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IL FRUTTETO. Evoluzione delle densità di impianto e moderni orientamenti

La tesi analizza l'evoluzione nel tempo degli impianti arborei, dagli estensivi agli intensivi. Prima la manodopera aveva un costo relativamente basso, quindi non si sentiva la necessità di meccanizzare, le operazioni colturali come potatura e raccolta avvenivano manualmente, con l'ausilio di scale, le piante avevano grandi dimensioni, spesso franche di piede, con forme di allevamento in volume, la vita economica degli impianti era lunga e l'entrata in produzione tardiva. Con l'aumento del costo della manodopera ci si è dovuti adattare a una nuova epoca, e la tendenza si è spostata sull' intensificazione degli impianti arborei, utilizzando sesti più stretti, forme di allevamento in parete e portinnesti che riducono il vigore, e sulla meccanizzazione delle operazioni colturali (come potatura e raccolta), effettuate completamente da terra, tutto al fine di ridurre i costi ed aumentare le rese, anticipando l'entrata in produzione. Adesso gli impianti sono più stretti, meccanizzati, con maggiori rese, ma una durata economica nettamente minore. La tesi analizza questo aspetto dell'evoluzione degli arboreti nel tempo in una prima parte generale, per poi andare ad analizzare due casi studio specifici: il pesco, dove il miglioramento genetico non è riuscito ancora ad ottenere portinnesti nanizzanti, ed il melo, dove viceversa il miglioramento genetico ha portato ai portinnesti più nanizzanti in assoluto, nonchè a cultivar dal portamento colonnare adatte per gli impianti super intensivi ad alta resa, grazie alla possibilità di essere allevate a cordone verticale o superspindel.

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8 PRESUPPOSTI TECNICI ED AGRONOMICI La prima domanda a cui rispondere è quella relativa all’obiettivo che ci si prefigge, che è sintetizzabile nel semplice assunto di rendere il più conveniente possibile il bilancio economico costi/ricavi. Tale obiettivo viene perseguito attraverso: 1)la riduzione degli anni improduttivi, puntando su produzioni immediate e significative; 2)la produzione solo di frutti uniformi, di qualità elevata e corrispondente allo standard commerciale più favorevole al produttore; 3)l’eliminazione dell’alternzanza di produzione; 4)l’impostazione di un’architettura del frutteto tale da minimizzare l’impiego di capitale lavoro e capitale macchine(ossia i costi di esercizio). Per ottenere questi scopi tutta la tecnologia della produzione, così come tradizionalmente viene intesa, deve essere rimaneggiata e modificata: queste modifiche riguardano essenzialmente: 1)il tipo di pianta da adottare all’impianto:ad essa si richiede di indirizzare la sua energia verso il massimo della produzione ed il minimo di rinnovo vegetativo: per questo motivo vengono utilizzate piante preformate in vivaio, di 2-3 anni di vita; il portinnesto non è franco ed è nanizzante. Questa pianta arriva dal vivaio già predisposta alla fruttificazione e non di rado è stata preparata a fruttificare immediatamente anche con l’uso di ormoni. 2)le basi agronomiche relative al terreno:la preparazione vera e propria del terreno consiste solo nel livellamento e nella sistemazione idonea allo sgrondo delle acque superficiali, la pianta. 3)l’irrigazione/nutrizione: la quantità d’acqua viene regolata in base allo stadio fenologico della pianta, alla temperatura ed alla luminosità(cioè in base ai fattori che regolano la respirazione e la traspirazione della pianta). Assieme all’acqua viene anche somministrato il dosaggio di elementi minerali idonei, come quantità e tipo, a sostenere la pianta in quello stadio: per questo viene utilizzato il sistema a goccia; il sistema può essere computerizzato oppure programmato e comandato in maniera empirica. 4)l’architettura della pianta. 5)il disegno del frutteto:è necessario aumentare il numero di piante per ettaro, utilizzando pali e fili come sostegno.

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Carmelo Ofria Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 342 click dal 18/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.