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Il Profumo dei Ricordi

Informazioni tesi

  Autore: Emanuele De Santis
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Neuroscienze cognitive
  Relatore: Remo Job
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

L'olfatto è uno dei sensi più primordiali e importanti per l'uomo, anche se nel corso dell'evoluzione è stato soppiantato da modalità percettive più importanti come la vista e l'udito, e gli odori ci trasmettono informazioni a carattere prevalentemente emotivo, intimo e immaginativo; inoltre ciò che passa per il naso spesso è percepito in modalità inconsapevole, incidendo in modo significativo sia a livello comportamentale sia cognitivo.
È proprio sul rapporto tra ricordo autobiografico e olfatto che questo esperimento ha voluto indagare, tentando di stimare i possibili effetti benefici che sei settimane di stimolazione olfattiva possono apportare a soggetti anziani di una casa di riposo con o senza diagnosi di demenza.

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Abstract. L’olfatto è uno dei sensi piø primordiali e importanti per l’uomo, anche se nel corso dell’evoluzione è stato soppiantato da modalità percettive piø importanti come la vista e l’udito che hanno piø rapidamente permesso alla specie umana di adattarsi ai luoghi in cui sceglieva di abitare e di competere con gli altri esseri viventi. Diversamente dalle immagini e dai suoni, gli odori ci trasmettono informazioni a carattere prevalentemente emotivo, intimo e immaginativo: accendono passioni, attivano ricordi di esperienze passate oppure ci segnalano un pericolo; inoltre ciò che passa per il naso spesso è percepito in modalità inconsapevole, incidendo in modo significativo sia a livello comportamentale sia cognitivo (Cavalieri, 2013). ¨ proprio sul rapporto tra ricordo autobiografico e olfatto che questo esperimento ha voluto indagare. In particolare, partendo dalle precedenti esperienze descritte nella letteratura scientifica e dai progetti riguardanti l’approccio Snoezelen e le sperimentazioni di stimolazione olfattiva a esso correlate, si è voluto tentare una stima dei possibili effetti benefici che sei settimane di stimolazione olfattiva, legata a compiti di associazione e di narrazione di racconti della propria vita, possono apportare a soggetti anziani di una casa di riposo con o senza diagnosi di demenza. L’esperimento ha visto partecipare ventidue anziani ospiti del “Centro Servizi alla persona – Casa di Riposo San Biagio” in Bovolone, provincia di Verona, che hanno preso parte a un percorso di sei settimane in cui venivano fatti loro annusare degli odori e, oltre a chiedere loro di nominarli e associarli a immagini di oggetti-fonte, li si invitava a raccontare un ricordo della propria vita che l’aroma annusato suscitava in loro. L’ipotesi di partenza, supportata da parte della letteratura scientifica e dalle diverse esperienze di approccio Snoezelen in vari centri di servizio e assistenza alla persona, era che un percorso così concepito potesse apportare migliorie nel partecipante anziano a livello cognitivo, comportamentale e nell’area dell’umore, in particolar modo in relazione alla presenza e gravità di sintomi depressivi. Per testare e validare le ipotesi sono state misurate a inizio e a fine sperimentazione la componente cognitiva, attraverso la somministrazione del MMSE, la componente dell’umore, con la misura del grado di depressione attraverso il CSDD, e la componente comportamentale, attraverso l’uso del NPI grazie al quale è stato possibile verificare la presenza e la gravità, nonchØ lo stress sull’operatore, di disturbi comportamentali presenti nell’anziano partecipante all’esperimento. I risultati al termine dell’esperimento hanno dimostrato che un protocollo di sperimentazione così pensato e attuato apporti notevoli migliorie a livello cognitivo, di sintomi depressivi e in termini di disturbi comportamentali, sia in frequenza e gravità sia in peso assistenziale dell’anziano; in particolare il gruppo di sperimentazione risultava significativamente migliorato nelle componenti cognitive e comportamentali rispetto al gruppo di controllo, cosa non rilevata statisticamente vera per la presenza di eventuali sintomi depressivi. Questi risultati hanno portato a concludere che un percorso di sei settimane di stimolazione olfattiva legata a momenti di narrazione di eventi autobiografici apporti migliorie nell’immediato a livello cognitivo e comportamentale, quest’ultimo sia nella frequenza sia nella gravità di comportamenti anomali nonchØ a livello di peso assistenziale per gli O.S.S.. Utilità conclusiva di questa ricerca è stata, oltre il risultato indicante un effetto benefico per coloro che hanno partecipato alla sperimentazione, il fatto che permette l’ideazione di un’attività di facile 2

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