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La dualità dell'opinione: la relazione tra Giapponesi ed Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale

La tesi ha lo scopo di mettere in luce un lato sconosciuto della storia della seconda metà del Novecento; cosa hanno a che fare i Giapponesi e gli Ebrei l'uno con l'altro? Quale ruolo decisivo svolse questo rapporto? L'elaborato inoltre risalta una prospettiva duale dei Giapponesi, tanto vicini alla Germania per molti aspetti, eppure producendo un risultato tanto diverso nel loro modo di "gestire la questione ebraica".

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Scimone - La dualità dell’opinione, anno 2015-2016 1 CAPITOLO I: Nella preparazione all’esame di ‹‹cultura giapponese II››, il contesto storico delle guerre sino-giapponesi e più in generale delle dinamiche della seconda guerra mondiale sono gli argomenti che più mi hanno coinvolta. Partendo dal concetto di ‹‹Piano fugu›› sono venuta a conoscenza di avvenimenti della seconda guerra mondiale che finora non conoscevo. Fin da quando cominciamo a studiare la storia a scuola, qualsiasi libro propostoci prende in considerazione i protagonisti di essa in base a quanto essa sia vicina alla nostra storia nazionale, perciò sempre in un contesto occidentale; quando si parla infatti di ‹‹Giapponesi ed Ebrei›› la prima cosa che ci viene in mente è: cosa c’entrano insieme? Che relazioni avevano? Questo lavoro infatti è stato anche un lavoro di apprendimento e di una nuova apertura alla storia che è conosciuta in modo limitato. La suddivisione del presente testo è stata pensata in modo da presentare il lavoro in una disposizione a ‘piramide capovolta’, ovvero partendo da una narrazione di ampio respiro, fino a gradualmente restringere sul punto focale dell’elaborato. Nel secondo capitolo presenterò il contesto storico generale prima della seconda guerra mondiale (teatro delle relazioni con gli Ebrei): farò un accenno ai primi contatti che i Giapponesi ebbero con popolazioni di origine ebraica, presentatisi in Giappone come mercanti e missionari in fuga dal Portogallo, perciò non si pone attenzione sulla loro particolare situazione etnico-religiosa di cui il Giappone ancora non sa nulla. Il capitolo prosegue con la spiegazione del Giappone da Stato feudale a Stato moderno, avvenuta dopo che una spedizione americana ne forzasse l’apertura a cui seguì la Restaurazione Meiji. Il Giappone viene così costretto alla firma dei ‹‹trattati ineguali›› e la revisione di questi diventerà l’obiettivo della politica estera che adotterà il Giappone nella sua corsa alla modernizzazione. In un’impresa memorabile il Giappone diventerà, nel giro di trent’anni, uno Stato moderno in grado di porsi allo stesso livello delle Potenze occidentali e da esse trarne esempio nella sua politica di espansione territoriale. Il riconoscimento ufficiale del Giappone nella comunità internazionale avviene con la vittoria contro la Russia, nella guerra russo-giapponese del 1904-1905; gli avvenimenti che portarono dalla firma del Trattato di Shimonoseki, alla guerra russo-giapponese sono stati riportati per mostrare quali fossero le acquisizioni della Russia in quel momento, ottenute dal Triplice Intervento, e il suo obiettivo di espandere la ferrovia Transiberiana, la quale sarà utilizzata da quegli stessi ebrei, in fuga dall’Europa e diretti in Giappone (argomento che sarà trattato nel capitolo quattro). Durante suddetta guerra, il Giappone verrà a diretto contatto con un finanziere ebreo di nome Jacob Schiff. Costui, al tempo, condivideva lo stesso nemico giapponese, lo zar Nicola II, per via dei pogrom perpetrati sotto il suo regime, a danno degli ebrei. Deciderà, così, di finanziare il Giappone nella guerra contro la Russia; questa decisione si rivelò significativa, poiché permise al Giappone di sostenere l’onere della guerra e, grazie anche all’alleanza anglo-giapponese del 1902, portò il Giappone alla vittoria sul gigante russo. Proseguendo, saranno brevemente esposti i fatti salienti della prima guerra mondiale, ponendo l’accento principalmente sulla fine di essa; fine suggellata dal Trattato di Versailles, dove il Giappone vide rifiutarsi la proposta di inclusione di una clausola che auspica l’uguaglianza razziale tra le nazioni. A tale clausola si opposero principalmente gli Stati Uniti e l’Australia, a cui fecero seguire delle politiche interne che regolavano l’immigrazione straniera: ne è un esempio la legge emanata negli Stati Uniti nel 1924, che limitava enormemente l’afflusso di stranieri, primariamente asiatici (Cinesi e Giapponesi) ed Ebrei. Alla fine della prima guerra mondiale si apre un altro conflitto, questa volta, però, più

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Elisa Scimone Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 39 click dal 06/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.