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Accordi di Ripartizione dei Costi derivanti dalla prestazione di servizi infragruppo (CCA)

Lo sviluppo delle attività economiche e la crescita del valore delle operazioni inter-company hanno incrementato la proliferazione di nuovi modelli organizzativi di impresa costituiti da entità localizzate in vari Paesi, giuridicamente autonome o prive di personalità propria, coordinate e dirette da un unico centro direzionale. L’internazionalizzazione dell’economia ha favorito l’intensificarsi di transazioni inter-company tra società con residenze fiscali in diverse nazioni. La determinazione dei prezzi di trasferimento costituisce uno dei principali strumenti e condizionamenti nella c.d. pianificazione fiscale internazionale da parte delle imprese.
L’uso degli Accordi di Ripartizione dei Costi trova la propria genesi nella decisione delle imprese ad associarsi per l’ottenimento di servizi, nella ricerca di una sempre maggiore efficienza operativa e strutturale. Numerose sono però le criticità, civilistiche e fiscali, che si riscontrano nella strutturazione e nella formalizzazione di tali rapporti, poiché alla continua diffusione dei gruppi societari non si è affiancata nell’ordinamento giuridico dei singoli Stati, una produzione legislativa che ne definisca una specifica disciplina. Le incertezze e le complessità relative al negozio giuridico in esame, suscitano forte interesse da parte dell’Amministrazione Finanziaria, connesso in primis alle valutazioni delle condizioni di libera concorrenza proprie della disciplina del transfer pricing.
Alla tematica relativa alla valutazione del valore normale si aggiunge ed antepone il giudizio di inerenza dell’apporto del singolo partecipante al costo complessivo. Tale valutazione è connessa alla stima dei benefici che ogni singolo partecipante ottiene dalla partecipazione all’Accordo.

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Pagina 42 di 149 CAPITOLO SECONDO La disciplina OCSE in materia di Accordi per la Ripartizione di Costi Sommario: 2.1 La disciplina del Transfer Pricing tra diritto convenzionale e soft law. - 2.1.1 Il concetto di CCA secondo i principi generali OCSE. – 2.1.2 La valutazione delle condizioni di libera concorrenza. – 2.1.3 La distinzione tra service CCA e gli Intra-Group Services secondo EU Joint Transfer Pricing Forum. – 2.2 L’evoluzione della Disciplina OCSE in materia di Cost Contribution Arrangements dal Report 1979 alle attuali Guidelines. – 2.2.1 Lo sviluppo della disciplina OCSE dal Report 1979 alle Guidelines 2010. – 2.2.2 Gli sviluppi più recenti in materia di accordi di ripartizione dei costi. – 2.3 Conformità al principio del valore normale: l’evoluzione della materia sino ai recenti Final Reports OECD. 2.1. La disciplina del Transfer Pricing tra diritto convenzionale e soft law Come è stato descritto nel Capitolo Primo, la disciplina del transfer pricing è stata sviluppata principalmente con l’obiettivo di evitare fenomeni di allocazione ottimale del reddito all’interno di gruppi multinazionali, sfruttando il differenziale di imposizione tra giurisdizioni. Tuttavia, sarebbe una considerazione erronea ritenere la disciplina del transfer pricing quale norma avente unicamente valenza antielusiva: secondo la tesi maggioritaria appare più confacente la lettura “neutra” del transfer pricing 65 che ne definisce un perimetro più ampio per la corretta delimitazione della potestà impositiva degli Stati. La determinazione del prezzo di trasferimento viene quindi fatto rientrare tra gli strumenti di misurazione del reddito prodotto nel territorio dello Stato volto a contrastare qualsiasi fattispecie di riduzione dell’imponibile rispetto allo standard medio-normale. La disciplina si salda strettamente con il principio di territorialità “in funzione di una corretta determinazione della base imponibile maturata entro la giurisdizione dello Stato che permette a quest’ultimo di esercitare la propria competenza fiscale in relazione alle 65 Per approf. si veda Ballancin A., Rassegna Tributaria, 1/2014, pag. 77.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Elena Poletti Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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