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L'annuncio del tradimento in Giovanni e nel "Vangelo di Giuda". Un confronto in prospettiva diacronica

Il ritrovamento del vangelo gnostico-sethiano – denominato “Vangelo di Giuda” - ha gettato una nuova luce sulle diverse forme di cristianesimo che circolavano nei primi due secoli dell’era cristiana. La ricerca di punti di contatto (lessicali, di script, episodici e teologici) rintracciabili tra il predetto scritto gnostico e il vangelo canonico di Giovanni, fa da base per un excursus sull'evoluzione “ideologica” avvenuta sulla pelle del personaggio traditore per antonomasia: Giuda Iscariota. In particolare, l’analisi delle fluttuazioni ermeneutiche aventi ad oggetto le “variabili” “negatività” e “passività” del personaggio, unita a quella sulla “necessità” del suo atto proditorio, fanno emergere il carattere poliedrico della figura letteraria più enigmatica del Nuovo Testamento.

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6 INTRODUZIONE “Il tradimento non trionfa mai: qual è il motivo?/ \ perché se trionfa, nessuno osa chiamarlo tradimento” Sir John Harington, Epigrammi in Of Treason (libro IV, 5) Nel suo racconto desacralizzante ed autenticamente postmoderno, “Tres versiones de Judas”, 1 lo scrittore argentino Jorge Luis Borges – con un approccio alla Bibbia tipicamente gnosticheggiante 2 - faceva emergere l’inestricabile aporia che la figura e l’azione di Giuda sembrano implicare: se l’Iscariota è stato ritenuto dannato per il tradimento del Figlio di Dio, ed il suo tradimento era uno step necessario nella morte di Gesù Cristo per la salvezza dell’umanità, allora Giuda è stato punito (ingiustamente) per realizzare un progetto soteriologico divino. Il sillogismo dell’Iscariota – uno dei tanti che tale figura enigmatica ha fatto proliferare - ben potrebbe essere riformulato nel seguente modo: a. Era necessario che Cristo morisse per la salvezza del mondo; b. Perché Cristo morisse era necessario che fosse “consegnato” da Giuda; c. La “consegna” da parte di Giuda era necessaria per la salvezza del mondo. Necessità che è così declinata da Amos Oz, nell’elogio del tradimento di cui al suo ultimo “Giuda”: “In fondo, senza di lui [Giuda Iscariota; n.d.r.] non ci sarebbe stata la crocifissione, e senza crocifissione il cristianesimo non sarebbe mai esistito”. Perché in assenza del “traditore”, 1 J.L. BORGES, <<Tres versiones de Judas>>, in “Ficciones (1935-1944)”, Buenos Aires, 1944. 2 Per una critica a questa e ad altre tendenze di J.L. Borges: v. G. SALVADOR, Borges y la Biblia, Iberoamericana/Vervuert, Madrid, 2011.

Diploma di Laurea

Facoltà: Teologia

Autore: Cristiano Mangano Contatta »

Composta da 333 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.