del paziente, nonché la percezione dell’operatore di sentirsi più esperto, nell’uso della parola, e più consapevole di contribuire al benessere dell’assistito.

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1 ABSTRACT Questo studio presenta il programma formativo, proposto dal terapista occupazionale, con lo scopo di educare l’operatore sanitario alla comunicazione con il paziente affetto da Alzheimer, utilizzando le strategie e le tecniche conversazionali proprie dell’Approccio Conversazionale di P. Vigorelli. Lo studio ha coinvolto 2 OSS del Centro Diurno di Tarquinia e i loro 8 pazienti affetti da Alzheimer di grado lieve – moderato. Ogni paziente è stato sottoposto ad una conversazione “basale”, cioè condotta secondo le normali regole dell’attività assistenziale, e ad una conversazione “tecnica”, nella quale sono stati applicati i principi del Conversazionalismo. Attraverso l’analisi delle conversazioni immateriali, si è passati dal conteggio delle forme grammaticali al calcolo degli indici testuali e, successivamente, mediante l’analisi statistica dei dati, alla valutazione dei risultati. Questo metodo conversazionale potrebbe divenire un pratico strumento operativo degli operatori sanitari e di tutti i caregivers, portando alla realizzazione di conversazioni felici, aumentando contestualmente la produzione verbale, la partecipazione e il coinvolgimento del paziente, nonché la percezione dell’operatore di sentirsi più esperto, nell’uso della parola, e più consapevole di contribuire al benessere dell’assistito.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Serena Montemagno Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

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