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Analisi Morfologiche e Strutturali per l'Indagine delle Ceramiche Archeologiche

Questa tesi compilativa valuta le tecniche di indagine archeometriche oggi disponibili per l’analisi della struttura e della morfologia delle ceramiche archeologiche. Sebbene valutazioni dei metodi di indagine non distruttiva (NDE: Non Destructive Evaluation) siano già state svolte, mancava un lavoro riassuntivo dell’argomento in riferimento ai Beni Culturali ceramici, che in confronto ai materiali industriali esigono molte più attenzioni di carattere conservativo. Nel primo capitolo di introduzione vengono riassunti gli aspetti fondamentali delle ceramiche archeologiche, relativi alle materie prime, ai passaggi di lavorazione e alle proprietà in cotto, sottolineando le caratteristiche morfologiche e strutturali. Il secondo capitolo considera singolarmente le principali tecniche oggi in uso per l’indagine di questi aspetti. Ogni sotto-capitolo tratta una o più tecniche descrivendone molto brevemente le applicazioni scientifiche, il principio teorico, il funzionamento pratico e le tipologie di macchinari. Segue la discussione di alcuni casi di studio, al fine di illustrare le potenzialità delle tecniche e valutare i pro e i contro della loro applicazione sui Beni Ceramici di interesse culturale.

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Scopo della tesi 4 Scopo della tesi Oggetto di questo lavoro di tesi sono stati lo studio e la valutazione critica delle tecniche diagnostiche più diffuse per l’indagine della struttura e della morfologia dei materiali ceramici di valore storico-artistico e archeologico. In particolare, con morfologia micro- strutturale della ceramica ci si riferisce allo studio della forma (morfologia) e dell’organizzazione tridimensionale (struttura) dei costituenti il corpo ceramico, che influenzano le proprietà finali del manufatto. Indagare queste caratteristiche permette di risalire alle trasformazioni subite dall’impasto (dall’estrazione delle materie prime al ritrovamento del manufatto) per ricavare informazioni storico-archeologiche, tecnologiche e antropologiche sulle culture che hanno prodotto tali oggetti. Inoltre, la caratterizzazione delle ceramiche archeologiche consente di valutarne correttamente l’aspetto conservativo, sia in termini di interventi straordinari di restauro sia di ordinaria conservazione ed eventuale esposizione. Riscontrando l’assenza di un lavoro riassuntivo sulle analisi morfologiche e strutturali, in questa tesi si è voluto illustrarne e valorizzarne le peculiarità. Le analisi morfologiche permettono di ricavare una ricca varietà di informazioni, relative ai più vari aspetti del percorso produttivo di un manufatto, al di là della sua composizione chimica ed elementare. Le difficoltà analitiche e i dati ottenibili sono comunque diversi e legati: all’invasività delle tecniche, alla possibilità di movimento dei manufatti, all’interpretazione dei dati e alla loro affidabilità, ai costi economici delle strumentazioni e a quelli in termini di tempo. Si è cercato dunque di organizzare alcune informazioni pratiche relative ad ognuna delle tecniche trattate ed i risultati da essa ottenibili attraverso l’analisi di casi di studio sui Beni Culturali, analizzando e discutendo le procedure analitiche più affermate. In questo modo si spera di fornire alcune indicazioni per meglio approcciare queste tecniche e comprenderne l’importanza, i limiti e le potenzialità.

Laurea liv.I

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Manuele Mondini Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.